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domenica 28 febbraio 2010

Croara

“Sfortuna, maledetta sfortuna” e questa è sicuramente la considerazione fatta da coloro che sabato non sono potuti salire sulla loro specialissima in una splendida prima giornata primaverile e altrettanto invece lo hanno fatto oggi in tutt’altra condizione meteo. Nubi alte e stratificate…. la sentenza.
Di positivo c’è solamente, che non ci siamo bagnati, la temperatura era accettabile e che il percorso tracciato, oltre che interessante paesaggisticamente, ha rispettato quella tabella di uscite-allenamenti che ci siamo prefissi per giungere nella giusta condizione agli appuntamenti del calendario 2010.
Lugo, Bagnara, Imola, ci dividiamo all’altezza di Zello dal gruppo del Bianconero che ha previsto un percorso più abbordabile via Grattugia/Tre Monti; sono in molti che ci hanno seguito anche perché il Team GranFondo ci fa compagnia (prima di sganciare la zavorra, che siamo NOI,  e andarsene), volti nuovi che hanno voglia di pedalare con Ad Maiora: un piacere anche per noi. Si rivede anche il Morozz dopo il letargo invernale… e i segni (del letargo) si vedono tutti nel cicloturista che ha poltrito nell’inverno a cominciare dalle ganascie ingrossate, cartina tornasole infallibile.
La strada stretta che ci conduce a Codrignano è sempre lunga… non si arriva mai , ma è sempre meglio della “Montanara” e il suo traffico strombazzante e allergico a qualsiasi forma di mezzo a due ruote.
Saliamo finalmente verso Casal Fiumanese, nella Piazza i soliti avventori del Bar cittadino incitano le donne a…. non so a che cosa ma li sento poi sghignazzare, segno che sono in allegria, evviva! si scende nel buco, 2 km di falsopiano che conducono ai piedi della Croara, una salita impegnativa (3,1 km / 6,7 % media) che non ti dà tregua fino alla cima posta a quota 330 mt, alternando lunghi tratti ad oltre il 10% di pendenza.
Però ci regala un panorama carsico di questa valle chiusa e calda quale è la Croara, presentandoci alla vista una delle formazioni a calanchi più vasta e spettacolare di tutta la Romagna, il “Rivone della Croara”

Solito appuntamento per il gruppo in cima e poi giù per la sporca e impegnativa discesa fino in Val Sellustra. Alcuni scelgono di rientrare a Lugo, i più svoltano a Sx in direzione Cima Gesso addentrandosi in uno dei paesaggi più selvaggi per completare il percorso stabilito. La salita della Val Sellustra ( 5,5 km  / 4,3% disl.) è sempre piacevole da pedalare, non strappa mai e con un lungo rettilineo centrale permette a chiunque un sano “riprendersi” che non fa mai male. In questo periodo è ottima in quanto nel periodo estivo è infestata da noiosi tafani residenti in quella zona a causa dell’allevamento dei Vitelloni Romagnoli ( padri genetici della nota razza Chianina) situato quasi sul finire della salita. Sulla sinistra si stagliano i Monti dell’Acqua Salata, da cui ha origine la Vena del Gesso Romagnola, oggi tutelata da un Parco Regionale.
A Cima Gesso svoltiamo a Sx in direzione di Fontanelice e per il consueto Caffè-break.
Non siamo brillanti come la domenica precedente…. Forse sarà il tempo.
Dekaman si mette alla testa del gruppo impartendo il giusto ritmo, da Borgo Tossignano fino a Imola, ultimo strappo sulla strada alta dell’Autodromo e i suoi noiosi rilanci in salita.
Una foratura (Berta) ci rallenta ma non ci divide, oramai tutti sanno qual è il comportamento del nostro gruppo e le poche regole (del saper stare insieme) da condividere ( e non da osservare), e poi si ripedala in direzione di Lugo nel viavai di piccole strade di campagna, fuori dal traffico. che ci regalano un’altra cavalcata domenicale marcata naturalmente … Ad Maiora.

28 febbraio / 98 km percorsi / 875 mt dislivello / Tempo di percorrenza 4,32 ore / Temperatura rilevata a Fontanelice 12°
Salite: Croara . Val Sellustra
Partecipanti n°26

sabato 27 febbraio 2010

Ciao Ballero

Ho trovato sul web - http://www.pezcyclingnews.com/ - una emozionante "vecchia" foto di Franco Ballerini al giro di Polonia.
Campione sulla bici e nella vita.
Rendergli omaggio è un onore.

mercoledì 24 febbraio 2010

Il Mulino Scodellino


Il Mulino Scodellino, che sorge in prossimità del fondo "Contessa", in località Casalecchio di Castel Bolognese e presenta una solida struttura realizzata in mattoni a vista, fu costruito nel 1389 e venne acquisito dal comune di Castel Bolognese, attuale proprietario, nel 1489.
Il nome dell'opificio deriva, molto probabilmente, dal vocabolo "scudella", che corrispondeva alla quantità di farina che il mugnaio tratteneva per se come pagamento per la molitura.
Dalla parte dell'accesso al mulino, su via Canale, è possibile ritrovare ancora gli anelli di ferro cui venivano legati i cavalli dei visitatori, al di sotto di un portico basso sorretto da grosse travi e da archi di rinforzo. Tale loggiato, in caso di maltempo, serviva per dare ricovero ai carri che si recavano al mulino. La parte di edificio che si trova, invece, sull'altra sponda del Canale, rispetto alla strada, databile intorno al 1700, era probabilmente adibita a granaio. Delle poderose travature in legno sorreggono, infine, l'antica abitazione del mugnaio che si trovava al primo piano.
Raggiungendo il mulino da Castel Bolognese, è possibile vedere la griglia d'accesso alla paratoia e lo sfioratore, dispositivo costruito solo nel 1920, che faceva defluire l'acqua in eccesso nella canaletta al di là della strada.
Solo da poco tempo è cessata l'attività del Mulino Scodellino che, comunque è stato abitato e custodito da una famiglia di mugnai fino a pochi anni fa. Oggi il mulino si trova, purtroppo, in uno stato di grave abbandono.


(Tratto da www.claudiomelandri.it/canaledeimulini/ )

Le imperdibili

COL D'IZOARD
Km 15,90 / disl. 1.95 mt / pendenza media 6,9 %
«Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi». Una cima diventata leggenda, l'Izoard, un picco di 2.360 metri di freddo e fatica, di caldo torrido e inospitale ma senza alcun dubbio...  magnifico teatro di quella che è probabilmente la  più grande impresa del ciclismo di tutti i tempi.

Ad Maiora 2003

martedì 23 febbraio 2010

I Garganelli

Diffusi soprattutto nella cucina campagnola di Romagna, sono originari della pianura, precisamente di Lugo di Romagna ed Imola dove si gustavano in brodo di cappone e manzo. In seguito hanno avuto maggior successo serviti asciutti. Il nome, secondo alcuni studiosi, deriva dal latino gargala, cioè trachea. Il taglio prolungato della pasta ricorda la figura di uno strumento allungato tubolare utilizzato anche in medicina per esaminare la gola, la cannula. In dialetto tipicamente imolese garganèl significa esofago.
Una storiella imolese raccontata durante i trebbi serali narra di una brava cuoca che lavorava da anni nella casa patrizia imolese del Cardinale Cornelio Bentivoglio d’Aragona, Legato Ponteficio della Romagna nel 1725. L’arzdora era indaffarata a preparare il pranzo di Capodanno per un certo numero di invitati. Il menu prevedeva i caplett. Dopo aver accuratamente preparato il ripieno, lo mise da parte, impastò la farina con le uova e tirò la sfoglia con il matterello (s-ciadùr).  La cuoca, però, si accorse ben presto che aveva esagerato nelle porzioni di ripieno da distribuire sui riquadri di pasta tanto che una buona parte di questi rimasero allineati sulla tavola. Gli ospiti erano già tutti seduti a tavola e, nella difficoltà, di poter trovare il necessario per preparare dell’altro ripieno le venne un’idea. A quei tempi in tutte le case si filava la canapa e se ne tesseva la tela per la biancheria di famiglia. Nel cantuccio della legna, in cucina, prese un fuscello di legno, di quelli che venivano usati per attizzare il fuoco e nella camera attigua un pettine del telaio, un utensile ritenuto molto prezioso tanto da essere dato in dote alle ragazze prossime alle nozze. La cuoca prese allora i quadretti di sfoglia già preparati per i cappelletti e li passò, avvolti nel fuscello, uno ad uno diagonalmente sui denti del pettine.
Da allora, la tradizione di preparare in questo modo i garganéll non si è mai persa.

Domenica 28 febbraio

Partenza: Bar RADIUM
(Logge del pavaglione) ore 9,00
Km 97 / 890 mt dislivello
Tempo percorrenza 4/4,30 ore
Percorso: Lugo, Sant'Agata, Villa san Martino, Bagnara, Zello, Imola (sopracircuito), Codrignano, CasalFiumanese, Croara, Val Sellustra, Cima Gessi, Fontanelice (Break-Caffè), Borgo Tossignano, Codrignano, Imola (sopracircuito), Zello, Solarolo, Barbiano, Lugo.


domenica 21 febbraio 2010

La carica dei 101 (Km)

E’ vero! Lo so… oltrepassare il fatidico chilometro 100 è sempre dura, tenendo conto che siamo ancora nel mese di febbraio e con un inverno in cui abbiamo pedalato assai poco, ma la voglia era tanta, la giornata serena di quelle che ti fanno venire l’acquolina (in senso ciclistico), la voglia di sfidare se stessi. Ma è proprio in questi mesi che si mettono le basi per costruire una “buona gamba”, per soffrire meno quando saremo chiamati ad affrontare ben altri percorsi e fatiche, cercando di oltrepassare in vari crescenti steps quel confine di potenzialità fisica, livello di soglia, che ognuno di noi si è costruito: quindi attraverso allenamenti di resistenza con crescita progressiva, l'organismo impara ad utilizzare l'energia che gli deriva soprattutto dagli acidi grassi, i quali rappresentano una fonte di energia praticamente illimitata, al contrario, i carboidrati si esauriscono abbastanza velocemente.
Ma ritorniamo alla cronaca.
Il Mazzolano è la prima delle asperità della giornata, soltanto 2 km di lunghezza con una pendenza media del 7,1 %, un buon fondo stradale e soprattutto esposto interamente al sole che in questo periodo…. è sicuramente benvoluto, è altrettanto molto gettonato dai cicloarteriosi lughesi in quanto è strada di collegamento tra le colline Riolesi e Imolesi, una bella palestra per chi si allena con il metodo delle ripetute.
Il gruppo ha scaldato i “motori” tra i lamenti (o giustificazioni…) di uno stato forma che ancora ha da venire, per l’impossibilità d’allenamento, per malesseri manifestati durante la settimana precedente, ma tutto fa brodo… ci aspettano ancora molte ore di pedalata e pertanto il parlare serve anche ad rallegrare la mattinata.

Una discesa umida e sempre pericolosa, costeggiamo la Cantina Tre Monti (nota per il TRE BICCHIERI “PETRIGNONE”) e poi lo strappo sempre noioso del Bergullo che ci innesta sul circuito dei Tre Monti risalendoli fino alla chiesa di Pediano.
Siamo numerosi quest’oggi e tutti sono ben coscienti che la forza del gruppo è quella del rispetto, è la pietra miliare di Ad Maiora!!!, e pertanto si viaggia compatti, ci si ritrova sempre al termine di ogni salita.
Passaggio sulla Gallisterna per il collegamento puzzolente così battezzato “rusco” e nuovo punto di ritrovo a Isola, il Capitano Tino butta la spugna…. è provato, lo si legge sul suo volto gonfio e arrossato, sconcerto tra i suoi mercenari-gregari.
In grande spolvero è quest’anno Gigino che sfoggia una silhouette invidiabile fatta da mesi intensi di Mountain-Bike + dieta, complimenti!!! C’è Gilberto e lo Zio che si adattano al nostro ritmo pedalatorio, finalmente Dekaman tra noi.
San Ruffillo è una salita che piace a tutti in quanto è abbastanza vicina a Lugo, è la perla per il completamento di tanti giri che provengono dal Monte Albano e dal Poggiolo, è lunga 7,6 km alla media del 4,5%, ma soprattutto è apprezzata per quella stradina selvaggia (ora… forse troppo, visto lo stato dell’asfalto) che conduce fino alla Cima Prugno a quota 545 mt.
La presenza femminile oggi è piacevolmente consistente con Roberta, Vilma, Anna, Angelita, Brunella, Valeria, una bella compagnia di viaggio; ci si compensa a vicenda.
Caffè-time a Borgo Rivola, nella curva (una miscela di caffè fantastica… ve lo raccomando).
Con il Piat organizziamo un ritorno al giusto ritmo con il gruppo disposto a coppie perché aiuta molto a trascinare i più affaticati, vogliamo che non diventi un calvario per qualcuno, i volti sono tirati… rallentiamo a Solarolo per farli rientrare e giungere a Lugo compatti e per darci un sincero appuntamento alla prossima escursione.

21 febbraio / 101 km percorsi / 1120 mt dislivello / Tempo di percorrenza 5 ore / Temperatura rilevata a Casola Valsenio 13°
Salite: Mazzolano – Tre Monti (via Pediano) – San Ruffillo.
Partecipanti n°19



E tutti quei momenti andranno perduti
nel tempo
come lacrime nella pioggia
Roy Batty - Blade Runner

giovedì 18 febbraio 2010

AD Maiora story

2002 Savoia Maurienne

(Col d’Iseran / Telegraph /Galibier / Lauteret)

2003 Mercantour

(Colle della Lombarda /Bonnette / Cayolle/ Champs/ Allos / Izoard)

2004 Andermatt

(Passo Furka est / Nufenen /Gottardo /Susten /Grimsel / Furka ovest / Oberalp / Lucomagno)

2005 Pirenei & Ventoux

(Ventoux / Hourquette d'Ancizan /Tourmalet /Aspet / Peyesourde / Portillon)

2006 Haute Savoie

(Colombiere /Aravis / Cormet de Roselend / Col de la Madeleine / Col du Mollard / Croix de fer /Alpe d’Huez / Sarenne)

2007 3 Nazioni

(Spluga / Juf / Albulapass / Gepatsch / Pillerhohe / Kuhtai)

2008 Linea di Confine

(Col de la Couillole / Col de la Lombarde / Colle della Fauniera/ Colle Sampeyre/ Colle dell’Agnello/ Col d’Izoard)

2009 Mitteleuropa

(S Osvaldo / Pala Barzana / Monte Rest / Passo del Pura / Sella di Razzo / Duron/ Cason di Lanza / Pramollo /Eisentalhöhe / Schönfeldsattel / Turracher/ Windischehöhe).

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Chi fosse interessato a ricevere i programmi dettagliati può inviare una richiesta al recapito web admaiora2004@libero.it specificando l'anno d'interesse.

mercoledì 17 febbraio 2010

Bianconero (questo sconosciuto...)

Il termine “rispolverare la bicicletta” ormai appartiene al jurassico mondo dei ricordi cicloturistici che consisteva per la stragrande maggioranza degli sportivi amanti delle due ruote, rigorosamente e soltanto ai primi tepori della primavera, nel ridare vita al mezzo e anche al corpo dell’atleta appesantito da un lungo letargo invernale….
Oggi si parla di “in bicicletta tutto l’anno”, “Gran Fondo” “Circuiti” ma anche e soltanto di “Gita domenicale d’inverno”, abbigliamenti tecnici incredibilmente speciali progettati pel far scudo alle rigide temperature esterne e trattenere il caldo corporeo, ma soprattutto tanta voglia di pedalare insieme e con continuità.
Un grande fenomeno di massa è oggi il cicloturismo e noi del Bianconero ogni weekend, in Galleria (chiamiamolo così il nostro ritrovo, è sicuramente più chic!) offriamo uno spettacolo degno di osservazione e forse anche di uno studio di psicoanalisi: decine di cicloamatori, di tutte le età, pronti a sfidare i freddi invernali o torride estati, per alcune ore con un favoloso antistress sportivo quale è la bicicletta in uscite di gruppo organizzate.
La fase antecedente alla partenza, è uno studio visivo attento e curioso ad ogni novità, modifica o abbinamento riguardante il vestiario oppure la specialissima che l’amico-avversario ha sfoggiato per l’occasione: una sfilata in piena regola di colori e soluzioni tecniche di altissimo livello tecnico. La bicicletta è indubbiamente la miss più osservata con disquisizioni verbali sull’utilizzo dei vari materiali e componentistiche, degne di sviluppo progettistico da Formula Uno. I più esperti possono addirittura dibattere sulle qualità e consistenze delle fibre di carbonio impiegate nella costruzione dei telai, giustificando costi per conseguenti prestazioni sportive addirittura miracolose. La cura dei dettagli e la meticolosità della scelta avviene da un lento apprendere delle esperienze ( o credenze) altrui, dal chiacchiericcio serale nel parlamento bianconero (Pavaglione) oppure da qualche operatore (non si chiamano più meccanici) incoronato messia, sempre per un tempo limitato.
Naturalmente anche il fisico, intendendo tale il corpo dell’atleta, è degno di osservazione al fine di controllare un silenzioso, programmato dimagrimento, conseguenza di allenamenti furtivi intensi, oppure al contrario il riempimento della ganascia e del fondoschiena offre tranquillità agonistica agli sempre attenti avversari. La depilazione è un rituale ormai consolidato per la maggioranza dei cicloturisti, giustificante per sedute di massaggi in realtà mai effettuate, ma che offre ai primi tepori della primavera la vista di una gamba lucida, snella e per i più…. definita nella muscolatura. Una gran bella conquista per gli uomini, poterlo fare senza essere additati come….frocetti.
Bicicletta per tutti i gusti e per ogni interpretazione: chi vuole essere un agonista, chi non ne vuole sapere proprio e va a spasso, chi corre in circuito, chi alle Gran Fondo, chi non gli importa nulla e va per conto suo… ed ognuno di loro ha sempre la migliore ricetta d’utilizzo del mezzo a due ruote….. che droga mentale!!!!
E tutto questo è il Pedale Bianconero, mille volti del cicloturismo, ma tutti con il sorriso.
(PLB marzo 2004)

martedì 16 febbraio 2010

Domenica 21 febbraio

Partenza: Bar RADIUM (Logge del pavaglione) ore 9,00

Km 104 / 1.020 mt dislivello
Tempo percorrenza 4/4,30 ore
Percorso: Lugo, Barbiano, Castel Bolognese, Serra Bassa (Concentramento x Raduno), Serra di mezzo, Riolo Terme, Mazzolano, Bergullo, Tre Monti, Gallisterna, Isola, Casola Valsenio, salita San Ruffillo, Cima Prugno (ritorno), Casola Valsenio, Borgo Rivola, Riolo Terme, Castel Bolognese, Solarolo, Lugo.


Salite (Hard catègorie)





Per gli amanti delle pendenze HARD segnalo una delle salite più "toste" del Continente e che probabilmente nel Tour ADM 2010 avremo modo di assaggiare (ma in discesa).

Il suo nome è Grindel ALP

L'Ascesa ha inizio a Grindelwald (Svizzera) è tutta asfaltata fino Grindel (1.950 m.) poi 3 chilometri sterrati, quasi pianegante, fino Grosse Scheidegg (1.962 m.) da dove si può fare rientro Grindelwald oppure scegliere di scendere a Meiringen.

Essendo una strada d'alpeggio, stretta senza traffico e con una vista mozzafiato sullo Jungfrau, i progettisti si sono potuti sbizzarrire senza tener conto di alcunchè se non che dovevano arrivare ad un punto preciso e cioè la vetta e percorribile da trattori.
Pertanto, come si può visionare sulla artigianale e allegata altimetria, negli gli ultimi 7 km si oscilla dal 20 al 30% !!!!! Incredibile. Alle soglie del masochismo.
(tratta da Forum dello scalatore / pubblicata da AIDES, che vediamo proprio nella salita in oggetto, nella foto a seguito)




domenica 14 febbraio 2010

The day after

Domenica 14 febbraio.
Infilare una doppietta pedalatoria abbinando consecutivamente sabato e domenica è sicuramente un caso eccezionale in questo freddo inverno ( ma non più di tanto strano, sarebbe meglio pensare che erano anomali i precedenti dove ci sorprendevamo per il caldo eccessivo).
Giornata contraddistinta da un clima noioso e fastidioso per la bassa temperatura alla partenza (Bar Radium) di 1°-2° + alto grado di umidità.
A seguito della impegnativa gita del giorno precedente abbiamo scelto collettivamente il da farsi lungo il percorso che ci portava fino a Zattaglia, preferendo l’ostica salita della Bitella alla Val Fusa, temendo di ritrovarci su di una strada dal fondo poco percorribile e pieno di insidie (lo è d’estate.. pensate d’inverno dopo queste sconquassanti nevicate).
New entry il Dottore e Brunella che entrano a far parte ufficialmente di Ad Maiora dopo il loro solenne giuramento d’impegno per il Tour 2010: Auguri e …azzi vostri.
Come al solito latitante il Bura oramai battezzato dai suoi compaesani “Ricucci” per la sua nuova professione di immobiliarista…. a tempo perso, e il suo gregario fidato “Nisio” assente però giustificato a causa di una strana intolleranza al bronzo. Mah….
Ritornando alla cronaca, la Bitella / 3,1 km/246 mt disl./ può anche non piacere per questi suoi strappi improvvisi all’insù ma oggi sicuramente lo sforzo è stata ammorbidito dal paesaggio innevato che la circondava.
Proseguendo … passaggio sulla Croce di Rontana, a quota 452 mt, e poi in attenta discesa fino a Brisighella, caffè-point della giornata.
Nota negativa, nel ritorno verso Lugo,la sbruffata di gelida pioggia (prevista) che ha reso meno simpatica questa giornata all’insegna della stanchezza.
Km 78 / Disl. 675 mt / Durata 3 h 22,00 (Tempo di pedalata effettivo)

Oggi Wakan Tanka ha parlato

Sabato 13 febbraio.

Il Grande Spirito, l'essenza spirituale che risiede in tutte le cose che esistono, si è mostrato, ma soltanto per chi ha occhi per vedere: ecco cosa direbbero gli indiani Lakota se avessero avuto modo anch’essi di sublimarsi, mente e corpo, nel percorrere l’odierna salita programmata.

Un estasi di paesaggi imbiancati dalla lontana Carpegna fino al Cimone, luci e colori nuovi, inediti…. così si è presentato il mitico Trebbio a noi, escursionisti domenicali ma pur sempre assetati di emozioni.

La giornata era di quelle ideali, serena, limpida e con una temperatura accettabile (considerando questo inverno come uno dei più rigidi negli ultimi 15 anni) e pertanto abbiamo deciso di “allungare” (termine ciclistico) partendo da Boncellino, inutile ritrovo per fantacicloturisti, fino a Casone in un interminabile e noioso percorso: Villafranca, Forlì, Castrocaro, Dovadola, qualche chiacchera e tanto cazzeggio per sollevare gli animi negli oltre 40 km fino a bivio Trebbio.

E poi…. si è aperto il sipario…. lo spettacolo è servito!!!

Il Trebbio è indubbiamente una salita ostica soprattutto se affrontata in questo periodo di fuoriforma ma pur sempre piacevolissima nei suoi 6,3 km / 6.1% per le sue viste panoramiche e per l’andamento di una ascesa a 3 gradoni che aiutano, anche l’ignaro pedalatore, a riguadagnare il fiato a causa delle pendenze pungenti che arrivano fino al 13-14%.

Ma chi lo conosce…. non lo evita (come si potrebbe pensare) anzi !!! lo affronta nel modo e nella maniera più consona al suo stato di preparazione se si vuole gustare a pieno tutte le prelibatezze visive che ci dona.

L’ultimo chilometro è un paradiso bianco, per l’alto innevamento (30 cm) e per il clima mite, reso così dall’assenza totale del vento: con il Piat, Pirellone, Pina ed Elio siamo rimasti nelle retrovie, da buoni intenditori, per gustare a pieno questa prima vera salita dell’anno…. ben consci che sulla vetta i restanti del gruppo odierno ci avrebbero “massacrato” per la nostra lenta performance ( e così è stato / vedi Giuseppino) ma purtroppo NOI siamo fatti così, in pieno spirito Ad Maiora, potremmo paragonarci come un buongustaio allo Slowfood, assaporando a pieno ogni pietanza servita.

Non mangiamo per alimentarci ma per gustare.

Qualche tratto ancora innevato ci ha consigliato di optare per la discesa in direzione di Modigliana, esposta al sole, invece che percorrere il tratto più selvaggio della Samoggia. Scelta appropriata anche perché le gambe incominciavano a perdere energia e quindi meglio non rischiare oltre.

Da segnalare le performance di “puledro Omer” il Redivivo “Pyron”, il sempreverde "Berta" e tutti gli altri splendidi compagni di questo splendido sabato invernale.

Km percorsi 105 / Media 24 km/H / Dislivello 695 mt

martedì 9 febbraio 2010

Domenica 14 febbraio

ATTENZIONE NUOVO RITROVO!!!

Partenza: Bar RADIUM
(Logge del pavaglione) ore 9,00
Km 103 / 1180 mt dislivello
Tempo percorrenza 4/4,30 ore
Percorso: Lugo, Barbiano, Castel Bolognese, Villa Vezzano, Zattaglia, Valle del Sintria, Agriturismo Martin Poggiolo, Poggiolo, Casola Valsenio, San Ruffillo, discesa Prugno, Casola Valsenio, Borgo Rivola, Riolo Terme, Solarolo, Lugo.











domenica 7 febbraio 2010

Countdown

174 giorni mancano al Tour ADM 2010.
Sono numerose le domande per partecipare al nostro Tour e questo ci fa molto piacere in quanto probabilmente è stato gradito il percorso tracciato e tutto il dire che si fa... del nostro gruppo.
E' sicuramente una esperienza di spessore e unica!
Comunque ricordo che entro il 20 febbraio chiuderemo le accettazioni delle domande di partecipazione (con relative caparre / 350 €) e conseguentemente pubblicheremo l'elenco.
E' da precisare (e riflettere) che il percorso 2010 è impegnativo e che quindi richiede una preparazione sportiva adeguata, per evitare poi di essere un "peso" per il gruppo, e quindi consigliamo di leggere e soprattutto perseguire il programma di escursioni, pubblicato nel blog, per giungere pronti ad agosto.

Diario domenicale

Domenica 7 febbraio - 6°/9° -Possiamo considerare questa come la prima vera escursione del nuovo anno per il gruppo Ad Maiora, anche se molti hanno già effettuato parecchi Km con la loro Specialissima: siamo partiti da Lugo in direzione Imola... il tempo sereno è stato sicuramente una piacevole sorpresa dopo tanto freddo (approposito si prevede già per la metà della settimana l'arrivo di una nuova perturbazione) e noi ne abbiamo immediatamente approfittato per portare a compimento il nostro programma tracciato.
La salita del Toranello è sempre incantevole perchè dopo lo sforzo iniziale dei Sabbioni offre una ampia visibilità a tutte le colline circostanti con la ciliegina del Cimone innevato: fantastico.
Pedalando al sole il caldo si fa sentire e i più ... esperti si sono aperti i pesanti giubbotti per evitare un inutile bagno di sudore ma pronti a richiuderli nella veloce discesa della Gallisterna.
Giunti al bivio di Isola abbiamo proseguito in direzione Casola con un ritmo pedalatorio non proprio impegnativo ma comunque idoneo per affrontare con il giusto spirito la ascesa successiva.
Abbiamo imboccato la strada dell'Amore anche se con qualche perplessità dovuta alla possibilità di ritrovare ancora tratti in ombra ghiacciati o sporchi ed invece tutt'altro!!! La gola chiusa al vento offriva un microclima da Tiepidarum, la piccola strada si presentava, ad un occhio attento, silenziosa e con pennellate tipiche di un paesaggio incontaminato, una libidine per la mente!
E poi su per il Monte Albano.... un bagno di sole.
Zattaglia ci siamo rincongiunti con i Bianconeri che non hanno condiviso il tratto "innamorato" (peccato per loro) e i GranFondisti, che vanno su è giù per le salite come un ginnasta sulla sbarra... su e giù, su e giù... e che certo sono molto distanti dalla nostra interpretazione del pedalare con la testa ( e gli occhi ) all'insù, ma questo è il bello di questo hobby "in cui ognuno pedala con le proprie gambe" e lo vive di conseguenza a suo piacimento.
Sono a arrivato Lugo abbastanza stanco, 84 km 820 mt/disl - giusto itinerario / giusta altimetria / giusto ritmo / per il periodo e che ci servirà come linea guida d'allenamento per tutto il mese di febbraio, metà marzo.

Giuseppe, Omero, Valeria, Pier Luigi, Vilma, Piat, Pirelli, Pina, Elio.

martedì 2 febbraio 2010

Manutenzione catena

La manutenzione della catena, spesso, viene sottovalutata o peggio trascurata. Questa semplice operazione, se eseguita costantemente e con cura, ne allunga notevolmente la vita. Dopo essere stata prodotta ed assemblata,e prima di essere imballata, la catena subisce un trattamento finalizzato a proteggerla contro gli agenti atmosferici.
Spesso accade che, dopo aver lavato la nostra specialissima, asciughiamo con cura telaio, sella, ecc. trascurando proprio la catena. L’acqua penetra tra piastrina e piastrina, quindi si insinua tra perno e distanziale. I materiali con cui sono costruiti i singoli pezzi, non essendo inossidabili, si ossidano: quindi si consumano. Inoltre, la ruggine rovina la superficie di contatto tra i materiali rendendoli scabri,aumentando l’attrito tra il perno e piastrine.
Un consiglio condiviso da molti meccanici è di trattare la catena, dopo la perfetta pulizia, con lubrificanti particolarmente volatili solitamente spray, affinché questo si sostituisca all’acqua togliendone ogni traccia dalle superfici metalliche. (www.ciclidainelli.it)


Nelle biciclette da strada vi sono delle percorrenze consigliate dalle case produttrici ad esempio Shimano consiglia di sostituire la catena a 5000 km circa, mentre Campagnolo consiglia già di controllarla dai 3000 km in poi. Vi consigliamo di pulire spesso la catena evitando sgrassanti corrosivi o secchi (es. benzina o diluenti) magari usando pulitori appositi o al limite gasolio.
Si può sapere con esattezza l'usura della catena con un apposito attrezzo che ne misura la lunghezza.



Questa è la misura max consigliata da Campagnolo che poi vale anche per Shimano quando si supera questa misura 132.60 consigliano di cambiarla, chi la cambia prima butta soldi per niente, i km dipendono anche dal tipo di catena perchè su un gruppo 9v la catena è più spessa di quella a 10v e si presume anche più resistente, tra l'altro Campagnolo ora ha anche l1v, e la catena sarà ancora più sottile e l'allungamento sarà certamente più precoce.

Domenica 7 Febbraio

Ritrovo: Bar Marcello ore 9,00
KM 85 - Disl. 784 mt
Tempo di Percorrenza 3,5 ore
Percorso: Lugo, Zello, Imola, Rivazza, Toranello (via Sabbioni), Gallisterna, Isola, Strada dell'Amore, innesto su Monte Albano, Monte Albano, Zattaglia (break), Villa Vezzano, Castel Bolognese, Solarolo, Lugo


lunedì 1 febbraio 2010

Winter Cup


Ieri si è concluso il raduno oceanico ADM sulle nevi di Dobbiaco /Val Pusteria. Dire fantastico è poco per descrivere il paesaggio innevato e le splendide giornate di sole che rendono queste montagne un luogo unico.... ma è già un remember.

Hanno risposto all'appello gli impavidi: Caff, Bura, Vilma, Pina, Marco, Anna, Giò e il Condottiero che si sono cimentati (di giorno) sugli sci lungo il percorso della vecchia ferrovia"Cortina-Dobbiaco" oggi splendida pista da fondo all'ombra delle Tre Cime di Lavaredo: che spettacolo!

Poi (alla sera) grande sfide a tavola davanti a boccali di birra....

Per la cronaca, la Winter Cup 2010 se l'è giudicata Vilma che ha stracciato letteralmente tutti i partecipanti, escludendo il Pina che era febbricitante. Il premio Stuntman è stato assegnato dalla giuria in modo unanime, alla Sig.rina Anna, sempre protagonista in questa specialità mentre l'Oscar della PAZIENZA è andato a Marco F. (grazie). Grande il Condottiero (come al solito!) come pure sorprendente l'esordiente Caff che si è sobbarcato ben 18 km di salita a passo alternato e per concludere credo di non aver dimenticato NESSUNO.... degno di una semplice nota sportiva.
Comunque in alto i calici.... brindiamo a Noi tutti (che c'eravamo!!).