lunedì 21 agosto 2017
mercoledì 16 agosto 2017
Déjà-vu sul Col du Galibier
Località di partenza: le Cassett m 1680 (Valle della Guisane)
Sviluppo: km 47
Dislivello: 1.950 mt
Ciclabilità salita/discesa: 85% / 85%
Difficoltà: BC+/OC-/E
Tempo: 7,15 ore
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| Galibier / agosto 2002 |
Il sogno...... nasce in quell’agosto del duemiladue durante il quale abbiamo iniziato ad apprezzare l’essenza del cicloturismo escursionistico, viaggiando a pedali tra montagne alpine e paesaggi circostanti, scoprendo nuovi luoghi, nuove persone: vagabondi su due ruote.
Proprio quindici anni fa un gruppo sparuto e improvvisato di amici intuirono che il mezzo a pedali poteva offrirci emozioni ed esperienze uniche e non ci pensarono un solo attimo per intraprendere un modo differente e curioso nel praticare la bicicletta nel tempo libero, un qualcosa che li avrebbe accompagnati negli anni a seguire e del quale oggi ne siamo silenti testimoni.
A quindici anni di distanza… fare ritorno sul Col du Galibier è stato come ritornare a casa dopo lunga assenza, i ricordi affiorano, rimangono indelebili, ma questa volta... soli, Vilma ed io, ma virtualmente accompagnati da tutti gli amici di Ad Maiora Bike, coloro con i quali abbiamo condiviso le molte esperienze di viaggio vissute insieme e nel tempo: un vero dejavù.
Non pedaliamo oramai da tempo su strada, abbiamo scelto di indirizzarci verso la
mountain-bike quale sinonimo di libertà, affinità con la natura ed attività sportiva, pertanto questo ritorno al Col du Galibier l’abbiamo progettato quasi interamente offroad e nello specifico percorrendo l’antica strada “Ancienne Route” che forse non tutti sanno che è il tracciato mitico che si faceva antecedentemente al 1947 al Tour de France, quando un paio di km prima del Col del Lautaret, una stretta stradina sterrata biforcava a destra e con un percorso più diretto e tortuoso saliva fino al colle, quasi all’imbocco del tunnel. Sono 6 km interamente su fondo sterrato con una pendenza media vicino al 10% contro i 7 km del percorso attuale che hanno una pendenza media del 7%!... si può così provare a riassaporare un po’ il ricordo delle epiche imprese dei “forzati” del Galibier.
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| Ancienne Route du Galibier |
E allora… si parte alla volta di Briancon, alla volta del Grand Tour del Galibier offroad, una traccia GPS che abbiamo fatto nostra ma recensita da G.Bottalo, a sua volta ispirato dalla bibbia secondo Guido Ragazzini.
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| Ancienne Route |
Nove agosto 2017 una giornata fresca (14°) e tersa ha salutato la nostra partenza dal borgo di Le Casset ( 1.512 altitudine / 20 km da Briancon in direzione del Col de Lauteret) percorrendo inizialmente una via secondaria della media Valle Guisane fino a raggiungere, a circa 2 km dal Col del Lauteret, proprio l’imbocco dell’Ancien Route, cosi evitando il traffico sostenuto della D1091, importante arteria che congiunge la Brianconnaise con la Savoia.
Siamo sulla Ancienne Route du Galibier, ancora perfettamente percorribile in mtb ma assai poco battuta; ci accompagna la vista dei ghiacciai della Meije (3982) e Les Ecrins (4103) e l’immaginazione che proprio qui transitava il Tour de France e i suoi eroi.
Dal tunnel alla vetta del Galibier dobbiamo percorrere 1 km di strada asfaltata ma lo
spettacolo visivo che ci attende non ha eguali, i suoi 2.654 mt di altitudine lo rendonogrande anzi "il gigante"!!. Il passo a differenza di quelli piu noti italiani ove in vetta sono sempre presenti rifugi e altro, non è altro che una sella con una spiazzo delimitato dal guardrail, oggi invaso da ciclisti che vanno e vengono da entrambi i versanti e una moltitudine di bikers
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| Col du Galibier / agosto 2017 |
motociclisti, tutti intenti nel rubare una foto accanto al cartello che identifica il luogo e l’altitudine: il vecchio segnale - semplicemente una tabella appesa ad un palo - è stato sostituito da uno voluminoso posizionato sulla curva stradale, dove a turno si alternano i conquistadores entusiasti che certificano cosi la loro impresa.
Dal Colle si scende ora in asfalto sino a Plan Lachat perdendo circa 600 mt di dislivello, qui inizia la seconda gradevole salita su strada militare sterrata in direzione Col des Rochilles (6,5 km / 2.496 mt).
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| Col des Rochilles |
Le pareti alpine lungo la salita sono davvero imponenti il panorama è stupendo, si
giunge ad un pianoro dove vi sono le caserme militari e con 10 min. di portage si arriva al colle pocanzi citato, oltre il colle un panorama da urlo, il Lac du Gran Ban e il Lac Rond.
Le biciclette volano in discesa costeggiando il Lac du Grand Ban, si devia a destra verso il Col des Cerces (2574 m.), dove, una volta raggiunto (15 min portage), si può osservare un panorama da urlo. Proseguiamo poi perdendo quota e raggiungendo un punto panoramico sul Lac des Cerces (2410 mt.), scendiamo in sella su single track , ma il panorama sul lago di Cerces è spaziale e non bisogna distrarsi per curare le asperità del terreno che mettono alla prova le nostre capacità di freeride.
Ponsonnier (2.613 mt) che si staglia davanti a noi, un lungo traverso su sentiero poco pedalabile, ripido, difficoltoso per il fondo a tratti roccioso ed esposto (30 min portage). Al colle ci si para davanti un altro panorama mozzafiato, con l'Aguille de Lauzet che si specchia nel Gran Lac. La traccia GPS ci indica ora solamente rimanente discesa (1.000 mt di dislivello negativo) ma che discesa!! : molto tecnica e impegnativa.
Oltrepassiamo la piana che sovrasta dall’alto il Gran Lac dove un gregge di pecore e relativi
cani pastore ci costringono a proseguire al passo e accorti… la stanchezza comincia a farsi
sentire soprattutto le braccia e polsi incominciano a dolere.
Pedaliamo su un sentiero un po' sconnesso che progressivamente si imbuca e va a toccare il rio di fondovalle, il torrente Rif, fino a giungere con qualche difficoltà in più per la pendenza e le caratteristiche del terreno all’Alpe du Lauzet (sosta + birra e omelette …. spalmati al sole), e poi raggiungere, sempre con molta attenzione, alla strada D1091 nei pressi di Le Lauzet e chiudere questo incredibile ed unico circolare a Le Casset il nostro punto di arrivo.
Uno degli angoli piu belli delle Alpi, anche qui abbiamo lasciato la nostra impronta.
Album fotografico: LINK
domenica 6 agosto 2017
lunedì 31 luglio 2017
Trittico di Luglio
..... e con l'ultima escursione offroad si conclude questo entusiasmante trittico AD MAIORA "summer 2017" che proprio in questa calda estate ci ha visti pedalare su tre percorsi impegnativi quanto unici del nostro appennino TOSCO ROMAGNOLO.
LA CAMPIGNA (Monte Falterona)
IL FUMAIOLO (Eremo S. Alberico)
ACQUACHETA (Monte Bucine)
Buone vacanze a tutti !!
mercoledì 26 luglio 2017
mercoledì 19 luglio 2017
domenica 16 luglio 2017
Spettacolosa Campigna
E' vero che l'ultima escursione effettuata risulta sempre nella mente quale la migliore di tutti i percorsi effettuati, ma il circolare che sabato scorso abbiamo pedalato con partenza e arrivo da Campigna è senza alcun dubbio STUPEFACENTE sia per l'intensità che per i luoghi boschivi attraversati.
venerdì 14 luglio 2017
Campigna Monte Falco e Falterona
Le due vette sono le più alte dell'intero crinale dell'Appennino Romagnolo - Monte Falco mt. 1657 e Monte Falterona 1654 - Percorso MTB con partenza da CAMPIGNA
giovedì 13 luglio 2017
martedì 11 luglio 2017
Nuovo SRAM Gx Eagle
Finalmente ( e gia disponibile) il nuovo gruppo "economico" EAGLE GX 12 rapporti.
Avra' un costo che si aggira sui 500 euro allargando cosi la possibilità a tutti di adottare la soluzione monocorona. Addio cara vecchia DOPPIA moltiplica....
Avra' un costo che si aggira sui 500 euro allargando cosi la possibilità a tutti di adottare la soluzione monocorona. Addio cara vecchia DOPPIA moltiplica....
giovedì 6 luglio 2017
mercoledì 5 luglio 2017
La SPOLETO-NORCIA
3 settembre 2017
Quest’anno la SpoletoNorcia… in MTB rinnova profondamente i suoi percorsi. Da una parte per offrire sempre nuove emozioni ai partecipanti, dall’altra per sopperire a piccole chiusure del tracciato; e dopo soli 4 anni il percorso originale della prima edizione ha assunto già lo stato di un grande classico e, per questo, è stato denominato La SpoletoNorcia… CLASSIC. Rimane sempre con la sua natura CICLOTURISTICA per il quale non serve alcun tesseramento nè affiliazione ad alcuna squadra; il suo tracciato rimane molto equilibrato, per la sua lunghezza media (43 km) ed un dislivello non eccessivo (1.053 mt), che permetterà alla maggior parte di terminarlo senza troppi patemi. Quest’anno si allungherà fino alla perla della Valnerina: Scheggino, lungo un sentiero che costeggerà la riva orografica destra del fiume Nera, aperto proprio per la SpoletoNorcia . E in molti rimarranno affascinati da questo paesino che sembra un presepe, abbarbicato sulle pendici del monte e ricco di acque ed in cui verrà posizionato il primo ristoro.
Non meno affascinanti saranno i passaggi all’interno degli abitati di S.Anatolia di Narco e Castel San Felice (“simpatica” la salita che si inerpica al paesello e fantastici i passaggi all’interno di esso), con passaggio accanto alla stupenda Abbazia di S. Felice di Narco. Da qui il percorso ritornerà verso la partenza, bypassando lo scomodo attraversamento stradale sulla SS395 per inerpicarsi verso Le Vaie per l’unica vera asperità della giornata: una salita, asfaltata ma con traffico ZERO, di circa 3 km e 200 mt. di dislivello, che riporterà sulla provinciale di Forca di Cerro. Da qui 6 km di provinciale per rientrare sulla ferrovia alla stazione di Caprareccia, dove ci sarà l’ultimo ristoro, per poi lasciarla subito per l’ultima parte di percorso (la stessa dello scorso anno) che prima con un bel saliscendi nei pressi di Borgiano e poi con adrenaliniche e panoramiche discese si ripiomberà su Spoleto per indossare al collo la meritatissimo medaglia del FINISHER!
La SpoletoNorcia… EXTREME
70 km e 2.000 mt. dislivello.
Partenza da Spoleto fino a Caprareccia, deviazione verso i castagni di Borgiano (salita) e discesa verso Tassinare, da dove ci si reimmette sulla Vecchia Ferrovia. Passaggio dentro Scheggino, Sant’Anatolia, Vallo di Nera e Piedipaterno, da dove inizia la salita “Strappacore” fino a Geppa; segue un breve tratto di asfalto e poi vi tocca… la salita “la Perfida”, fino ai Pascoli del Cielo.
Breve tratto tecnico in discesa e poi discesa veloce verso il Valico dei Pellegrini; altro strappetto in salita e poi due single track in discesa, fino ad arrivare a Eggi; dopo aver percorso circa un km di asfalto si risale verso la vecchia ferrovia, passando per la “la Bastarda” (salita dura e tecnica); finalmente, ultimo tratto in discesa sulla Vecchia Ferrovia fino all’arrivo a Spoleto in piazza Garibaldi.
Non meno affascinanti saranno i passaggi all’interno degli abitati di S.Anatolia di Narco e Castel San Felice (“simpatica” la salita che si inerpica al paesello e fantastici i passaggi all’interno di esso), con passaggio accanto alla stupenda Abbazia di S. Felice di Narco. Da qui il percorso ritornerà verso la partenza, bypassando lo scomodo attraversamento stradale sulla SS395 per inerpicarsi verso Le Vaie per l’unica vera asperità della giornata: una salita, asfaltata ma con traffico ZERO, di circa 3 km e 200 mt. di dislivello, che riporterà sulla provinciale di Forca di Cerro. Da qui 6 km di provinciale per rientrare sulla ferrovia alla stazione di Caprareccia, dove ci sarà l’ultimo ristoro, per poi lasciarla subito per l’ultima parte di percorso (la stessa dello scorso anno) che prima con un bel saliscendi nei pressi di Borgiano e poi con adrenaliniche e panoramiche discese si ripiomberà su Spoleto per indossare al collo la meritatissimo medaglia del FINISHER!
La SpoletoNorcia… EXTREME
70 km e 2.000 mt. dislivello.
Partenza da Spoleto fino a Caprareccia, deviazione verso i castagni di Borgiano (salita) e discesa verso Tassinare, da dove ci si reimmette sulla Vecchia Ferrovia. Passaggio dentro Scheggino, Sant’Anatolia, Vallo di Nera e Piedipaterno, da dove inizia la salita “Strappacore” fino a Geppa; segue un breve tratto di asfalto e poi vi tocca… la salita “la Perfida”, fino ai Pascoli del Cielo.
Breve tratto tecnico in discesa e poi discesa veloce verso il Valico dei Pellegrini; altro strappetto in salita e poi due single track in discesa, fino ad arrivare a Eggi; dopo aver percorso circa un km di asfalto si risale verso la vecchia ferrovia, passando per la “la Bastarda” (salita dura e tecnica); finalmente, ultimo tratto in discesa sulla Vecchia Ferrovia fino all’arrivo a Spoleto in piazza Garibaldi.
http://www.laspoletonorciainmtb.it
martedì 4 luglio 2017
Notturne....
Per gli amanti della MTB, effettuare dei giri in notturna vuol dire avere la possibilità di vivere una emozione davvero unica, godendosi il fascino di boschi, sentieri e paesaggi che con il buio si arricchiscono di una bellezza tutta nuova e assolutamente unica. Per chi invece ha impegni di lavoro, molto spesso uscire in notturna può essere l’unica possibilità per riuscire a praticare il proprio sport preferito. Per effettuare dei giri in notturna in MTB in assoluta sicurezza, è ovviamente necessario avere a disposizione delle luci notturne, che consentano una visibilità ottimale della strada, in modo da poter evitare eventuali ostacoli e da segnalare la propria presenza ad eventuali automobilisti Scegliere il tipo di luce notturna per MTB più adatta alle proprie esigenze vuol dire regalarsi dei giri in notturna in assoluta sicurezza, certi di riuscire ad illuminare correttamente la strada, ad individuare eventuali ostacoli presenti sul proprio percorso, ed a segnalare chiaramente la propria presenza ad automobilisti o altri ciclisti. In commercio esistono diversi tipi di luci notturne per MTB, capaci di assicurare livelli di luminosità anche molto differenti tra loro e di conseguenza in vendita con prezzi altrettanto diversi. Le migliori luci notturne per MTB in commercio sono sicuramente quelle alimentate da batterie al litio, sottili, leggere ma capaci di garantire una ottima autonomia per un tempo abbastanza lungo e dotate di una sorgente luminosa come il led, che a fronte di consumi estremamente ridotti è in grado di garantire una ottima luminosità. È possibile scegliere tra sorgenti luminose da collegare al manubrio della propria bicicletta e sorgenti luminose da montare sul casco: la scelta tra le due possibilità determina il modo in cui viene illuminato il percorso.
Fonte http://upsport.it
Galibier offroad
Partenza: Le Casset (F) 1500 m
Dislivello: 1900 m
Quota max: 2650 m
Distanza: 47 km
Difficoltà: BC+/BC
Ciclabilità salita: 95%
Ciclabilità discesa: 95%
Fantastico itinerario d'oltralpe, che prende il via da una borgata situata circa 15mk oltre Briancon. Il tracciato è quello recensito da G.Bottalo sul sito di M.Peverada, a sua volta ispirato dalla "bibbia" di G.Ragazzini, cui abbiamo solo spostato il punto di partenza.
Comodo avvicinamento verso il col Lautaret (con rampa finale), quindi storica sterrata che saliva al col du Galibier, con pendenza discreta ma mai eccessiva e fondo ottimo. Ultimo tornante su asfalto per il colle, poi lunga discesa su stradone asfaltato fino a Plan Lachat, dove inizia la bella salita su strada militare per il col del Rochilles. Raggiuntolo, si devia a destra sul sentiero che conduce al col des Cerces, con alcuni tratti in salita molto ripidi ma ciclabili. Si scende al lago di Cerces (facile, con qualche tratto scavato o sdrucciolevole), dal lago si risale su sentiero a tratti ripido ed esposto ma pedalabile quasi completamente. Si raggiunge lo spettacolare col de Ponsonnier, si supera a sinistra un passaggio delicato da fare a piedi, e si prosegue su bellissimo sentiero di difficoltà medio bassa, con qualche breve passaggio roccioso più impegnativo o del tutto non ciclabile. Si prosegue in discesa fino all'alpe Lauzet dove il sentiero, con un ultimissimo tratto finale poco ciclabile, lascia il posto ad una ripida e sconnessa sterrata che conduce in breve alla statale. La si attraversa e ci si ricongiunge in breve al percorso dell'andata fino alle auto. Si fa presente che il tratto di sentiero che va dal col de Rochilles al lac des Cerces è molto frequentato da pedoni, e che percorrerlo nelle domeniche di luglio e agosto potrebbe non risultare tanto divertente.
Fonte http://www.mtbcucuzzoli.it
giovedì 29 giugno 2017
Dal "romagnolo" all' Italiano
Ci imbattiamo ancora oggi di fronte a incredibili traduzioni dal dialetto ROMAGNOLO alla lingua nazionale e non a significati corrispondenti di un vocabolo italiano o verbo, cosa che sarebbe più corretta e il risultato conseguente sono dei simpatici strafalcioni che non possono fare altro che sorridere.
Nella immagine qui rappresentata vi è proprio un esempio concreto di cio', e precisamente sulla targa affissa ad un castagno delle nostre colline romagnole vi è scritto - a titolo di monito - questa frase:
"E' vietato garavellare i marroni"
intendendo con il verbo garavellare un traduzione dialettale di Garavlé.... raccimolare, raccogliere, mettere insieme una certa somma di denaro, o più cose da più parti.
Con lo stesso termine si intendeva anche l'opera dei "casanti" e dei poveri che a fine vendemmia e per non intralciare i contadini, si recavano a spigolare, a " garavellare" i pochi chicchi o grappoli rimasti tra i tralci, spesso lasciati apposta a questo scopo.
Nella immagine qui rappresentata vi è proprio un esempio concreto di cio', e precisamente sulla targa affissa ad un castagno delle nostre colline romagnole vi è scritto - a titolo di monito - questa frase:
"E' vietato garavellare i marroni"
intendendo con il verbo garavellare un traduzione dialettale di Garavlé.... raccimolare, raccogliere, mettere insieme una certa somma di denaro, o più cose da più parti.
Con lo stesso termine si intendeva anche l'opera dei "casanti" e dei poveri che a fine vendemmia e per non intralciare i contadini, si recavano a spigolare, a " garavellare" i pochi chicchi o grappoli rimasti tra i tralci, spesso lasciati apposta a questo scopo.
martedì 27 giugno 2017
Notturna ADM in MTB
Mercoledì 28/06
Orario partenza 18,45
Percorso: 20 km
Dislivello: 652 mt
ILLUMINAZIONE obbligatoria
L'estate è arrivata, le temperature sono very-hot e le giornate sono più lunghe: è insomma arrivato il tempo per le notturne! Quest'anno abbiamo deciso di cambiare location di partenza e di percorrenza delle notturne in MTB che andremo a pedalare all'imbrunire, orientandoci sulla vicina località di Villa Vezzano e precisamente partendo dall'agriturismo RIO MARZOLO per affrontare il percorso circolare offroad che a seguito pubblichiamo.
Naturalmente al termine dell'escursione ci tratteremo a cena al ristorante dell'agriturismo dove "ci giunge voce " si possano gustare tagliatelle addirittura premiate da una esimia Accademia del gusto. Quindi non ci resta altro che.... "armatevi e partite".
SUDETY MTB CHALLENGE
La Sudety MTB Challenge si svolge in Polonia, nella sua parte meridionale, ed é una delle più vecchie gare a tappe organizzata tra le Alpi e i Monti Urali. Dal 2005 questo evento si presenta con un percorso molto divertente ed fino a pochi anni fa era caratterizzato da vari sconfinamenti tra Polonia e Repubblica Ceca, sempre immersi negli splendidi Monti Sudeti. Ora il percorso rimane esclusivamnete in Polonia e partirà con la prima tappa da Kudowa Zdrój, località termale nella Bassa Slesia. Vi aspettano sei giorni di avventura e sport, esattamente un prologo e 5 diverse tappe, parzialmente molto tecniche e non da sottovalutare. In tutto sono da fare complessivamente 320 km e 11.000 m di dislivello. Per i partecipanti, che gareggiano sia individualmente che in coppia, sempre nelle varie categorie e fascie d´età, é una vera occasione per scorprire un nuovo territorio in Europa. Le montagne della Polonia non sono così alte (max. mille metri) come le Alpi, ma bellissime, ideali per praticare il mountain biking. La 13esima edizione della Sudety MTB Challenge si terrà tra il 23 e il 28 luglio 2017
Per info: http://www.bikeandmore.it
Per info: http://www.bikeandmore.it
venerdì 23 giugno 2017
Cosa fare per far passare l'arsura?
Il primo accorgimento da seguire per evitare la disidratazione nel ciclismo è la prevenzione.
Abbigliamento: a) scegliere capi di tipo tecnico rappresenta un valido aiuto per ridurre le perdite di sudore. Infatti, certi vestiti coprono la pelle proteggendola dai
Abbigliamento: a) scegliere capi di tipo tecnico rappresenta un valido aiuto per ridurre le perdite di sudore. Infatti, certi vestiti coprono la pelle proteggendola dai
raggi solari e impedendo l'azione convettiva del vento. Allo stesso tempo, lasciano evaporare il sudore evitando che si accumuli. Il livello di tenuta termica dev'essere adeguato alla stagione.
B) Orario: è consigliabile allenarsi nelle ore più fresche. La temperatura del mattino può essere inferiore anche di 10°C rispetto al pomeriggio e scatena una sudorazione meno accentuata.C) Bere e mangiare: il ciclismo è un'attività che permette di trasportare sia cibi che bevande. Molti sportivi tendono a bere solo dopo l'insorgenza della sete, ma si tratta di un comportamento sbagliato. Talvolta lo stimolo della sete ritarda o non viene chiaramente avvertito (per endorfine, distrazione ecc). Inoltre, la sete insorge solo dopo l'avvenuta perdita dei liquidi, mentre sarebbe necessario bere prima che l'organismo vada “in crisi”.
A differenza della corsa, nel ciclismo si avverte poco “l'effetto botticella”, ovvero lo “sballottamento” dei liquidi nello stomaco provocato dai movimenti del corpo. Tuttavia, in parecchi lamentano una tendenza al reflusso e al rigurgito causati dalla posizione prona.
Ciò può essere evitato bevendo poco per volta e scegliendo una bevanda facilmente assorbibile.
Tratto da questo LINK
B) Orario: è consigliabile allenarsi nelle ore più fresche. La temperatura del mattino può essere inferiore anche di 10°C rispetto al pomeriggio e scatena una sudorazione meno accentuata.C) Bere e mangiare: il ciclismo è un'attività che permette di trasportare sia cibi che bevande. Molti sportivi tendono a bere solo dopo l'insorgenza della sete, ma si tratta di un comportamento sbagliato. Talvolta lo stimolo della sete ritarda o non viene chiaramente avvertito (per endorfine, distrazione ecc). Inoltre, la sete insorge solo dopo l'avvenuta perdita dei liquidi, mentre sarebbe necessario bere prima che l'organismo vada “in crisi”.
A differenza della corsa, nel ciclismo si avverte poco “l'effetto botticella”, ovvero lo “sballottamento” dei liquidi nello stomaco provocato dai movimenti del corpo. Tuttavia, in parecchi lamentano una tendenza al reflusso e al rigurgito causati dalla posizione prona.
Ciò può essere evitato bevendo poco per volta e scegliendo una bevanda facilmente assorbibile.
Tratto da questo LINK
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