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giovedì 31 maggio 2012

City Single Speed

Blockhaus... si parte!


Ancora 3 settimane ci dividono dall'escursione cicloturistica che effettueremo in Abruzzo nel weekend del 22-24 giugno, ma ugualmente è già alta la "febbre" e l'impazienza del partire. Se il meteo ci assiste trascorreremo insieme, due giornate incredibili nel cuore dell'Abruzzo. la regione dei parchi, pedalando fin sulla Maiella, la montagna madre.
Il ritrovo e la partenza è fissato per venerdì 22 alle ore 13,30 - Piazzale supermercato Penny Market, Via Foro Boario; come mezzo di trasporto utilizzeremo 2 Pulmini 9 posti (con portabiciclette e ruote sul tetto / le biciclette non necessitano di copertura e/o bag) e prevediamo per l'orario di cena, di raggiungere Sulmona (HOTEL  SANTACROCE MEETING****), nostro campo base delle 2 escursioni programmate. Il rientro a Lugo è previsto per le ore 21,00 di domenica 24 giugno.

mercoledì 30 maggio 2012

Visignano

In uno dei nostri post riguardanti le "salite romagnole" vi abbiamo segnalato la nascosta quanto ostica ascesa di Monti con partenza da SS Montanara a circa 1 km dalla frazione di Coniale. Bene... oggi siamo a proporvi il suo proseguimento.... o meglio... siamo a presentarvi una interessante variante, veramente esclusiva per gli amanti delle escursioni cicloturistiche.
Salendo sulla Strada Provinciale Piancaldolese, quella che porta dalla Cima Bordona al Passo della Raticosa, pedalati circa 3km dal paese di Piancaldoli si svolta ad un largo incrocio stradale a sx in direzione Peglio e dopo aver percorso un km in discesa si svolta nuovamente a sx seguendo le indizazioni per Castelvecchio - Visignano. Da questo momento in poi si percorrono circa 6 km in uno spettacoloso altipiano, pedalando lungo una stretta strada pastorale: 4 km per giungere al borgo di Visignano e proseguendo a vista - in direzione di un allevamento - ha inizio un tratto di ottimo sterrato  - battuto (lo si può affrontare con le biciclette- strada) in leggera salita (150 mt di dislivello) fino alla vetta del crinale che congiunge la descritta salita di Monti e ridiscendere verso al SS Montanara.

Cerchi in legno

Lo sapevate che:
UNICI sono stati usati da veri campioni in corse agonistiche su strada e pista.
VITTORIE questi cerchi in legno hanno corso e vinto innumerevoli corse ciclistiche.
VINTAGE questi cerchi in legno hanno partecipato a gare ciclistiche a partire dalla fine degli anni 40′.
SCORREVOLEZZA il cerchio in legno si «sente» anche su strade asfaltate.
ELEVATA STABILITA’ E DURATA nel tempo grazie all’utilizzo di legni particolarmente robusti quali il frassino e l’hickory.
AREODINAMICITA’ la forma ovaloide a goccia di questi cerchi in legno è stata studiata per vincere e penetrare l’attrito dell’aria.
ALTA RESISTENZA AGLI URTI grazie ad una maggiore elasticità della sua struttura molecolare.
PERFETTA TENUTA DEL TUBOLARE in quanto la capacità di contatto tra cerchio in legno e tubolare è maggiore e più omogenea; i cerchi in legno inoltre sono un cattivo conduttore di calore. Nelle discese che richiedono un prolungato uso dei freni, l’attrito della frenata genera calore che nei cerchi in legno, a differenza di quelli metallici, non si trasmette per conduzione al mastice che incolla il palmer al cerchio e quindi garantisce sempre e in ogni condizione la massima tenuta del tubolare.
ADERENZA DEI PATTINI IN FRENATA poichè l’attrito tra il cerchio in legno e i pattini, grazie alla proprietà del legno stesso, è maggiore di quello tra metallo e pattini.
RESTAURO i cerchi in legno Hickory sono inoltre ideali per i restauri di biciclette da corsa d’epoca, fine anni 30′- inizio anni 90′
Per informazioni ed acquisti online: www.cbita.it

martedì 29 maggio 2012

Finalmente.... Val Serena

SABATO 2 GIUGNO
RITROVO ore 7.00 (IN AUTO) BRIKO Lugo
PARTENZA ore 8.00 FONTANELICE
Punto parcheggio pre-ingresso paese, a destra, provenendo da Imola, zona Conca Verde
P. DIFFICOLTA’ ***
DISTANZA KM 104 / 2.219 mt. disl.

Da Fontanelice prende il via questo interessante percorso circolare che ci darà modo di pedalare su colli nascosti e inediti dell’Appennino Bolognese. All’uscita dalla cittadina, dopo un km sulla dx troviamo lo svincolo per la prima salita, quella della Maddalena, che ci conduce fino a bivio Belvedere dove ci indirizziamo verso Giugnole, Piancaldoli, Passo della Raticosa. Pedaliamo in altura (1000 mt) con una serie di impegnativi saliscendi per circa 13 km fino al Passo della Futa: subito dopo, voltiamo a destra per Roncobilaccio e di nuovo subito a destra per Bruscoli, immettendoci così sulla SP 59. Appena imboccata questa strada, sulla sinistra notiamo il cimitero militare tedesco. La strada, dopo una breve salita, inizia a scendere. In questo tratto si può andare piuttosto forte anche se vi consiglio di ammirare l’abetaia che racchiude da ambo i lati la strada, veramente meravigliosa. Alla successiva deviazione per Roncobilaccio noi proseguiamo dritto verso Bruscoli. Si passa una cava sulla destra, dove la strada inizia a risalire e finisce l’ombreggiante bosco. Dopo un km la strada riprende a scendere e affrontiamo alcune curve anche piuttosto impegnative. Passiamo per Fratte e quindi arriviamo a Bruscoli: siamo sempre in Toscana nel comune di Firenzuola e stiamo procedendo lungo la SP 59. Dopo Bruscoli c'è un tratto piuttosto fastidioso, con numerosi saliscendi, quindi rientriamo di nuovo in Emilia Romagna, in provincia di Bologna, nella comunità montana delle cinque valli bolognesi. Prima di Pian del Voglio, prendiamo la deviazione sulla destra verso Madonna dei Fornelli e la Val Serena. Questa strada è piuttosto ripida e stretta e anche il manto stradale non è dei migliori per cui occorre prestare molta attenzione. Ne vale la pena però perché è uno dei punti più incantevoli di tutta la provincia di Bologna. Dopo un piccolo borghetto, Torre Galappio, la strada è completamente immersa nel verde. Si passa per Ca' dei Santoni, un altro piccolo borgo e quindi si raggiunge la meravigliosa Val Serena, un posto magico che sembra uscito da una fiaba. Siamo nel comune di San Benedetto Val di Sambro. A Val Serena incontriamo un bivio; prendiamo a sinistra per Madonna dei Fornelli. Passiamo per Pian di Balestra, voltiamo a sinistra sempre in direzione di Madonna dei Fornelli. Superiamo la deviazione per Monte Fredente e arriviamo finalmente al paese. Si prosegue in direzione di Castel Dell’Alpi (3km) e superato il ponte sul lago, subito sulla Dx, ritroviamo la strada e le indicazioni per Pietramala; dopo un tratta in falsopiano che costeggia il fiumicello, ha inizio la vera sorpresa di questo Circolare e cioè una strada di 6 km di assoluta libidine ciclistica ove ha inizio la salita di Montefreddi, impegnativa soprattutto nel tratto centrale dove si toccano i 12 -14 % di pendenza, ma immersa nella natura fino al culmine posto a mt. 1100. Facciamo ritorno. 2km impegnativi di discesa per ritornare poco prima di Pietramala sulla Ss 65 della Futa e ritornare in senso inverso sui nostri passi in direzione Raticosa, Piancaldoli, Belvedere, e discendere a Castel del Rio, via Bordona. Fontanelice è ora poco distante.
Per chi volesse accorciare la distanza totale del percorso circolare si consiglia di partire da Giugnole (transiteremo alle ore 9,00), frazione di poche case 4 km prima di Piancaldoli, sottraendo così una salita e circa 30 km.

lunedì 28 maggio 2012

Una salita... una leggenda

Una salita insidiosa, con i suoi ventuno tornanti - ognuno dei quali dedicato a un campione del ciclismo che vi ha trionfato - questa è l’Alpe d’Huez, ovvero “la salita”, come è chiamata dai francesi. La salita gode di fama enorme, soprattutto oltralpe, e questo nonostante la sua comparsa al Tour risalga soltanto agli inizi degli anni Cinquanta. Ci sono salite francesi che vantano ben altra storia, eppure i suoi tornanti non solo sono diventati uno dei grandi simboli del Tour, ma rappresentano ormai un’icona del ciclismo in genere, a tutti i livelli. Ogni anno folle di appassionati convergono quì per cimentarsi con la salita più celebre di Francia e con la sua leggenda, e in molti prendono parte alla Marmotte, una delle più importanti granfondo del calendario internazionale, il cui arrivo è posto, dopo la bellezza di 174 chilometri, proprio in cima all’Alpe d’Huez. Insomma, una salita dal fascino fatale e interamente consacrata alle imprese di coloro che su queste rampe, con coraggio o incoscienza, sfidano i propri limiti, a proposito dei quali è bene sapere che il record di scalata è stato stabilito da Marco Pantani nel 1997, con 37’ e 35”, alla stratosferica media di 23,08.
L'abbiamo percorsa durante il Tour "Haute Savoie", il 6 agosto 2006, aggiungendo poi nel percorso di tappa, il fantastico passaggio al Col de la Sarenne.
Fonte: www.mondociclismo.com  

Festa della Primavera

Domenica 3 giugno 2012
Il suggestivo scenario naturale che incornicia Pian di Sopra diventa l'ambiente ideale per due manifestazioni estive di gran rilievo. Si tratta della Festa di Primavera e della Festa dei Lamponi, previste rispettivamente per il primo weekend di Giugno e il primo weekend di Luglio. Appuntamenti da non perdere per gli amanti dei sapori genuini e delle scampagnate in Appennino! Le feste si svolgono nell'aia di una casa colonica del XVII secolo, recentemente ristrutturata per accogliere gruppi e comitive: un ambiente collinare accogliente, piacevole e "libero". Oltre che con le "dediche" specifiche (l'omaggio alla Primavera e i dolci frutti da assaporare in loco), i programmi vengono arricchiti grazie a stand gastronomici funzionanti con menù romagnoli per circa cinquecento coperti. Anche qui esistono specilità tipiche, in particolare gli orecchioni conditi con burro e salvia e il succulento castrato alla brace col pomodoro, e i lamponi di montagna serviti freddi con panna, al succo di limone, su torte ecc.; il vino, poi, è gratis per tutti! Le feste prevedono anche l'esibizione di gruppi musicali e un nutrito programma di giochi popolari. Nelle mattinate delle domeniche sono previste escursioni nei dintorni.
Dove si trova Pian di sopra: Da Faenza per Modigliana : seguire direzione Modigliana. Dopo il ponte svoltare a DX direzione Brisighella-Marradi. Dopo 1Km curvare a SX per S.ta Reparata-Marradi. Proseguire per 8Km. Al bivio dopo Abeto svoltare a SX per Lutirano. Avanti1500m sulla DX salire per via Bulbana cartello giallo per Pian di sopra.Per maggiori informazioni, consulta il sito: http://www.piandisopra.it

domenica 27 maggio 2012

Un GIUGNO... escursionistico

Certamente quest'anno siamo tutti leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, quella che ci dovrebbe condurre al nostro principale obiettivo annuale, Tour "UBAYE", in uno stato di forma atletica idonea: ma non ci diamo certamente vinti e in questi 60 giorni che mancano al giorno fatidico della partenza (31 luglio), alziamo i ritmi, programmando una serie di inedite escursioni, su base settimanale, che andranno a colmare questo gap.
Per il prossimo mese di giugno abbiamo calendarizzato:

sab. 02 giugno - Circolare Val Serena (Km 104 / 2.219 mt. disl.)
sab. 09 giugno - Monte Grappa  Semonzo (Km 90 / 2.177 mt. disl.)
dom. 17 giugno - Carpegna ☺ Cippo Pantani (Km 98 / 2.600 mt. disl.)
22/23/24 giugno - Abruzzo  Blockhaus

Chiunque può prendere parte alle nostre escursioni, ma osservando l'unica regola che giustifica e contraddistingue l'essere del movimento cicloturistico Ad Maiora e che consiste nel rispetto reciproco di tutti i partecipanti e della loro differente condizione atletica, ricompattando pertanto il gruppo al termine di ogni salita o nei checkpoints programmati.

giovedì 24 maggio 2012

Il "Book" del salitomane

La salitomania è una malattia rara... non c'è dubbio: pedalare all'insù è certamente faticoso anzi più che faticoso, ma ugualmente rappresenta una delle condizioni più coinvolgenti emotivamente e impegnative per ogni escursionista in genere. E' piacevole riassaporare con la mente le nostre "conquiste", frutto esclusivamente di 10 anni di Ad Maiora Tours!.
Dai Pireni a tutto il l'arco Alpino  ecco il nostro Palmares, il nostro brevetto di veri ciclo - escursionisti,  l'elenco delle salite che... ancora oggi possiedono un fascino evocativo e una forza di attrazione che non hanno pari.

mercoledì 23 maggio 2012

Galibier – Who Are You?

GF Città di Lugo 2012

Domenica prossima è di scena la GranFondo Città di Lugo, quarta prova cicloturistica del Circuito Romagnolo in quel di Lugo di Romagna, un appuntamento da non perdere per i pedalatori "senza tempo". Il percorso GFondo è indubbiamente unico ed impegnativo con i suoi 178 km da percorrere (2800 mt il dislivello complessivo!!!!) che lo rendono il più difficoltoso delle manifestazioni romagnole, ma saggiamente collocato in una fase stagionale dove il fondo atletico non deve certo mancare ai più attenti pedalatori che si sfideranno su questa distanza. Certamente il nostro giudizio è di parte, ma osservando attentamente le varie salite che compongono questo puzzle organizzativo, non si può non soffermarci a magnificare la salita al Passo del Paretaio, una delle 4 ascese più panoramiche degli appennini romagnoli (Sambuca - Calla - Colla - Paretaio - Raticosa), che con i suoi 900 mt di altitudine è la Cima Coppi della manifestazione.
E per concludere attenti allo strappo finale della sempre insidiosa ed ultima salita della Bitella che con le sue secche pendenze, mostra i muscoli all'indifeso ciclista che l'ha voluta sfidare!
Partenza ore 06:00 Piazzale del Pavaglione
Preiscrizione obbligatoria: Euro 7,00

martedì 22 maggio 2012

La " Minghina"

Partenza: Modigliana
Quota massima: 437 mt
Sviluppo: 3.1 km
Dislivello: 251 mt
Pendenza media: 7,5 %

Nella nostra collezione di salite "romagnole" Hors Catégorie (estremamente difficile) non possiamo certo dimenticare quella del Monte Pruneto o comunemente chiamata dai grimpeur locali... la salita della Minghina: partenza da Modigliana (FC) dalla Caserma dei Carabinieri percorrendo per un breve tratto Via Savelli, poi la strada si impenna severamente (Via della Costa) con una pendenza media del 11.6% con picchi al 16-18% continuativi - su un tratto calcolato di 1,5 km... e senza far rifiatare! Si prosegue poi per altri 1.4 km con facile pedalata e attenzione agli ultimi 200 mt al 10% proprio in dirittura dell'incrocio con l'altra ascesa al Monte, quella che sale da San Martino in Monte.

Weekend 2 giugno

Pubblichiamo in netto anticipo affinchè possiate programmarvi, l'appuntamento per sabato 2 giugno (festività), ri-proponendo l'appuntamento "Val Serena" che era stato rimandato a causa maltempo.
DISTANZA KM 104 / 2.219 mt. disl.
Percorso: Fontanelice, salita della Maddalena, Passo della Raticosa da Piancaldoli, Passo della Futa, discesa a Pian del Voglio, Val Serena, Madonna dei Fornelli (ristoro), Castel dell'Alpi, Montefreddi, Passo della Raticosa, Piancaldoli, discesa Bordona, Castel Del Rio, Fontanelice.
Seguiranno dettagli per il punto di ritrovo e partenza.

lunedì 21 maggio 2012

Mora romagnola

335.000 suini neri popolavano, ancora agli inizi del ‘900, le valli e le colline dell’appennino romagnolo e bolognese, a seconda dei luoghi di allevamento venivano chiamate forlivese, faentina, riminese, bolognese, alcuni la definivano più semplicemente come bruna, mora, castagnina o anche solamente romagnola. Solo nel 1942 a Faenza, un convegno di zootecnici ne definì con precisione i caratteri di razza e ne codificò la denominazione: mora romagnola. Maiale antico, di diretta derivazione dal progenitore di molti maiali europei, il sus celticus, che arrivò da queste parti con le invasioni barbariche nel IV e V secolo d.c., adattandosi perfettamente ai nostri habitat ove per secoli ha rappresentato un fondamento dell’economia agricola rurale. Si pensi che le dimensioni dei boschi si misuravano con il numero di suini che erano in grado di nutrire. Nel secondo ‘900 condizioni socio-economiche e soprattutto nuove domande produttive contestualmente alla progressiva intensificazione dell’allevamento suino, portarono ad un crescente e continuo calo della popolazione di mora romagnola;nel 1949 se ne contavano 22.000 capi, per lo più concentrati nell’area del comprensorio dell’appennino faentino, ove resistevano in quanto utilizzate per ottenere quello splendido incrocio da carne che per molti anni fu il “Fumato di Romagna”. Purtroppo la richiesta di carni sempre più magre e di razze sempre più precoci portò la mora romagnola all’oblio e quasi alla sua estinzione. Agli inizi degli anni ’70 se ne sentiva molto raramente parlare in sperduti allevamenti dell’appennino faentino dove rappresentava per romantici allevatori quasi una reliquia del tempo che fu. Comunque il fascino di questa razza ed il ricordo della gran qualità e gusto degli insaccati da essa ricavati non cessò mai di battere nel cuore degli uomini di Romagna. Uno di questi, Mario Lazzari di Faenza, all’alba degli anni ’80 si mise in testa e nel cuore l’idea di recuperare questa razza e quindi iniziò con testardaggine e passione la ricerca degli ultimi esemplari sperduti. Dopo non pochi mesi ebbe finalmente notizie che nell’alta valle del Lamone (appennino faentino) vivevano alcune more romagnole presso l’azienda di un tal Attilio, soprannominato “Attilio degli animaletti”. Da qui cominciò la nota storia di Mario Lazzari e del suo piccolo nucleo in selezione di mora romagnola, quest’allevatore non vedente che comprese, con cultura e sensibilità, che questi ultimi esemplari di mora erano un patrimonio di tutti e che era giusto conservarli.

Imperituramente....


sabato 19 maggio 2012

Nisio's Day

Se l'andare in bicicletta, in tutte le sue molteplici espressioni, è rappresentativo in momenti di relax, di divertimento e per incontrarsi con i propri amici, allora la giornata odierna lo è stata indubbiamente. Veramente una giornata speciale in MTB, quella che ci ha organizzato l'amico Nisio nel cuore delle Foreste Casentinesi, un percorso che dal Rifugio Alpicella sale fino al Passo dei Mandrioli (1173 mt) passando da Pietrapazza e concludendo questo affascinate circolare transitando dal "Bosco Sacro" attraverso la strada forestale che, lunga e tortuosa, raggiunge la zona Lama.
Quindi è d'obbligo dedicargli questa giornata a titolo di ringraziamento, ma senza dimenticare  Francesco, Brodo e Sandra che all'arrivo al Rifugio ci hanno fatto trovare "pronto" un succulento banchetto a base di carni alla brace e regalandoci così uno splendido pomeriggio di convivialità... che guarda a caso è il vero spirito di Ad Maiora Bike.
Riflettete gente... riflettete!.

venerdì 18 maggio 2012

GF Valle del Senio

Un appuntamento cicloturistico ora mai "storico" quello organizzato dalla Ciclistica Castel Bolognese per domenica 20 maggio: una andata e ritorno di 130 km /1950 mt disl. lungo la Valle del Senio transitando per Zattaglia- Monte Albano, Palazzuolo, Monte Carnevale, e giungere a Marradi per affrontare il sempre insidioso Passo della Colla (900 mt). La discesa conseguente è quella della Sambuca che regala sempre un panorama unico che spazia fino alla pianura... poi l'ultima galoppata fino al traguardo di Castel Bolognese.
All'arrivo gli organizzatori vi attenderanno per offrirvi un corroborante pasta-party.
Le iscrizioni si possono effettuare il giorno stesso della manifestazione in Piazza Bernardi (4,50 euro), l'orario di partenza alla francese è dalle ore 6,00 alle 9,00.

giovedì 17 maggio 2012

Finalmente... buone intenzioni

La Nove Colli sempre più ecologica.
Il messaggio di forte sensibilità ambientale è ormai entrato a pieno titolo nel “dna” dalla Granfondo Nove Colli che, di anno in anno, aumenta le iniziative legate all’ecologia. Dopo le Ecozone che verranno installate anche nell’edizione di domenica 20 maggio, con l’invito a tutti i ciclisti che prenderanno parte alla Granfondo di utilizzare le apposite aree per riporre i rifiuti, da quest’anno la novità si chiama Ampera. Ad aprire infatti la 42ª edizione, la concessionaria Autoplaya di Cesenatico, fornirà al G.C. Fausto Coppi, la prima auto elettrica ad autonomia estesa, premiata come auto dell’anno 2012. Per la prima volta un’auto elettrica che riuscirà a percorrere la medio fondo (130 km) senza fermarsi, con un motore elettrico. I primi 40-50 km saranno percorsi a batteria, mentre i restanti saranno sempre effettuati con motore elettrico, ma alimentato da un generatore a benzina. A guidare il veicolo totalmente “green” sarà il presidente della Fausto Coppi, Alessandro Spada, ed Ampera sarà presente poi all’Agip, area di arrivo dei ciclisti, per tutta la durata della manifestazione.

La Foresta Casentinese

Al visitatore che raggiunge questi luoghi, risalendo le irte e selvagge valli dell’alta Romagna, o il corso del fiume Arno lungo lo storico e ricco d’arte fondovalle casentinese, oppure l’imponente valle del torrente Falterona nel versante fiorentino, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi offre un’emozione unica e un’esperienza indimenticabile: scoprire una fra le foreste più antiche d’Europa. Foreste imponenti, ricche di boschi misti ricoprono infatti quasi tutto il territorio del Parco, al punto che lo si potrebbe attraversare in tutta la sua estensione senza mai uscire dal lussureggiante e rigoglioso manto verde che lo avvolge. Foreste millenarie, testimoni del continuo evolversi della natura e impregnate di storia, dove il rapporto con l’uomo ha radici lontane nel tempo e ben documentate fin dal 1012, allorquando San Romualdo diede vita all’Ordine dei Monaci Camaldolesi, che per secoli saranno custodi e gestori di questo patrimonio. Foreste rigogliose e prodighe di sostentamento e ricovero per tante piccole e grandi comunità, dalle quali si è tratto il pregiato legname per le impalcature di opere monumentali come il gigantesco Duomo di Firenze, o le travi lunghe e dritte per costruire le navi della flotta pisana. Foreste accoglienti, che ai nostri giorni permettono ai visitatori di vivere sensazioni vive e profonde; affascinanti nei loro colori, con tutte le tonalità del verde che in autunno esplodono in suggestive macchie di colore ambrate e rossastre; cariche di meditativi silenzi che in un attimo si possono trasformare in stupefacenti rumori, regalando l’occasione di avvistamenti e incontri da raccontare. 
La perla del Parco: Sasso Fratino
Nel cuore del suo territorio, come una lucente perla, il Parco racchiude un tesoro prezioso: la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino. Questo tratto di rigogliosa foresta, aggrappato alla scoscesa parte centrale del bastione che dà vita a due importanti rami del Bidente, ricco di fossi e torrenti, è quanto oggi di più vicino "all'antica silva”. Una morfologia aspra, con ripide pendenze e numerosi affioramenti rocciosi, e la mancanza di vie di accesso hanno reso nei secoli difficile la penetrazione dell’uomo e hanno permesso al bosco di rimanere nella condizione più prossima alla massima “naturalità”, con un’eccezionale ricchezza di specie arboree che in piena libertà nascono, crescono, si adattano e naturalmente muoiono. Un luogo incantato e così fondamentale per capire e studiare la “vita” dei boschi, che sin dal 1959 lo si è voluto salvaguardare, precludendo a chiunque il libero accesso e ogni forma di intervento, con l’istituzione della prima Riserva Naturale Integrale in Italia. Dal 1985 la Riserva viene insignita, con cadenza quinquennale, del Diploma Europeo delle Aree Protette.