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venerdì 12 ottobre 2012

Le Teglie di Montetiffi

In Romagna c'è un pane soffice e sottile, caldo e profumato: è la piada. Questo alimento da sempre viene cotto su un piatto di terracotta che probabilmente anche gli antichi romani conoscevano: la teglia. I segreti della creazione di una teglia sono stati per secoli gelosamente tramandati di padre in figlio; famiglie intere hanno trovato sostentamento da questa attività, che ha avuto come centro di produzione il borgo in pietra di Montetiffi. Così si è andati avanti fino agli inizi degli anni novanta, quando gli ultimi due tegliai della Valle Uso hanno chiuso bottega. Un mestiere che era un'arte, che aveva il profumo della terra e la tenerezza di un quadretto di piada, sembrava definitivamente perduto, lasciato tra le pieghe del tempo. Poi è arrivato il caso, forse il destino. I coniugi Camilletti-Reali hanno deciso di ricominciare a realizzare teglie. Oggi il loro laboratorio è aperto. I turisti che dal mare vogliono risalire le valli, le colaresche, oppure semplicemente le persone che hanno bisogno di una teglia per cuocere la piada, possono visitarlo. Telefonando per un incontro, è possibile assistere a tutte le fasi che portano alla creazione delle teglie. Vengono create in diversi formati: più grandi per il camino o la stufa, più piccole per i fornelli a gas. Si tratta di uno dei prodotti più autentici dell'artigianato di Romagna, che può fungere anche da oggetto ornamentale.
Come nasce una teglia? I termini "testo" o "tegghia" erano usati un tempo per indicare la teglia in argilla; la voce "testo" deriva dal latino "testum" che significa "coccio di terracotta". L'argilla viene ancora raccolta a mano, nelle vene del territorio di Montetiffi, così come il minerale di calcite ("merum" in dialetto); l'acqua è rigorosamente di sorgente. Una volta raccolta, l'argilla viene messa ad asciugare, setacciata e selezionata manualmente. Quando il prodotto è secco viene frantumato in polvere grossolana e messo in ammollo in mastelli. L'impasto così ottenuto viene tirato su piani di marmo. Con torni a pedale si sovrappone una tavola con una spolverata di cenere, e con una manciata di impasto si inizia a plasmare il prodotto, ottenendo così la base ("e fundel"). Facendo girare il tornio, col movimento delle mani si crea l'orlo ("l'urel"), dopodichè si raffina la teglia levigandola. Lo stampo è pronto! Viene lasciato un'oretta al sole, poi posto nell'essicatoio per circa due mesi; ogni giorno le teglie vengono rivoltate! Una volta essicate, le teglie vengono fatte cuocere in uno speciale forno a legna alla temperatura di 700/800 gradi per 8/9 ore. Infine vengono lasciate riposare un paio di giorni, durante i quali si verifica se vi sono crepe o fratture. Il prodotto così ottenuto è un piccolo capolavoro e su di esse viene posto un timbro che ne certifica la provenienza: "Teglie di Montetiffi". Le teglie tornano a vivere ed a testimoniare un mestiere che raccoglie l'energia creativa che nasce dalla terra. Uguale nel tempo la magia, uguale nei secoli la poesia. "?fosse pur là dove è maestra gente in far teglie sotto cui bel bello scoppietti il pungitopo e la ginestra, a Montetiffi?" Così Giovanni Pascoli cantava il paese dei tegliai.
"Le teglie di Montetiffi" Via Ville-Montetiffi, 79 Sogliano al Rubicone Tel 0541.940708

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