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domenica 16 giugno 2013

Va dove ti porta il cuore...

Oggi la maggior parte dell'atto cicloturistico, in generis, è indirizzato verso una azione "all-inclusive", tutto compreso - tutto organizzato..... raduni, manifestazioni GranFondistiche, escursioni fuoriporta, ove il partecipante non deve fare altro che partecipare e pedalare, una palestra all'aria aperta: meglio così penseranno i tanti, ma forse-forse non tutti!. Il tempo scandisce anche qui ritmi e scelte di come interpretare la bicicletta, ma per coloro che del mezzo a pedali ne fanno anche un tramite per staccarsi dalla quotidianità, dove tutto ci viene quasi sempre pre-organizzato, esiste un differente indirizzo finalizzato a trascorrere momenti fuori da questa logica, sublimi e assolutamente poco ripetitivi, interpretando l'esperienza pedalatoria con un vero spirito escursionistico, voglia di conoscere,  qualcosa da gustare fino all'ultima goccia, improvvisando e scandendo tempi e modi a proprio piacimento.
Ieri (sabato), il percorso che ci ha condotto fino al Santuario della Verna, facendo ritorno dal versante dell'Alpe della Luna è stata l'ennesima concretizzazione del "pensiero a pedali" Ad Maiora Bike, centrando l'obiettivo e il senso dell'escursione. Un grazie a tutti gli amici che hanno condiviso gli emozionanti momenti nel luogo sacro francescano e le bellezze del panorama casentinese, le fatiche acutizzate dal caldo intenso e per l'impegnativo percorso, gli imprevisti successi e la gioia finale per avere concluso un'altra avventura insieme.

Percorsi km 130 / Dislivello mt. 2.754 / Ore pedalate: 7,38

giovedì 13 giugno 2013

Pratieghi

Pratieghi: 857 Mt. s.l.m piccolo paese, immerso nel verde dell'Appennino tosco-romagnolo, bagnato dalle prime acque del fiume Marecchia e reso affascinante dal misterioso Taxus baccata. Centro storico notevole, Pratieghi è citato nel 1256 come Castrum con torri. Niente rimane dell'antico castello ce nel 1490 passò dalla giurisdizione dei Conti di Montedoglio alla Repubblica Fiorentina. Dal 1774 Pratieghi fa parte del Comune di Badia Tedalda. La Pieve di S.Maria, esiste già dal 1489, è stata nel tempo notevolmente modificata. Al suo interno, il Fonte Battesimale del 1566, i registri parrocchiali dei battesimi a partire dal 1595, dei matrimoni a partire dal 1594, dei morti partire dal 1594. Per chi ama passeggiare all'aria aperta è d'obbligo una tranquilla escursione alle Sorgenti del fiume Marecchia a poca distanza dal paese di Pratieghi. Da non perdere un affascinante percorso all'interno dell'Area Naturale Protetta di interesse locale, alla scoperta del TASSO (Taxus baccata) , antica e misteriosa pianta sempreverde, nota nella zona come "Albero della morte" o "Nasso", avvolta da mille leggende e curiosità tutte da svelare. Ma che in effetti è riconducibile nelle sue foglie (aghi) e semi che contengo no un principio amaro (Taxina) velenoso per l’uomo e animali.

Passo dei Mandrioli

distanza: 12 km
partenza: Bagno di Romagna (FC)
altezza alla partenza: 500 mt
altezza finale: 1173 mt
dislivello: 673 mt
percentuale media di salita: 5.6 %
percentuale massima in salita: 8.6 %
Il valico collega la valle del romagnolo fiume Savio con il Casentino e la valle dell'Arno mediante una strada asfaltata la cui costruzione è stata effettuata negli anni 1870/1882. Poco dopo il paese di Bagno di Romagna, si lascia a sinistra la strada asfaltata per il Valico di Montecoronaro (853m) e la valle del Tevere; dopo un breve tratto facile si attraversa il torrente Becca e si comincia a salire con pendenze sensibili e costanti tra pareti rocciose.
Dopo l'impressionante tratto denominato "Le Scalacce" in mezzo a formazioni rocciose molto caratteristiche e di grande interesse geologico si superano una casa cantoniera in rovina ed il villaggio di Ravenna Montana (917m).
Si entra nel tratto conclusivo in un fitto bosco composto da alberi e si prosegue con strada tortuosa e pendenze costantemente impegnative fino a raggiungere il passo. La lunga discesa si conclude nel versante opposto a Badia Prataglia.

mercoledì 12 giugno 2013

Sabato 15 giugno

Circolare della Verna
Ritrovo: Bar Biko Lugo ore 7,15
Partenza: Bagno di Romagna ore 8.30 (Parcheggio Stadio)
Distanza: 106 km

Dislivello: 2.412 mt
Soste programmate (2): La Verna / Balze
Trasporto: auto propria
Requisiti: base di allenamento sportivo rapportato al percorso.
 



 Una nuova esperienza, un inedito e appassionante circolare escursionistico, con partenza e arrivo a Bagno di Romagna, per tutti coloro che non hanno mai visitato il soave luogo di fede e preghiera, di devozione a San Francesco, quale è LA VERNA e il suo santuario immerso in boschi di faggio ed abete, transitando precedentemente dal Passo Mandrioli e Badia Prataglia. Il santuario della Verna si trova sull'Appennino Toscano tra le valli dell'Arno e del Tevere, in posizione strategica tra Casentino e Valtiberina. Altezza: m. 960 s.l.m. Il ritorno sarà altrettanto splendido, interessantissimo e mappato sulle strade che da Pieve S.Stefano salgono dall’Alpe della Luna fino alle Balze del Verghereto e per i più arditi fino alla cima del Monte Fumaiolo.
Un percorso impegnativo per il dislivello metrico espresso e che richiede di conseguenza un buon livello di preparazione sportiva. E' prevista una giornata meteo, serena e con temperature estive (30°).
Km 106 – 2.412 mt dislivello.
Documento: descrizione percorso (Verna.pdf)

martedì 11 giugno 2013

Pedalare con un animo pellegrino

La Via Francigena fa parte degli itinerari appartenenti alla storia. È una via maestra che permetteva in passato migliaia di pellegrini di raggiungere le tre principali mete religiose cristiane dell'epoca medievale: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Una è quella utilizzata dai pellegrini che vanno e vengono dal Cammino di Santiago, dalla Spagna e dal sud della Francia: entrando dal Passo del Monginevro si percorre la Val di Susa e passati per Torino si arriva a Vercelli. L'altra è la strada che percorrono i pellegrini che vengono dal nord della Francia e dall'Inghilterra e passando dal Passo del Gran S. Bernardo e Aosta arrivano anch'essi a Vercelli. Da lì la strada diventa una e si sviluppa lungo l'itinerario che passa da Pavia, Piacenza, Fidenza, Passo della Cisa, Pontemoli, Lucca, Siena, Bolsena, Viterbo, Roma.  Lungo il corso della via Francigena, l'intenso afflusso di pellegrini e commercianti determinò quindi la costruzione di ospizi di accoglienza, borghi, monasteri e castelli che, mantenuti intatti fino a oggi, permettono di ammirare interessanti esempi di architettura romanica. Il nostro amico-pellegrino Giorgio Bertini ha appena fatto ritorno dal percorrere la Via  Francigena partendo da Fidenza, naturalmente in bicicletta, e a varie tappe è giunto fino a Roma.
Condividiamo con la tribù il suo cicloracconto di viaggio (La mia Francigena.pdf), certamente un utile ed interessante documento informativo per chi volesse intraprendere questa esperienza.
Grazie e... bravo Giorgio!!


domenica 9 giugno 2013

Battista Babini, che mito!!!

Ottimo dilettante, capace di distinguersi sul passo ed a proprio agio anche in salita, riuscì a passare professionista molto presto, alla fine del 1961, al Trofeo Baracchi, dove in coppia col coetaneo Giacomo Fornoni, campione olimpico nella 100 km a squadre, fu autore di una prova maiuscola: i due finirono secondi, ad oltre 47 di media, dietro la coppia Baldini-Velly. Dopo una grigia stagione in seno alla Molteni nel 1962, passò alla Salvarani l'anno successivo, voluto proprio dal "nocchiero" di quella celebre formazione: l'imolese Luciano Pezzi. L'esordio di Battista con la nuova maglia fu subito degno del botto, in quanto colse la vittoria nell'allora classica Sassari Cagliari. Anche il resto della stagione fu positivo in quanto ricco di buoni piazzamenti. Di nota il suo 2° posto nella tappa di Gorizia al Giro d'Italia, a pochi secondi dal vincitore Vendramino Bariviera. Nel 1964, con l'arrivo di Adorni in seno alla Salvarani, Babini assunse il ruolo di ottima pedina di squadra, continuando a cogliere, in qualche giornata di libertà, significativi piazzamenti, come ad esempio nella tappa di Orleans, al Tour de France, dove fu bruciato allo sprint dall'ex iridato Jean Stablinski. In quel Tour, Battista, fu più che discreto anche nel piazzamento finale: 25°. Nel '65, dopo aver chiuso con la solita capacità nel gioco di squadra il Giro d'Italia, mentre si apprestava a partecipare al Tour, fu colto da un attacco di paratifo che lo bloccò e al suo posto la Salvarani schierò Felice Gimondi che poi vinse la "Grande Boucle"! Babini, dopo il problema fisico che gli impedì quella importante partecipazione, non ritrovò più il colpo di pedale di un tempo e, nel 1966, a soli ventisette anni, abbandonò l'attività agonistica.
Ma ora invitato d'onore a Parigi tra gli eroi della Gran B0ucle. Grande Battistone!!!
Fonte: www.museociclismo.it 

Nemo propheta in patria (sua)

Il terzo fine settimana di luglio a Parigi si ritroveranno i “professori” più illustri in materia, infatti - per l’edizione dei 100 anni – gli organizzatori del Tour de France hanno invitato tutti gli ex corridori che hanno concluso almeno una volta la Grande Boucle. Li hanno chiamati Geants du Tour e solo in Italia ne hanno censiti 360 mentre in Romagna, statistiche alla mano, sono in 19 gli ‘aventi diritto’. Per loro ci sarà una festa sabato 20 luglio al velodromo Anquetil mentre il giorno seguente potranno assistere alla conclusione del Tour da un’apposita tribuna sugli Champs Elysées. 
Ecco la lista dei romagnoli capitanati dal nonno Gilberto Dall’Agata (83 anni), il leggendario Ercole Baldini, Arnaldo Pambianco, i due lughesi Giancarlo Ferretti (68° nel ‘67 e 43° nel ‘69) e Babini Battista (1964 ; 25°), il cesenate Franco Magnani e l’imolese Luigi Sarti, Gilberto Vendemiati (70° nel ‘65), Guido Neri, negli anni ‘70 e negli ’80 Giovanni Cavalcanti, Alfio Vandi e Glauco Santoni, il solarolese Davide Cassani (sei edizioni concluse e la singolarità di un ultimo posto in un tappone alpino nel ‘93 con indosso la maglia a pois), del cesenate Marcello Siboni (dalla Carrera alla Mercatone Uno sempre al servizio di Pantani), dell’altro solarolese Fabiano Fontanelli (72° nel ‘98 nel Tour del Pirata) e del faentino Alain Turicchia (74° nel ‘98). Due i vincitori di tappa. Il primo è Roberto Conti (otto edizioni per lui), che entra nel mito nel ‘94 (anno in cui chiude sesto in maglia Lampre) all’Alpe d’Huez, il secondo è il fusignanese Gian Paolo Mondini ( Futurscope) 1999 . Non ci saranno se non nella memoria i campionissimi, Mario Vicini (secondo nel ‘37 e 38), Glauco Servadei (due tappe nel ‘38) e Aldo Ronconi (una tappa, due giorni in giallo e vincitore morale nel ‘47), ed infine il più grande (8 tappe e il Tour del ‘98): Marco Pantani. 

venerdì 7 giugno 2013

Sagra della cozza

14, 15, 16 giugno 2013
Ogni anno all'inizio di giugno si svolge nel suggestivo porto peschereccio di Goro (FE), la tradizionale fiera dedicata al Santo Patrono e contemporaneamente si svolge la Sagra della Cozza. In questa occasione si tiene la storica processione della statua del Santo Protettore, a partire dalla piazza del paese lungo le vie addobbate di archi fioriti, accompagnata dalle bande locali, fino ad essere imbarcata sui pescherecci per collocarla su un capitello di una briccola nella Sacca di Goro a protezione dei pescatori. Al rientro, degustazione di prodotti di fiume e di mare pescati dai locali, animazione per bambini, spettacolo pirotecnico. Processione in mare con barche che ospitano gratuitamente i turisti. Stand gastronomico con specialità tipiche marinare.

giovedì 6 giugno 2013

La "Ercole Baldini" 2013

Domenica 9 giugno, ultima prova del Circuito Romagnolo, con la GFondo cicloturistica “Ercole Baldini” organizzata dal GSC Massese; La Manifestazione si articola su 3 percorsi di km: 142 - 110 – 60 con partenza da Massalombarda (RA) con metodo "alla Francese" dalle ore 6.30 alle ore 7.30 e per il percorso corto fino alle ore 08.30. Nessuna novità al percorso GF rispetto alla edizione 2012 e che vedrà i cicloturisti impegnati sui Colli del Poggiolo, San Ruffillo, Maddalena, Gesso, Tre Monti, prima della pedalata “piatta” fino all’arrivo a Massalombarda e al meritato ristoro.
Prescrizione obbligatoria / 7 euro-

Molto originale....


Bacheca escursione

Sabato 8 giugno
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 8
Percorso: 106 km
Dislivello: 998 mt

Un weekend cicloturistico dal "motiv" all'insegna del relax pedalatorio (mica tanto...) dopo le impegnative escursioni toscane, e tracciato su strade locali ; una classica ... con ascesa al Prugno e ridiscesa a Casola Valsenio, via San Ruffillo, e poi a seguire la mitica e sempre temuta salita al Monte Poggiolo. Si fa ritorno a Lugo percorrendo i 10 km di tutta la Val Fusa transitando per Zattaglia.

mercoledì 5 giugno 2013

Col du Sanetsch

Altezza finale: 2.252 mt
Distanza: 25.7 km
Dislivello: 1.770 mt
Nel bagaglio d’esperienza di ogni ciclista vi sono salite che, vuoi per bellezza o per difficoltà, non si dimenticano facilmente: uno di questi è per noi il Col du Sanetsch. Il Colle del Sanetsch è un valico alpino collocato nelle Alpi Bernesi nel Canton Vallese. Collega Sion nel Canton Vallese alla diga del Sanetsch, da dove è possibile raggiungere Gsteig nel Canton Berna, soltanto tramite una funivia o a piedi. L'intero percorso è in complessivo superbo. Il Col du Sanetsch ha una lunghezza di 25.9 km, ha il suo punto più alto a 2252 mt, la pendenza media è di 6.7%. Il percorso è molto lungo e difficile , il dislivello è elevato e le pendenze sono estremamente impegnative. L'inizio dell’ascesa da Sion attraversa paesaggi splendidi, tipicamente svizzeri, e vigneti. La metà della salita si pedala attraverso una luminosa foresta e rigogliose cascate, mentre la seconda parte è contraddistinta maggiormente da un paesaggio brullo alpino con una vista spettacolare in tutte le direzioni, tra cui il vicino ghiacciaio di Les Diablerets. Per gli appassionati di gallerie segnaliamo prima dello scollinamento, un tunnel buio (con qualche provvidenziale e luminosa finestra scavata nella roccia) e freddo di 800 metri e con fondo sterrato, ma che all’uscita sublima il cicloturista con una vista diretta sull’ampio giacciaio. Sulla vetta del Colle, a forma di sella (la strada poi scende alla diga… ), non vi è alcun cartello di segnalazione, la strada scende ripida per circa 5 Km per costeggiare il lago artificiale del Sanetsch e concludersi alla diga, dove sorge un posto ove ristorarsi; per chi volesse raggiungere Gsteig (1189m) nella valle della Sarine è possibile imbarcarsi - con bici al seguito - su una cabinovia di servizio (6 posti max) che effettua il servizio solo estivo.

martedì 4 giugno 2013

Jolanda di Savoia

Centro agricolo sviluppatosi con la grande bonifica ferrarese del XX secolo. Nelle sue fertili risaie cresce il tipico riso del Delta IGP. Originariamente il paese di Jolanda di Savoia era chiamato Le Venezie, il nome fu cambiato nel 1911 in occasione della visita di Vittorio Emanuele III, per onorare la figlia appena nata del sovrano. Jolanda di Savoia rientra in quella speciale area della provincia chiamata "Terra del Riso". Essa si affaccia nello scenario magico del Parco del Delta del Po (patrimonio UNESCO), le risaie sono la cornice dello spettacolare paesaggio ricco di canali, sentieri, oasi protette, flora e fauna uniche per qualità e quantità, mentre l'urbanistica è caratterizzata da grandi corti aperte, dalle file di piccole case dei braccianti e dagli inconfondibili edifici delle aziende risicole. La campagna che attornia il paese offre un paesaggio davvero unico: si tratta di un'insieme di terre che faticano a stare sul livello del mare; in località Due Magoghe c'è il luogo più basso di tutta l'Italia (quasi -4 m), riconosciuto dall'Istituto Geografico Militare.
http://www.ferraraterraeacqua.it/it/jolanda-di-savoia

lunedì 3 giugno 2013

Videochianti

Un sabato dal sapore ciclo-TURISTICO

Bisogna ammettere che le colline su cui sorge Siena non la rendono una città semplice da visitare in bicicletta, ma ci sono diversi tipi di itinerari da percorrere per ammirare una delle più belle città e campagne d'Italia riuscendo a districarsi tra le molteplici strade che appaiono e scompaiono ondeggiando tra cipressi, vigneti, poderi e vallate che si susseguono e che alla fine un po’ di confusione creano al ciclista ignaro. Una giornata in bicicletta in ed intorno a Siena, può essere un'esperienza indimenticabile: una full immersion quindi  nella natura , paesaggi di un'immensa bellezza ed infine … la città con il suo fascino storico, unico. Siena dunque dovrebbe essere l’inizio di ogni viaggio cicloturistico. Non è città piatta amica di ruote e pedali abituati alle nostre lande pianure sconfinate ma ugualmente l’altimetria senese, nervosetta e allegra, è altrettanto mai monotona e ricca di sorprese. Siena ha un centro storico interamente pedonalizzato e raggiunta Piazza del Campo, simbolo indiscusso di Siena, è poi facile arrivare a tutti gli altri monumenti più importanti (scansando con attenzione le migliaia di turisti sempre -presenti), come il Duomo e il Battistero. Ma Siena è un museo all'area aperta, quindi tutto merita attenzione !!!. E noi l'abbiamo fatto!!!!

domenica 2 giugno 2013

Tuscany dream

Per la stagione 2013 all'overture del primo maggio con il circolare della crocetta ha fatto seguito questa "prima" come trasferta dei friends. siamo andati nelle terre del gallo nero e del chianti docg e più precisamente nel borgo di Castelnuovo Berardenga per la cicloturistica Chianti classic. Sarà sicuramente un'uscita che ricorderemo volentieri in occasione della cena di fine anno. questo per molteplici motivi:
- i panorami mozzafiato di indiscussa, anche se già nota, bellezza che sempre appagano i nostri sensi;
- la calorosa e cordiale accoglienza degli amici della società bulletta bike che ottimamente hanno allestito il giro;
- la degustazione di prodotti e di piatti tipici locali durante la pedalata nei ristori preparati dagli organizzatori che nulla avevano da invidiare in qualità alle rinomate trattorie del posto (pane toscano con olio, panzanella, formaggi, finocchiona, pappa cotta... il tutto innaffiato con fiumi di chianti)
- ultimo ma non ultimo una giusta dose di sano agonismo tra i contendenti che ha caratterizzato l'ultima ascesa da Gaiole a Brolio eletto già dalla partenza come campo di battaglia. volutamente non vogliamo menzionare il vincitore sui pedali in quanto, nella realtà, il vero trionfatore è stato lo spirito di gruppo degli ad maiora friends che ha caratterizzato l'intero weekend toscano. (by daniele)