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giovedì 29 dicembre 2011

Pericolo!

Il percorso di sei chilometri che si snoda sulla gola di Garnitzen, in Austria, mette i brividi al solo pensiero di doverlo percorrere. Sarebbe rischioso a piedi, figuriamoci dunque sulla sella di una bici, con le due ruote a pochi centimetri dal precipizio. Ci vogliono i nervi d'acciaio di questi bikers - e un pizzico di incoscienza, forse - per trasformare una pericolosa discesa in una spettacolare "passeggiata" sospesa nel vuoto.

Capodanno


Il 31 dicembre a Rimini andrà in scena non uno, ma tanti eventi diffusi: I Capodanni di Rimini. Si partirà con il grande concerto gratuito in piazzale Fellini. L'atteso appuntamento musicale avrà come protagonista Franco Battiato. A partire dalle 22.00, il maestro accompagnerà in un viaggio di note e poesia i suoi fan e chi trascorrerà il capodanno in piazza a Rimini, a due passi dal mare e dal Grand Hotel. Allo scoccare della mezzanotte, come da tradizione, a dare il benvenuto al nuovo anno sarà il magnifico spettacolo di fuochi d'artificio che accenderà il cielo sul mare d’inverno nella zona della Rotonda. La festa continuerà poi in centro storico, al Teatro degli Atti, con la "Milonga di Capodanno" dedicata a tutti gli amanti del tango e del flamenco, che potranno trascorrere una notte di ballo e di passione sulle note travolgenti della musica dal vivo. Ma nella terra di Romagna non può certo mancare il Capodanno folk. Ed ecco “Vai col liscio!”, una notte in compagnia delle scuole di ballo locali capitanate da pluri campioni italiani come Mirko e Sandra, Paolo e Debora, Enrico e Chiara nella grande sala del nuovo Palacongressi. La festa, dedicata a tutta la famiglia, proporrà il classico cenone, il liscio con l’Orchestra “La storia di Romagna”, la sala caraibica e la sala con musica per i giovani. “Arriva Godot!” è invece il Capodanno degli artisti riminesi, a partecipazione libera, che si terrà presso lo Spazio Duomo, in centro storico, con musica - teatro - arti visive.
Fonte: Portale Turismo Emilia Romagna

mercoledì 28 dicembre 2011

Ciclo-Alpinismo



Se avete voglia di sognare in mountain-bike, pedalando sulle vette più estreme con dei panorami mozzafiato e ad altitudini da veri "alpini", vi consiglio di consultare il sito web http://www.cicloalpinismo.com a cura del Gruppo Mtb CAI Savona. Sito per appassionati di itinerari in mountain bike con un occhio di riguardo per i grandi spazi e la montagna. Potrete visualizzare descrizioni dettagliate di percorsi fuori dai luoghi comuni corredati da foto, video e tracce GPS scaricabili. Pongo particolare attenzione ai bellissimi video-racconti francesi, delle zone Queyras, Brianconnais e della regione Piemonte – Valle Stura (che trovate nel menu ITINERARI DIVISI PER ZONE di destra).
Buona lettura.

lunedì 26 dicembre 2011

Santo Stefano sulla neve

Non ci aspettamo certo di pedalare oggi sulla neve e soprattuto ritrovarla a quote basse ma vi assicuro che è sempre una gran libidine; oggi, giornata festiva, abbiamo preferito temporeggiare in branda dopo i bagordi natalizi e pertanto siamo montati sulla MTB a Fognano alle 9,00 circa, baciati da un'aria frescolina che non lasciava certamente ad indugiare sul da farsi. Ci siamo indirizzati, dal centro del paese, su una carrareggia in direzione Croce di Rontana, così tutto d'un fiato! ma almeno con il beneficio di un effetto di riscaldamento immediato!. Fondo ghiacciato e quindi massima attenzione: decidiamo di non scendere sul versante del Parco in quanto in ombra e quindi pericoloso, scegliendo di proseguire in direzione Cavina via sentiero 505.
Fantastico! il resto sono parole superflue. Neve compatta.... 20 cm e un bosco da favola.
Si prosegue a "vista" optando per una discesa esposta al sole per evitare il fondo ghiacciato che rende pericolosa qualsiasi strada forestale. Giunti sulla SP Casolana ci siamo indirizzati verso S. Eufemia per imboccare la lunga, interminabile salita Valpiana che ci conduce fino al crinale opposto  e per far ritorno al punto di partenza, ma senza fare i conti che sulla cima la mattinata soleggiata a riscaldato il terreno creando tratti fangosi che ci hanno fatto "sputare l'anima" percorrendoli parzialmente anche con bici-a-mano. Comunque questo non ha certo inficiato il giudizio finale di questa vera giornata freeride in MTB.
32 km pedalati / 3,30 h.

giovedì 22 dicembre 2011

MTB appuntamento natalizio

Durante questo periodo natalizio sono sospese le attività del Circuito Challenger UISP (riprende il giorno 6 gennaio a Faenza)  a cui abbiamo aderito nei mesi scorsi e pertanto per "muovere" la gamba e smaltire le leccornie del weekend natalizio, abbiamo concordato una uscita MTB per il giorno 26 Santo Stefano - ritrovandoci al Bar Briko alle ore 8,30 e poi.... vedremo il da farsi!. Merry christmas.

martedì 20 dicembre 2011

Meraviglioso Sud Tyrol

- Località di partenza: Anterselva (BZ)
- Località di arrivo: Passo Stalle (2050 m)
- Lunghezza: 12 km
- Dislivello: 821 m
- Pendenza media: 6.8%

Per chi ama le scalate solitarie e le atmosfere di confine, il Passo Stalle conserva il romanticismo delle sfide alla Bartali e il sapore dei paracarri sulle note di Paolo Conte. Il versante italiano di questa avventura sulla cresta delle Alpi è un nastro d'asfalto a corsia semplice, con senso di marcia alternato, percorribile da maggio a ottobre e chiuso sia al traffico pesante che a roulotte e rimorchi.
Si parte dal paese di Anterselva, davanti all'ufficio del Turismo (1.245 m) da cui si raggiunge la strada principale della valle (SP44) in lieve discesa 150 m a SE. Seguendo la SP 44 in direzione NE si passa per la frazione Dorfl al Km 1,5 e (3,5%) e Arbusti al Km 3 (8,5%). La strada compie anse generose nel fondovalle ancora ampio, per guadagnare la testata della valle, oltre Anterselva di Sopra (1.563 m; 9%). I campi da sfalcio lasciano spazio ad una vegetazione arborea sparsa oltre la quale, al Km 5,6 si raggiunge il Centro di Biathlon (1.632 m; 7%). Al Km 6,2 si apre lo sguardo sul famoso lago di Anterselva (1.642 m; 2%) e la frescura che ne deriva, insieme al tratto pianeggiante lungo la sua sponda orientale, sciolgono la pedalata in vista del tratto più impegnativo della salita. Dopo avere costeggiato il lago per 1 Km, la strada imbocca il corridoio boscoso che puntando verso E raggiunge la base del versante terminale, da affrontare con 8 tornanti assolutamente panoramici. Il 1° tornante si trova al Km 7,6, quota 1.750 m e si lascia alle spalle un tratto al 8% in un paesaggio sempre più severo e alpino. Il 3° tornante al Km 10 ha quasi raggiunto la soglia dei 1.900 m e mantiene costante la fatica di un 10% privo di strappi. Lo scenario è magnifico, alternando lingue di ghiaia, superate da brevi ponticelli, e un paesaggio alpino ormai affrancato da insediamenti umani e una scenografia che cambia in continuazione grazie ai frequenti cambi di versante e al tracciato articolato. La quota 2.000 m è vinta subito dopo il 4° tornante (Km 11) con pendenze che non superano mai l'11%. Al 5° tornante la vegetazione si fa sempre più rarefatta lasciando intuire la vicinanza del ventoso valico tra Italia e Austria. L'ultimo tornante è destrorso e gode già della vista e della brezza che lo scalatore riceverà in premio allo scollinamento. Al Km 12 non resta che tirare il fiato, godersi una sosta in bilico tra il Mare Adriatico e il Mar Nero, e magari concedersi un dissetante Radler al “fienile delle streghe”.

Canale dei Mulini

Legambiente ha presentato a Lugo di Romagna (RA) la Guida al Canale dei Mulini,un itinerario alla scoperta della storia e del paesaggio della “Bassa Romagna”,dagli appennini al Parco del Delta del Po, realizzata con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Erano presenti Luigi Rambelli, Presidente nazionale di Legambiente Turismo, Fiorenzo Baldini, Assessore all'Ambiente del Comune di Lugo, Romano Boldrinie Yuri Rambellidel circolo Legambiente “Bassa Romagna”.
Realizzato in epoca medievale per fornire adeguata potenza idraulica alle macine dei mulini cittadini, il canale scorre lungo la pianura per circa 40km collegando numerosi centri abitati. Esaurita da tempo la sua funzione primaria, il corso d'acqua rappresenta un importante, e forse unico, itinerario storico/testimoniale che ricollega un ampio territorio della pianura romagnola e ne disegna buone possibilità di rilancio dell'agricoltura di qualità e sviluppo di nuove attività turistiche.
Lungo il corso d'acqua è infatti possibile riscoprire manufatti di origine medievale (mulini, opere di regimazione idraulica), aree di riequilibrio ecologico e di interesse storico naturalistico (Ponte della Lavandaie, Parco del Loto, Bosco di Fusignano, Riserva Naturale di Alfonsine). Un itinerario che rappresenta anche un percorso attraverso la storia del paesaggio. In un'epoca in cui è sempre più palpabile la necessità di riscoperta della storia dei territori, anche come chiave di lettura per capire il presente, ci auguriamo che questa piccola guida possa servire a stimolare un maggiore interesse verso questi luoghi, che non hanno bisogno di grandi interventi strutturali (il percorso già oggi è pienamente fruibile, con qualche accortezza), quanto piuttosto di un lavoro costante di valorizzazione, di manutenzione e più in generale di “cura”per i territori e per le nostre radici. La realizzazione di questa guida vorrebbe perciò servire anche da stimolo alle amministrazioni pubbliche e a tutti i soggetti interessati a coordinarsi sulla base di un progetto che sia realmente in grado di “mettere in rete”tutte i punti di pregio storico, culturale e naturalistico presenti lungo il corso d'acqua.
La guida sarà resa disponibile nei prossimi giorni alle Amministrazioni comunali, biblioteche, istituti scolastici e a tutti i cittadini che ne faranno richiesta, è inoltre consultabile direttamente online in versione pdf : Brochure Canale dei Mulini
Fonte: www.legambienteturismo.it

Opportune riflessioni

Proprio in questo momento di evidente recessione economica che sta vivendo l'Italia, è opportuno aprire una riflessione al momento delle festività natalizie ri-pensandolo al di fuori della superficiale frenesia dei regali. Per questo desideriamo unire i nostri auguri di Buon Natale e Buon Anno con quello che diceva del Natale, Charles Dickens: “Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L'unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi.”

AUGURI DI BUON NATALE E BUON ANNO A TUTTI!

Buoni propositi

Riciclare: per decorare casa a Natale, risparmiamo su ghirlande, alberi e centri tavola nuovi. Diamo spazio invece alla nostra creatività usando gli “avanzi” di casa: carta, giornali, nastri, stoffe, plastiche in disuso, fondi e tappi di bottiglia che, assemblati dalla nostra fantasia e, magari, da qualche suggerimento web, possono generare un’atmosfera natalizia altrettanto magica, ma a costo praticamente azzerato.
Riutilizzare e Recuperare: piuttosto che acquistare di nuovo, usiamo il vecchio: vecchi sacchetti come contenitori per i pacchetti dei regali; fumetti colorati come originale carta da imballaggio; vecchi cartoni per alberi di Natale 100% riciclabili.
Riproporre: Natale significa anche avere più tempo e spazio per proporre e riproporre momenti di convivialità, di condivisione di esperienze artistiche, culturali, di divertimento ovviamente ad impatto zero. Una di queste? Trovarsi sotto il “BioChristmas Tree” di Milano, l’imponente ed ecologico albero di Natale, la cui illuminazione proviene dalla sola energia prodotta dalle pedalate dei cittadini oppure in piazza Nettuno a Bologna, per ammirare l’albero destinato a tutta la cittadinanza e ai turisti, non solo per le decorazioni ecologiche ma perchè rientra in un progetto più ampio di un Bosco di Natale. L’abete rosso, o ecotree, regalato dalla Provincia autonoma di Bolzano è alto 14 metri e è decorato con barattoli riciclati e lucine che saranno alimentate dalle pedalate dei visitatori. Infatti, intorno all’albero a raggiera, sono state posizionate 12 biciclette, di cui 4 a misura di bambino, che forniranno, se qualcuno pedalerà, l’energia necessaria a tenere le lucine bianche e rosse accese.

lunedì 19 dicembre 2011

Il pranzo di Natale

La Tradizione Romagnola richiama i tortellini fatti in casa alla vigilia del Santo Natale nell’attesa di arrivare all’ora per la S. Messa. Si facevano cappelletti, li si contava mettendoli in fila come tanti soldatini.. Il primo riferimento ai cappelletti si trova, secondo uno dei maggiori studiosi del campo, il riminese Piero Meldini, in una fonte del 1811, precisamente un’inchiesta napoleonica sugli abitanti delle campagne. E secondo Meldini, i cappelletti dovrebbero risalire ad almeno 50-100 anni prima, parlando il documento di ‘tradizione’. Inizialmente il ripieno doveva essere costituito da formaggio, uova e aromi, ma ben presto I romagnoli vi aggiunsero vari tipi di carne, tra cui troneggiano il maiale, il vitello e il cappone. Se avete sentito da qualche parte che il ripieno debba comprendere prosciutto e/o mortadella, ebbene vi state riferendo ai tortellini bolognesi. E qui chiudo con le polemiche! I cappelletti sono un piatto semplice e sontuoso, e a ragione sono diventati parte del menu natalizio in un’epoca in cui l’abbondanza di oggi era un’aspirazione per la maggior parte della gente, essendo, come era, riservata ad una fortunata élite. La tradizione vede le donne di casa riunirsi la vigilia di natale per preparare centinaia di cappelletti, aiutate dai bimbi (Si riuniva tutta la famiglia per la preparazione perchè in tanti si faceva più in fretta evitando così che la pasta si asciugasse) mentre gli uomini sono impegnati a scegliere il più bel pezzo di legna da ardere nel camino, il cosiddetto ‘ceppo di Natale’, il quale, secondo credenze semi-pagane, doveva bruciare tutta la notte per portare conforto alle anime erranti dei defunti e a Maria nella sua visita notturna per lavare ed asciugare il Bambin Gesù. Le ceneri poi venivano usate per tener lontano il malocchio, per curare il bestiame ammalato e per proteggere le vigne dagli acquazzoni. A seguire l’arrosto o il bollito accompagnato da una saporita salsa verde (a base di capperi, acciughe e sottaceti), patate al forno, contorni verdi, e per finire zuppa inglese (una crema molto densa con strati di pan di spagna imbevuti di rossissimo alkermes) oppure il latte brullè.
Fonte: www.threemonkeysonline.com/

E' luneri di Smembar

Tra le tante cose bizzarre che caratterizza la nostra Romagna c’è anche la passione legata ai calendari e agli almanacchi. Il più famoso e conosciuto da tutti i romagnoli è senza dubbio “E' luneri di Smembar”, che è anche uno tra più belli e più antichi d’Italia.
Nacque la notte di S. Silvestro del 1844 durante una riunione di artisti che erano riuniti nell’Osteria di Marianàza a Faenza per festeggiare l’anno nuovo, in modo modesto, come era costume a quei tempi.
Al termine della serata, mancavano i quattrini per pagare l’oste, allora uno della combriccola (l’artista e scenografo Romolo Liverani) si fece portare un foglio di carta e su di esso disegnò un uomo dal vestito a brandelli a cavalcioni di un magro ronzino seguito da altri personaggi anch’essi malmessi: era il generale degli Smembri che si dirigeva verso la Locanda della Miseria.   Poi il Liverani, assieme ai suoi amici, scrisse sul foglio un «Discorso generale» nel quale faceva profezie e pronostici sulle stagioni e sugli avvenimenti politici. Finito il lavoro, gli artisti consegnarono il foglio all’oste esclamando: «Prendi, sarà la tua fortuna». Ed è stata davvero un’impresa fortunata la pubblicazione di questo Lunario; iniziatosi nel 1845 col nome di Lunario Faentino e proseguito poi dal 1847 col nome attuale di Lunêri di Smémbar ora il popolarissimo Lunario stampa oltre 100.000 di copie distribuite in tutta la Romagna. Ogni romagnolo lo affigge in casa o nella bottega dove lavora.
Purtroppo i primi numeri sono ormai rarissimi, e i collezionisti che ambiscono di averli, pagano cifre da capogiro quelle annate ormai introvabili. Dal 1989 il lunario, sempre nella sua veste grafica tradizionale, è passato dal bianco e nero al colore.

Un libro per... respirare

“Andamento Lento” è il blog di Ediciclo Editore (http://www.ediciclo.it/blog/), uno spazio che vuole riunire tutti gli amanti del mondo della bicicletta, del viaggio a piedi, i viandanti e i pellegrini, i ciclisti e i cicloappassionati, pensatori e filosofi della lentezza, passisti, scalatori, corridori… Tutti quelli che guardano il mondo da un altro punto di vista rallentando i ritmi per soffermarsi, osservare, respirare l’aria seguendo le frequenze della natura. Il motto è: "non si va mai abbastanza piano". Ma Ediciclo è anche altro nella sua veste di Casa Editrice con una unica specializzazione nel campo delle due ruote a pedali: quattro amici sullo Stelvio, stanchi, soddisfatti, appoggiati alle loro fide biciclette che li hanno condotti fin lassù, dove volano le aquile. L'urgenza di trasmettere immagini ed emozioni in un libro, di aiutare altri a realizzare il proprio sogno a pedali.
Cosi nasce Ediciclo Editore, che nel 1987 pubblica i primi tre volumi della collana Il Grimpeur (poi diventata "Passi e Valli") dedicata proprio alle salite in bicicletta. Il suo esordio viene salutato dalla stampa in questi termini: "tre volumi che non dovrebbero mancare nella biblioteca di ogni ciclista, e dovrebbero essere presenti nella sede di ogni organizzatore di corse... Tre libri scritti con passione e... sudore...
Da allora il percorso della casa editrice e stato tutto in volata: sono nate diverse collane che hanno riscosso il consenso nazionale come quella dedicata alle ciclopiste (Cicloguide) oppure quella dedicata ai reportage di viaggi estremi in bicicletta (Altre Terre). Nel tempo la casa editrice ha conquistato nuovi territori, ha allacciato rapporti di collaborazione con enti e aziende di rilievo e ha stimolato la promozione e diffusione dei propri libri partecipando alle principali fiere e manifestazioni nazionali e internazionali.

domenica 18 dicembre 2011

Una vista "Bolognese"

Indubbiamente per le passate edizioni, gli organizzatori erano giustificati nell'implorare contro il maltempo e precisamente contro la neve caduta copiosa e che come un mantello copriva l'intero percorso della manifestazione MTB Bitone - con partenza dalla prima periferia di Bologna e precisamente dal noto "Circolo Benassi" conosciuto dal popolo delle due ruote come luogo di ritrovo di molti raduni cicloturistici e anche sede della società suddetta.
Ma.... se allora ci eravamo esaltati sul fondo nevoso alla guida del "mezzo agricolo", sfiancheggiando a destra e sinistra con derapate all'insegna del miglior rallysta, oggi abbiamo pedalato per 36 km senza particolari emozioni ma pur sempre in un contesto piacevole e unico nel rendere all'escursionista, una vista sulla città di Bologna dall'alto dei colli Croara, Pizzocalvo e Montecalvo. Unica parentesi offroad, il passaggio incantevole (siamo nel Parco dei Gessi Bolognesi e dell'Abbadessa!!) in single-track nella zona Ca' in Piano di sopra.
Altrettanto c'è sempre da segnalare l'impareggiabile mole organizzativa che questa società dispone e dispiega per questa manifestazione facente parte del Challenger UISP, che non si limita ad un servizio di ristorazione finale di ottima qualità e in una location difficilmente eguagliabile da altri, ma anche per l'ottima segnalazione sul percorso, ben disposta e coadiuvata da segnalatori nei punti maggiormente pericolosi.
Concludendo... è vero che siamo sempre incontentabili e talvolta critici, ma crediamo che se al percorso fosse dato un maggiore brio, allora saremo alla presenza di un appuntamento in MTB da "mille e una notte". Non è mai troppo tardi...

giovedì 15 dicembre 2011

MTB Domenica 18 dicembre

14^ prova - ASD Bitone
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 7.45
Partenza: presso: Circolo BenassiViale Cavina 4 - BOLOGNA
Parcheggio consigliato: vicino Piscina Comunale
Percorsi: km 36 Parco dell'Abbadessa - Gessi
Iscrizione € 4,00 – dalle ore 8.00 alle ore 10.00;
Ristoro di percorso + Pasta Party
Le ultime due edizioni le abbiamo percorse con neve abbondante sul percorso, che lo ha reso divertente e piacevole... non particolarmentre difficoltoso. E' certamente interessante notare che partendo da Bologna (Via Murri) si può giungere in un battibaleno su strada sterrata, grazie alla carrareggia che dal Parco dei Cedri percorre il gretto del fiume Savena, fino alla prima ascesa alla Croara. Un percorso tecnicamente approcciabile da chiunque con un discreto fondo "muscolare. Da segnalare l'ottima organizzazione della Bitone e del succolento pasta-party che conclude un appuntamento da non mancare.

mercoledì 14 dicembre 2011

Una idea illuminante

Il sistema di illuminazione per biciclette di Revolights è costituito da due cerchi di LED da montare direttamente in ogni ruota utilizzando una serie di clips specifiche di attacco. Attraverso una alimentazione, prodotta da batterie agli ioni di litio montate nella parte anteriore e posteriore del mozzo, si fornisce l'alimentazione per i LED illuminanti. Le batterie sono sottili e leggere e possono essere ricaricate tramite USB. Un magnete piccolo, montato sulla forcella fornisce velocemente i dati ai cerchi, permettendo che i LED di accendersi soltanto quando sono orientati verso il suolo e quindi illuminando esclusivamente l'area o la strada percorsa, senza disperdere energia e concentrando il fascio.



Essere a conoscenza delle regole

Nuovo Codice della Strada; art. 182 punto 1."I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro."

Una vita in bicicletta

Dolori

Tutto il mondo pensa che essendo il ciclismo uno sport da seduti, non ci siano problemi!!! Sulla bicicletta dovreste avere male soltanto ai muscoli interessati dall'attività sportiva, tutti gli altri dolori (cervicali, trapezio, schiena, lombari) sono anormali ed hanno per origine cattive posizioni in bici. In occasione degli STUDI POSTURALI che vengono svolti, si arriva spesso ad apprendere che il ciclista soffre per dolori particolari e di solito quest'ultimo pensa che "è normale". Si può invece affermare che i dolori aventi per origine l'intensità dello sforzo sono i soli che siano "normali". Tramite studi posturali è possibile individuare le origini probabili dei vari dolori in modo da poter correggere "la POSIZIONE" del ciclista. Vengono qui esposte nei dettagli patologie che possono avere come origine una "cattiva posizione o una cattiva messa a punto della bicicletta".
TENDINITE ROTULEA: pedali troppo lunghi, sella troppo bassa, utilizzo di rapporti troppo lunghi , posizione in "becco di sella". La "buona lunghezza di pedali" deve permettere al ciclista "di girare le gambe a 90/110 giri/min". Se il ciclista pedala in punta di sella significa o che si siede troppo avanti o che il manubrio è troppo lontano dalla sella.
TENDINITE del QUADRICIPITE: Sella troppo bassa e flessione eccessiva del ginocchio. L'altezza sella è importante soprattutto da quando siamo forniti di pedali automatici e di scarpe con talloni "virtuali" di 4 o 5 cm. Per verificare l'altezza della sella occorre misurare il valore del cavallo e moltiplicarlo per 0.885 e seguire le indicazioni riportate qui (Misure Telaio / Altezza Sella). Attenzione quando cambiate le scarpe, verificare le "altezze di talloni".. .
DOLORI del GINOCCHIO (faccia esterna) generalmente ciò arriva quando la sella è troppo alta. Tuttavia l'esperienza ha provato molte volte che può trattarsi di altri problemi generalmente posti quando il ciclista utilizza pedali aventi una grande libertà in rotazione e laterale e che gli comporta uno spostamento leggero del bacino, non sufficientemente importante per generare un dolore immediato.Tenuto conto del numero di colpi di pedale questa situazione genera una tensione e tendinite. Occorre dunque pensare di vedere il medico Osteopata con questo tipo tendinite per un controllo completo non solo del ginocchio ma anche del bacino.
TENDINITE della GAMBA (in cima della tibia all'interno della ginocchio): pedale automatico che orienta l'asse del piede verso l'esterno, asse del pedale distorto verso il basso. Quando il ciclista è fornito di pedali "TIME" o "SPEEDPLAY" i controlli visivi sono impossibili. Invece se quest'ultimo è fornito di pedali LOOK un controllo del modo in cui si utilizzano i bloccaggi permette di determinare rapidamente l'origine del problema: cattivo orientamento delle tacchetta o sella che non è nell'asse del telaio e che disorienta il bacino o crea uno spostamento del bacino non sufficientemente sensibile per essere dolorosa.
DOLORI ai GEMELLI (muscoli dei polpacci nella cavità della ginocchio): sella troppo alta; flessione eccessiva delle gambe; generalmente ci dovrebbe essere

martedì 13 dicembre 2011

Guanti riscaldati a batteria


I guanti Thermo Gloves sono dotati di fibre ad altissima tecnolgia in carbonio che scaldandosi e conducendo il calore in modo uniforme forniscono alle mani un piacevole calore ed offrire quindi comfort ideale anche nelle giornate più rigide. Grazie a queste fibre sono morbidi e ben aderenti sulle mani al punto che possono essere utilizzati anche sotto i propri guanti da sci, da pesca, da moto ecc. Thermo Gloves hanno, sul polso, un comodo tasto per accensione e spegnimento ed offrono la possibilità di scegliere tre diversi livelli di temperatura: 34°, 39° oppure 44°. Li potete acquistare online al prezzo di 128 euro al sito web: www.gialdini.com 

domenica 11 dicembre 2011

Posto di frontiera

E' strano ma oggi abbiamo attraversato una frontiera... storica, ma pur sempre ancora "presidiata" dalle fatiscenti costruzioni dell'antica dogana sorta a protezione dei confini tra le Legazioni e gli stati del Granduca di Toscana, lungo la via di crinale che sostituiva al ruolo dell' attuale strada "Montanara", costruita soltanto alla metà dell' Ottocento. Un percorso piacevole di 43 km, di facile interpretazione tecnica, che da Baffadi prende quota immediatamente per circa 6 km su strada asfaltata dirigendosi verso Frassineta, per poi deviare verso i Prati Piani e Macchia del Cane: un fondo perfetto della strada forestale ha permesso al gruppo numeroso di rimanere compatto e pedalare con il giusto ritmo.
Giunti ai Prati Piani, il gruppo si è diviso per consentire una discesa a Palazzuolo in sicurezza per la strada del Paretaio, mentre altri hanno preferito percorrere la vallata dei prati, prima in discesa poi  in salita, dove è collocato un grosso castagno ultracentenario, e proseguire poi in un impegnativo e pietroso singletrack fino alle porte del paese, per riunirci nuovamente tutti insieme. Niente male come appuntamento domenicale MTB, considerando anche la variabilità del meteo.