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martedì 8 novembre 2011

E noi cosa facciamo?

La vergogna corre sul video: l’alluvione dei giorni scorsi ha provocato una vera e propria esondazione di rifiuti di plastica lungo il lagno Rosario nei pressi di Nola suscitando sdegno in tutta l’opinione pubblica mondiale. Ma i rimpalli di responsabilità e le vere ragioni di questa “catastrofe” sono da ricercarsi soltanto nella mancanza del senso civico, della educazione e nel rispetto degli altri. Pensate quanto poco basterebbe per risolvere questo attuale problema dei rifiuti, adottando quella unica soluzione disponibile che è quella della raccolta differenziata e responsabile da parte di ogni cittadino. Tra le ragioni che spingono a fare la raccolta differenziata della plastica si può, senz'altro, annoverare la sua lenta degradabilità. I contenitori in polietilene o in cloruro di polivinile abbandonati nell'ambiente impiegano dai 100 ai 1000 anni per essere degradati, mentre per oggetti apparentemente più inconsistenti, come le carte telefoniche ed i sacchetti, il tempo necessario è almeno 1000 anni. E noi cosa facciamo per adottare nella nostra quotidianità uno stile di vita maggiormente ECO?
Visto che trattiamo di cicloturismo... in questa piccolissima "finestra" quale è questo Blog, come possiamo contribuire per essere ECO-coerenti anche quando pedaliamo:
1) Non lasciate lungo la carreggiata o nei fossi adiacenti, le camere d'aria sostituite/forate e le relative ricariche d'aria usate per il gonfiaggio delle stesse.
2) Non gettare "al vento" le confezioni delle barrette energetiche o gli stick degli integratori dolcificanti: basta riporle nelle proprie tasche e poi giunti a casa, immetterle nel contenitori dei rifiuti.
3) Avere rispetto del territorio che tanto adoriamo.

Fossa, Tartufo e Cerere

Mondaino, terra di confine tra Romagna e Marche, nella terza e quarta domenica di novembre, torna a presentarsi come il “paese dei ghiottoni”; al centro di due giorni di eventi volti alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale e dei prodotti agro-silvo-pastorali del territorio, si tiene la mostra mercato del tartufo bianco pregiato delle colline riminesi e la Festa della sfossatura del formaggio di fossa.Musica da palato è una manifestazione in cui a farla da padroni è il gusto di vivere da ghiottoni, termine inteso non solo in senso strettamente gastronomico, ma anche come propensione al rispettoso consumo di tutte le cose buone della vita. Domenica 20 è la giornata dedicata al prezioso Tuber Magnatum, mentre domenica 27 a vestire i panni del protagonista, è il formaggio di fossa con la festa della sfossatura. Contemporaneamente si svolge la mostra mercato dei prodotti tipici locali secondo la logica del km-zero: olio extra vergine di oliva, mieli dorati, salumi, farine e vini provenienti dalle produzioni locali. Altra ospite delle vie del paese è la mostra mercato dei prodotti dell’artigianato artistico, mentre nella piazza centrale e nella piazzole minori si tengono concerti e spettacoli della tradizione e della contemporaneità, saggiamente distribuiti per offrire divertimento agli intervenuti, sia ai grandi che ai piccini; non mancano momenti di riflessione e approfondimento legati ai prodotti tipici e alla loro valorizzazione con convegni e seminari a tema. Infine le Osterie offrono menù particolarmente gustosi che, non solo avranno come primi attori tartufo e formaggio di fossa, ma andranno ad utilizzare i prodotti del territorio, quindi un consumo a km zero.

lunedì 7 novembre 2011

Val d'Arc













Col de l'Iseran
_________________________
Distanza: 32,9 km
Dislivello: 1.371 mt
Pendenza media: 4,2% 

L'altissimo valico alpino collega la valle dell'Isère con quella dell'Arc, affluente dello stesso Isère, attraverso un fantastico scenario di grandi cime montuose e superbi ghiacciai, all'interno del Parco nazionale della Vanoise. Il passo era già frequentato nei secoli scorsi per i traffici locali, ma la strada è stata inaugurata solo il 10 luglio 1937.
Al momento della sua apertura ha sottratto lo scettro di passo più alto d'Europa al Passo dello Stelvio, prima di essere a sua volta detronizzato nel 1964 dal connazionale Col de la Bonette (2802m). La strada è interamente asfaltata, anche se il fondo della carreggiata risulta abbastanza rovinato nella parte più elevata, soggetta ad innevamento per molti mesi all'anno; le pendenze non sono mai estremamente ripide, ma la lunghezza del percorso con il consistente dislivello e le difficoltà climatiche legate alla quota rendono molto duro l'impegno per il ciclista; su entrambi i versanti la salita è divisa in due tratti separati da una fase centrale in falsopiano. Considernado l’ascesa dal versante meridionale il percorso prende l'avvio a Lanslebourg-Mont-Cenis (1399m), dove comincia anche la strada per il Colle del Moncenisio (2084m); si sale dolcemente a Lanslevillard (1479m) e con severa pendenza alla cappella della Magdeleine (1750m), affrontando successivamente un tratto di discesa ed il lungo pianoro che conduce a Bessans (1720m), stazione turistica che conserva l'antica tradizione del legno intagliato; la vecchia strada attraversa il paese mentre il tracciato moderno percorre la scorrevole circonvallazione. Si procede senza difficoltà fino a Bonneval-sur-Arc (1819m), base per numerose escursioni, dove si abbandona il fondovalle ed il fiume Arc che nasce dal ghiacciaio ai piedi della Levanna, sul confine con l'Italia.
Si affronta la dura salita finale che supera con ampi tornanti la parete montuosa che chiude la valle verso nord; dopo aver attraversato lo stretto passaggio delle Gorges de la Lenta si toccano le isolate località di Lenta e Pied-Montet (2270m); dopo un tornante a quota 2360m ed una breve galleria si attraversa il torrente Lenta al Pont de la Neige (2503m) e si percorre in costa con forte pendenza tutta la parete sotto la Pointe des Lessières (3041m); dopo un ulteriore tornante si affronta l'ultimo ripido tratto fino al passo posto a quota 2770 mt.
Fonte: www.massimoperlabici.eu
Foto: Emiliano De Angeli

domenica 6 novembre 2011

Cent'anni e non li dimostra.

Proprio cento anni fa, il Col de Galibier ha fatto la sua prima apparizione nel Tour de France, quindi quest’anno ricade l’anniversario che è stato celebrato con l’ascesa e l’arrivo posto sulla cima di questa storica salita. Il nome Col du Galibier deriva da Le Grand Galibier la cima montuosa che con i suoi 3.228 mt sovrasta il passo; una salita inserita ben 57 volte nelle edizioni del Tour e è considerata una delle più difficoltose sia per l’altitudine di 2.645 mt, la lunghezza e la pendenza.
La strada che porta al Passo, fu costruita per scopi militari nel 1879 con il nome “ Strada delle Grandi Comunicazioni n° 14” e per semplificarne l’attraversamento fu anche costruito un tunnel di circa 90 mt sotto la sommità. Il Col du Galibier è spartiacque tra la regione della Savoia (lato nord) e le Haute Alpes (lato sud).
L’ascesa completa del versante nord (quello storico e più caratterizzante) comincia a Saint Michel de Maurienne (quota 710), nell’omonima valle, e include il Col du Télégraphe. Misura
 in tutto 35 chilometri, compresa la discesa, poco meno di 5 chilometri, che dalla cima del Télégraphe porta fino a Valloire, da dove la strada riprende a salire verso il passo del Galibier. L’intera ascesa è assai impegnativa: molto lunga e dura (soprattutto negli ultimi chilometri), supera un dislivello complessivo di oltre 2000 metri, per concludersi a quota 2645. Il Col du Télégraphe già di per sé costituisce una salita di tutto rispetto; pur non essendo mai proibitiva richiede una certa cautela nell’affrontarla. Oltre alla lunghezza ragguardevole (sono poco meno di 12 chilometri) presenta una pendenza media già impegnativa, superiore al 7%; ma è soprattutto l’abbinamento con il Galibier a renderla più

venerdì 4 novembre 2011

Gole del saggitario

Le Gole del Sagittario, spettacolare e suggestivo canyon scavato dalla millenaria erosione delle impetuose acque del fiume omonimo (oggi captate da una centrale idroelettrica), rappresentano una delle aree naturalistiche più importanti d'Europa. La Riserva Naturale Regionale delle Gole del Sagittario (Oasi WWF dal 1991) si trova nel comune di Anversa degli Abruzzi - piccolo centro in provincia dell'Aquila inserito nel Club de "I Borghi più belli d'Italia" -, ad una altitudine tra i 500 e i 1.500 m..  L'area protetta, situata ai margini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a pochissimi chilometri dalla celebre località turistica di Scanno, anch'essa annoverata tra "I Borghi più belli d'Italia", presenta una flora ricca e diversificata (salici, luppolo, pioppi, rari esemplari di rovere, faggi secolari, fiordaliso del Sagittario, etc.) e una fauna che comprende tutti i principali mammiferi del Parco Nazionale d'Abruzzo, ad eccezione del Camoscio. Sono abitanti di queste Gole, infatti, l'Orso Bruno Marsicano, il Lupo Appenninico, il Cervo, la Lince, il Capriolo e numerose specie di uccelli tra cui l'Aquila Reale, il Falco Pellegrino e il Picchio, simbolo della Riserva. A ridosso del lago artificiale di S. Domenico, in territorio di Villalago (altro meraviglioso borgo di questo incantevole angolo d'Abruzzo inserito anch'esso tra "I Borghi più belli d'Italia"), si trova il suggestivo Eremo di S. Domenico.

Utili da sapere ( ...e applicare)

Le abitazioni producono il 27% delle emissioni di gas serra nazionali. Ecco qualche accorgimento per evitare onerosi sprechi. Il comfort in inverno si considera ottimale a 22°, con una umidità relativa del 45%. Durante la notte invece 18° C.
Evitiamo di far raffreddare troppo la casa altrimenti l'impennata d'energia pewr riscaldarla nuovamente annullerà i risparmi. se ci assenta per pochi giorni, regolare il termostato a 12°. Non sbarrare la strada al caldo: divani e tende davanti i termosifoni ostacolano la diffusione del calore. Di notte, tenere chiuse le tende, persiane e tapparelle evita grandi perdite. La mattina aerare la casa in modo intelligente affinchè le pareti non abbiano il tempo di raffreddarsi. Si potrebbe applicare dietro i caloriferi un pannello adesivo termoriflettente, acquistabile nei centri di bricolage, per non disperdere il calore sulle pareti e irradiarlo verso l'interno. Con il riscaldamento condominiale, per regolare la temperatura di ogni stanza si può installare nel calorifero una valvola termostatica.
La Caldaia: la revisione annuale obbligatoria non è solo un costo. Pulizia dei tubi e regolazioni del bruciatore concorrono ad aumentare i rendimenti. In caso di sostituzione consideriamo i modelli a condensazione: recuparano il calore dei fumi di combustione permettendo notevoli risparmi.
Fonte : Corriere della sera.

giovedì 3 novembre 2011

Era ora!


Ci siamo quasi… ecco un primo telaio in fibra di carbonio, corsa – strada (anche se diretto alla gamma del ciclocross) equipaggiato da freni a disco anteriori posteriori. Si tratta del prototipo Cannondale SuperX con Avid BB7, con un disco da 135 mm. Peso ed ingombro oggi non sono più un problema e quindi viste le maggiori performance di frenata offerte dalla tecnologia a frenata su disco, crediamo che il passo sia breve....

Un weekend "difficile"

L'appuntamento prossimo  in MTB - programmato per domenica 06/11 - subisce variazione a causa delle pessime condizioni meteo previste: pesante instabilità e piogge copiose nel giornate precedenti di venerdì e sabato. Pertanto optiamo per una programma "a vista" e su fondo "percorribile"  e quindi.... con precipitazioni assenti, domenica mattina ritrovo al solito check-point per proseguire in auto alla volta di Modigliana. Percorso: Modigliana, Casetta dei Frati, crinale Collina, Tredozio, Valle del Tramazzo e ritorno.





Ritrovo: BarBriko Lugo ore 7,45
Partenza: Modigliana (P. Campo Sportivo) ore 9
Distanza 51 km - Dislivello 1.243 mt
Diff. Fisica: Media - Diff. Tecnica: Media - Bassa

mercoledì 2 novembre 2011

La strada dei cannoni


Col termine “strade dei cannoni” si è spesso indicato in maniera impropria quel reticolo di carreggiabili, mulattiere o semplici sentieri che serviva a garantire il collegamento tra le opere fortificate che costellavano il confine tra Italia e Francia. Poiché era necessario garantire la massima velocità possibile per lo spostamento di truppe e armamenti lungo le direttrici difensive di confine, furono intrapresi, fin da epoche passate, lavori di ammodernamento di percorsi pre-esistenti o costruzione di nuove strade che permettessero tali spostamenti. Di quelle strade spesso oggi si è persa la memoria, anche se alcune di esse sono ancora percorse da migliaia di veicoli al giorno o sono meta di escursioni per i camminatori di ogni età.  "La strada dei cannoni" si pone come obiettivo quello di far ripercorre in maniera consapevole tali strade, valorizzando le opere fortificate che si trovano nelle loro vicinanze, creando un itinerario culturale che, quando sia giunto a piena operatività, animi questi luoghi con iniziative di diverso genere, coinvolgendo le popolazioni locali e attirando turisti per percorrerlo. "La strada dei cannoni" si sviluppa per circa 420 km, attraversando tre Regioni (Piemonte, Savoia e Valle d'Aosta) in due Paesi (Italia e Francia). L'itinerario valica 5 colli alpini (3 dei quali siti oltre i 2.000 metri di quota) e percorre 5 vallate alpine (Chisone, Susa, Maurienne, Tarenteise, Aosta). L'itinerario congiunge 40 forti di epoca compresa tra il XVII e il XIX secolo e altre decine di piccole fortificazioni. Alcune di queste opere sono aperte e completamente restaurate. Partendo dalle opere comprese nell'itinerario darà possibile svolgere delle camminate di tutti i livelli, da percorrere in famiglia o con gli amici e sarà possibile scoprire l'eccellente offerta enogastronomica che i territori attraversati offrono al visitatore. Obiettivo finale del progetto è l'inserimento de "La strada dei cannoni" all'interno del'elenco degli Itinerari europei della cultura del Consiglio d'Europa. Il progetto de "La strada dei cannoni" è stato ideato e sviluppato da medAlp.
Per informazioni dettagliate: http://lastradadeicannoni.medalp.eu

martedì 1 novembre 2011

Nei dintorni di Lozzole

Sono incazzato..... o meglio, non riesco proprio a capire il perchè si organizzino raduni MTB nell'ambito del challenger UISP, in cui lo spirito principale dovrebbe essere quello di far godere ogni partecipante nel trascorre una piacevole giornata cicloturistica e poi si vanno a introdurre dei percorsi EXTREME, non assolutamente indicati e fattibili da neofiti del mezzo offroad ma soltanto da ciclo-esperti: si potrebbe giustificare questa scelta se fosse stato soltanto un tratto esclusivo per coloro che hanno optato il Percorso Lungo ma NON è stato così, essendo quello che dalla chiesa di Lozzole portava fin al 2° ristoro sulla strada del M. Carnevale e quindi comune a tutti i partecipanti. Risultato: una fila di pedoni... ripeto pedoni con bici al seguito!!!! E poi giungere a entrambi i  ristori e trovare soltanto del te'.... mi dispiace ma è meglio farne uno unico ma ben rifornito... tutto il resto sono chiacchere, soprattutto quando si incassano 4 euro per l'iscrizione.
Un vero peccato perchè da questo incantevole posto quale è Palazzuolo, con la cornice di imponenti vette che si ritrova, ci si attende ben altro e in tanti momenti ne abbiamo avuto la conferma, con dei panorami mozzafiato oppure immersi in quell'incanto che sono i castagneti in questo periodo dell'anno. Se vi dovessi descrivere la nostra mattinata pedalatoria tralasciando le critiche... vi potrei raccontare che abbiamo pedalato per 32 km con un dislivello di 1000, mt passando dalla Sambuca al Carnevale sugli aridi crinali di roccia sfogliata, abbiamo lasciato scorrere la nostra bicicletta lungo prati dal sapore dolomitico, abbiamo pedalato silenziosamente su soffici cuscini di ricci spaccati di castagno, ci siamo saziati all'arrivo tra un bicchiere di rosso, pasta al ragù, bruschette e tanto buon umore: e vi sembra poco?.
Siamo tutti programmati per strafare, ma la semplicità... premia sempre!.

lunedì 31 ottobre 2011

Eskimo Tour 2011

Nuovamente sulla MTB per questo appuntamento infrasettimanale di martedì 1 novembre a Palazzuolo sul Senio, valido per il Challenger UISP. Una manifestazione che ha subito una riprogrammazione nel calendario annuale per favorirne lo svolgimento, sempre difficoltoso da portare a termine nel mese di gennaio a Palazzuolo a causa della neve che in quelle colline è sempre presente e copiosa (indimenticabile l'edizione del 2009 con il passaggio dalla Badia di Susinana al Monte Carnevale con 50 cm di neve sul percorso).
Comunque siano le condizioni meteo (per altro previste incerte con nubi sparse e schiarite  - T. min 9° max 14°), questa è una buona occasione per pedalare offroad in un territorio unico ed estremo, vista la collocazione a ridosso delle cime appenniniche  così imponenti e di tutto rispetto quali sono il Monte Carnevale, Sambuca e Faggiola: una bella cornice ... non c'è che dire!.
Due sono i percorsi allestiti di 30 e 24 km e all'arrivo il consueto Pasta Party nella piazza storica di Palazzuolo. Come servizi alla manifestazione e che ne rendono distinzione da altre, la possibilità di disporre per gli iscritti di un locale ad uso spogliatoio, docce, e lavaggio bici.
RITROVO: Bar Briko Lugo ore 7,45
PARTENZA: Palazzuolo, Piazza 4 novembre - ore 9,00
ISCRIZIONI: Dalle ore 7:30 alle ore 10:00
QUOTA ISCRIZIONE: euro 4,00
Condividiamo il bellissimo video pubblicato sul web della societa organizzatrice www.seniobike.it  - in cui si possono gustare alcuni stuzzicanti passaggi, proposti domenica 16 maggio 2010 durante il Raduno escursionistico dei Fiori:

domenica 30 ottobre 2011

Su & giù per le colline

Era da tempo che bramavo dalla voglia di montare in sella ad una MTB 29", quelle che ora impazzano per la maggiore nel mercato delle biciclette off-road, quelle di cui tutti (i praticanti) ne parlano con svariati e differenti commenti a proposito ma ugualmente tutti concordi e convinti che è un PLUS rispetto ai modelli tradizionali.
E quindi grazie alla concomitante manifestazione OCTOBER BIKE FESTIVAL organizzata dagli amici Mirko & Marco titolari dello store Bike Passion di Faenza, ho approfittato del Bike-Test  per accaparrarmi uno splendido "esemplare" di Specialized Stumpjumper Comp Carbon 29 (front) e compiere il percorso programmato sulle colline faentine.
Da Faenza siamo partiti in direzione Castel Raniero, un po' di asfalto per evitare strade fangose e acquitrini formatesi a causa delle copiose piogge settimanali, per salire fino all'osservatorio... prima in  un entusiasmante single-track e poi tra i filari dei vigneti. Il nuovo"mezzo" risponde in modo eccezionale in discesa offrendo maggior controllo e confidenza e inoltre le ruote di diametro maggiore offrono a sua volta un galleggiamento nelle piccole asperità invece che sprofondarvi. In salita non ho invece avvertito alcun miglioramento se non una distribuzione del baricentro differente che aiuta a non capottare nei tratti ad elevata pendenza.
Ora ci attende un passaggio tecnico su Rio chi è, dove a valle, era stato allestito il ristoro (voto: scarsamente rifornito), per poi far ritorno dalla Pideura sempre per carraregge e piste non asfaltate e insidiose. Un tour di 43 km, piacevole... soprattutto percorso con quella banda di pedalatori "domenicali" quali siamo e nel pieno spirito "cicloturistico" Ad Maiora! All'arrivo al Bike Passion Store di Faenza, ci attendeva la festa con un ristoro succulento e gioviale a base  a base di Salsiccia & Birra per concludere questa piacevole giornata in MTB.
Martedì prossimo siamo già di scena a Palazzuolo, un appuntamento a cui non si può non mancare.



venerdì 28 ottobre 2011

Monte Mariech

Lunghezza: 18.5 km
Dislivello: 1.258 mt
Pendenza media: 6,8%
Una ascesa non certo annoverata tra quelle note al pubblico dei ciclisti ma sicuramente conosciuta e temuta dai pedalatori trevigiani per la sua pendenza e difficoltà. La partenza è dalla piazza di Valdobbiadene (250 mt) e seguendo le indicazioni per Monte Cesen e Pianezza si entra nel bosco con un km puro al 9%  e che termina nei pressi del santuario di San Floriano: Ora la salita si fa costante e pedalabile con pendenze sul 6% di media, a tornati per prendere quota e giungere fino all'11° km al borgo di Pianezze a quota 1076 mt. Poi segue un tratto in falsopiano e leggera discesa di 2000 mt e per concludere l'ultima parte della salita con un lungo rettilineo di interminabili 3 km con pendenza espressa tra il 10 e l’11% fino al Monte Barbaria. Manca ancora poco per giungere alla vetta del Monte Mariech a quota 1.510 mt dove si ci si può ristorare alla malga.
La strada prosegue ma con fondo sterrato.

Castrato di Romagna

Una delle carni più consumate e tipiche della grigliata romagnola è senza dubbio il castrato: L'agnello castrato c'è chi preferisce mangiarlo appena macellato, ma molti preferiscono la cosiddetta "frollatura" della carne. Come taglio invece, c'è chi preferisce la coscia (braciola) dell'agnello castrato, chi la rognonata (la parte più tenera e leggermente più grassa) e chi le costolette o "bacchette" a scottadito. La braciola di castrato, talvolta insaporita con erbe aromatiche e spezie miscelate con scalogno, viene cotta alla griglia con pomodorini ben maturi. L’allevamento della pecora ci riporta ad antiche tradizioni della popolazione locale che, al termine della stagione della transumanza, riceveva in dono, da parte dei pastori provenienti da altre regioni, come ricompensa per l’ospitalità concessa loro nel pascolo, alcuni capi maschi. Tali soggetti maschi erano perciò di razze quali la Bergamasca, la Biellese, l’Appenninica. Questi agnelli venivano prima castrati, poi fatti ingrassare dai contadini e utilizzati come riserva di carne dalla famiglia, macellati e cucinati all’epoca della maturazione dei pomodori, in estate. La castrazione si eseguiva per evitare che, avvicinandosi all’anno di età, la carne assumesse odori troppo forti. Essa consentiva anche il pascolo di questi capi insieme con il resto del gregge. Alcuni tariffari del 1709 registrano il castrato al fianco di agnelli e capretti. L’area collinare della Romagna è da sempre vocata all’allevamento ovino e alla conseguente produzione di carni e formaggi. Le razze allevate sono principalmente due, l’Appenninica (autoctona) e la Sarda (introdotta dai pastori sardi negli anni cinquanta del ’900), alle quali si aggiungono la Biellese e la bergamasca (giunte con la transumanza).
Come preparare le braciole: tritare l'aglio, il rosmarino e il sale grosso.
Adagiare le braciole di castrato su una griglia e arrostirle possibilmente su carboni di legna, rigirandole spesso. Servirle calde in un piatto da portata, condite con il trito, il pepe macinato al momento e un filo d'olio d'oliva.

giovedì 27 ottobre 2011

Il paradiso è qui


La valle della Maurienne è il collegamento geografico più importante tra la Combe di Savoia e l'Italia. Dall'Italia la si raggiunge facilmente servendosi dell'autostrada Torino - Modane transitando attraverso il Traforo del Frejus.
Circondata da cime innevate e alte vette che per violarle in salita si percepisce l’aria rarefatta, la valle della Maurienne è un paradiso per il ciclista. Oltre 200 km di salita, dai pascoli lussureggianti del fiume Arc alle alture glaciale del Col de Iseran, uno del colli più famosi nel mondo del ciclismo oppure per scegliere come base di partenza quella cittadina di Saint-Jean-de-Maurienne un gateway internazionale, una perfetta base per esplorare i suoi numerosi e fantastici colli circostanti:
  • Col du Galibier - 2645 m
  • Col de la Madeleine - 2000 m
  • Col du Grand Cucheron - 1188 m
  • Col du Glandon - 1908 m
  • Col de la Croix de Fer - 2067 m
  • Col du Mollard - 1638 m
  • Col du Télégraphe - 1566 m
  • Col du Mont-Cenis - 2084 m
  • Col de l'Iseran - 2764 m
  • Col du Chaussy – 1904
  • Plan du Lac -2304
Ecco perché la valle della Maurienne è considerata una Mecca per ciclisti su strada. È conosciuta come l "Area ciclistica più grande del mondo" per via della moltitudine di salite accessibili lungo la valle, una vera libidine per il più incallito-scalatore, ma anche alla portata del ciclista escursionista. Nel menù ADM “Primo piano” potete visualizzare la cartina dettagliata della Val Maurienne (sarebbe meglio scaricare l’originale – tasto in alto a dx) e tutte le sue salite.

mercoledì 26 ottobre 2011

Oktober Bike Fest

Domenica 30/10, il 6° appuntamento del challenger invernale MTB UISP è di scena a Faenza: un inedito palcoscenico allestito dal bike -store Bike Passion per festeggiare il 3° compleanno assieme a tutti gli intervenuti. Dalla giornata di sabato test-bike con Specialized - Pinarello - BMC e FRW che mettono a disposizione i loro più recenti prodotti, per proseguire il giorno seguente con il Raduno MTB su un percorso di 35 km circa che si snoderà nella zona di Castel Raniero, Torre del Marino, Monticino.... salvo variazioni dovute allo stato del terreno. Al termine, piadina con salsiccia e birra per festeggiare la giornata OFF-Road in pieno stile bavarese.

RITROVO: Bar Briko Lugo ore 7,45
PARTENZA: Faenza (Ra) presso negozio Bike Passion Via Maestri del Lavoro, 1
ISCRIZIONI: Dalle ore 7:30 alle ore 09:00
QUOTA ISCRIZIONE: euro 4,00

martedì 25 ottobre 2011

MTB Manutenzione freni a disco

Un ottimo video che ci rappresenta la manutenzione dei pistoncini di frenata e nello stesso tempo la pratica di smontaggio - sostituzione delle pastiglie su freni a disco Shimano XTR / XT. E' altrettanto evidente che altre tipologie di gruppi frenanti (Vedi Avid) esistono procedure differenti ma pur sempre similari.

lunedì 24 ottobre 2011

MTB Frassineta

L’intenzione iniziale era quella di pedalare in direzione Baffadi – Macchia dei Cani, sottraendoci così da quel possibile pantano che doveva essere il protagonista assoluto nel raduno odierno della “Querciola” e nello stesso diversificare su un di una percorso ad ampio respiro e alla portata di tutti: così almeno sulla carta e nella testa del nostro “Condottiero per un giorno” (non vi dico chi era, ma è recidivo). Ma purtroppo è accaduto esattamente il contrario e cioè…. soltanto noi ci siamo imbattuti nel fango e soprattutto non siamo riusciti a centrare l’obiettivo di chiudere il percorso circolare previsto, addirittura ritornando sui nostri passi… o sarebbe meglio dire le nostre pedalate!. Quindi nel dettaglio, parcheggiato l’automezzo al Campo sportivo di Casola, ci siamo inoltrati lungo la SP Casolana fino alla frazione di Baffadi dove abbiamo svoltato a dx (Via della Cestina), dando inizio alla salita e alla nostra avventura odierna; 3.5 km di asfalto e interamente nel boschetto fino alla frazione di Serra e poi circa 800 mt sterrato (fattibile anche in BDC) passando la frazione di Treiro (504 mt) e la sua chiesetta in sasso (ahimè abbandonata) riprende a seguito il fondo asfaltato fino alla sbarra (8,70 km di salita  - disl. 400 mt) posta nei pressi della Comunità Incontro  (oltre 400 ettari di terreno e tre casali: Frassineta, Pioppeto e Faggeto in mezzo ad una natura incontaminata fatta di pascoli, boschi e castagneti; più un moderno stabilimento zootecnico per 130 pecore e un centinaio di mucche). Ci dirigiamo “erroneamente” in direzione monte Macchia dei Cani (968 mt), la cima più elevata dell’Appennino faentino, ma al 10° km abbiamo dovuto rigirare il mezzo sia per la difficoltà della via, che del fango che rendeva ancora più difficoltoso proseguire: avremmo dovuto abbandonare la strada maestra e svoltando a sx salire al crinale attraverso i Prati Piani e la strada forestale Pian de Belli e alla cima del Monte Castellaccio (883 mt). Ok non è andata come volevamo ma niente può ugualmente rovinare una giornata così, immersi in una zona “fuori dal mondo” e veramente escursionistica! Abbiamo allora optato di girare attorno ad un piccolo colle, riportandoci per via differente alla Comunità. Ma non sazi di fatica …. abbiamo percorso a ritroso la carrareccia fino a Serra e qui svoltato a sinistra (via Cortine) per salire al crinale di Valmaggiore dalla conosciuta salita (4 km) sempre presente nel raduno MTB di Casola V. Ora si prosegue in direzione Monte Battaglia lungo quell’autostrada disegnata sul crinale, quale è questo sentiero che parte dalla cima Prugno e giunge fino sulla Faggiola: e’ quasi l’una e quindi è ora di fare ritorno alle auto passando prima dentro il castagneto di san Ruffillo e poi sull’asfaltato che termina sulla SP Casolana.
Nel complessivo abbiamo pedalato per 34 km (non so dirvi quanti ne abbiamo percorsi a piedi…) con 1000 mt di dislivello. Siamo fatti così: “avevù da amazes ma as-sè divärtì”.

Piovono polpette

Nella splendida cornice del Borgo medievale di Dozza (2 Km da Imola), di fronte alla Rocca, si trova il Ristorante "La Locanda del Castello". Qui una volta si trovava il cortile della Rocca fino a quando Fis-cin, più di sessant'anni fa, non lo acquistò dalla famiglia Malvezzi per costruire la sua dimora ed il ristorante. Giovedì 27 ottobre ore 20.30, la Locanda, lo Slow Food Imola in collaborazione con Enoteca Regionale Emilia Romagna organizzano la serata “Piovono Polpette!” con menu tutto di polpette, dall’antipasto ai dolci.
Ogni portata sarà accompagnata da un calice di vino.
Una parte del ricavato sarà devoluto al progetto “Mille orti in africa”.
Inizio cena h.20.30, costo 30€ per i soci Slow Food, 35€ per i non soci prenotazione obbligatoria).
Quindi per gli amanti delle polpette (ahimè... dimenticate dai ristoratori d'oggi!) un appuntamento da NON perdere osservando il menu che qui vi presentiamo: Cartoccio di polpettine fritte di carne e verdure. Pappardelle al sugo di pomodoro fresco e basilico con polpettine di carne: nel bicchiere: Valnure (La Tosa). Polpetta montanara di polenta e funghi porcini secchi con fonduta di formaggi e caponatina di zucca in agrodolce, Polpetta mediterranea di pane d' Altamura Dop, lenticchie di Castelluccio e pecorino sardo con pesto di melanzane e sbriciolata di pomodori secchi: nel bicchiere: la Pennita Sangiovese superiore (Tenuta Pennita). Polpettine di semolino dolce alle due creme: lel bicchiere: Malvasia spumante dolce (Vicobarone).

giovedì 20 ottobre 2011

Tubeless, precauzioni al montaggio

Il montaggio inizia come di consueto. Prima di montare il secondo fianco, inserire il liquido sigillante, quindi procedere e finire con la valvola. Importante: prima di gonfiare lo pneumatico, lubrificare entrambi i fianchi con il liquido di montaggio. Al primo gonfiaggio, è necessario dare un forte colpo di pressione (pompa a terra oppure compressore). Gonfiare a 3 Bar, scuotere, ruotare e agitare con forza lo pneumatico. Il liquido sigillante deve essere distribuito in modo uniforme all´interno dello pneumatico. É` normale, all´inizio, che esca aria e liquido dai lati dello pneumatico. Pompare ancora, scuotere e agitare la ruota fino a quando non perde più aria. Questa procedura potrebbe durare 1-2 giorni. Dopo questo processo di sigillatura, gonfiare alla pressione desiderata.
Fonte: www.schwalbe.de/it/it