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sabato 16 giugno 2012

La giornata perfetta

La Carpegna "ci è bastata"!!!!!!!!!
Una giornata da incorniciare... nel percorrere questo percorso che ci ha portato da Sarsina fino Cippo Pantani sul Monte Carpegna, sia per il fantastico paesaggio naturale che ci ha avvolto nelle dimenticate strade che si si dipanano lungo la direttiva che va dalla Sella della Rocchetta (wow che salita!) a Tavolicci, alle Balze del Verghereto,  e sia per il pedalare nella Carpegna che per la sua conformità regala una ampia vista su tutto il Montefeltro narcotizzando il cicloturista alla fatica.
Giunti sulla Cantoniera (1007) non ci è rimasto altro che incunearsi in salita nel fitto bosco di abeti che porta fino a quota 1350 fino al Cippo dedicato a Pantani con stagliato davanti a noi quel quadro naturale quale è il Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello. Poi il rientro.... attraverso la sempre lunga ascesa al Monte Benedetto lambendo il borgo antico di Petrella Guidi. La giornata calda ma non umida, ha indubbiamento inficiato sul rendimento ma ben gestito dai partecipanti con le molteplici soste ristoratrici  e che ci hanno permesso di percorrere con gusto questa "chicca" di percorso, impegnativo certamente per i suoi 105 km di distanza e 2820 mt di dislivello complessivo.
Ma tutto ciò è il nostro credo..........

venerdì 15 giugno 2012

Cippo di Carpegna

Partenza: Carpegna (PU)
Quota massima: 1.357 mt
Sviluppo: 6.1 km
Dislivello: 622 mt
Pendenza media:10.2 %
Appena giunti al paese di Carpegna (PU) dal Passo della Cantoniera, bisogna oltrepassarlo e cercare sulla sx le indicazioni per il Cippo di Carpegna: da qui la strada sale per quasi 7 km e le pendenze cominciano da subito a farsi importanti segno che qualla che vi aspetta non sara una passeggiata. Da qui in poi dovete contare solo sulle vostre gambe e soprattutto sulla vostra testa per non farvi tentare a mettere giù il piede perchè altrimenti ripartire sarebbe impossibile. I primi 2,7 Km sono forse i piu duri giunti al campeggio la prima parte è fatta ma dopo 50m dove la strada si addolcisce leggermente attraversata la cancellata in legno(che vi costringe a smontare dalla bicicletta) la strada riprende a salire. Se volete rifornirvi di acqua c'e una fontana che non potete non notare sulla sinistra affianco alla casina in cemento. Prima della fontana sulla sinistra potrete ammirare un'opera di metallo dedicata al pirata Marco Pantani. L´ultimo km è varamente tosto la salita non cenna ad addolcirsi, la stanchezza inizia a farsi sentire e le gambe iniziano a diventare sempre più pesanti, ma quando ormai l´unica solizione sembra quella di posare il piede a terra ecco che si inizia ad uscire dalla fitta boscaglia e la strada si spiana come di colpo. L´impresa è fatta!!! Ora dopo una meritata sosta ad ammirare il panorama mozzafiato si comincia a scendere verso Cantoniera scendete lentamente facendo molta attenzione al ghiaino che si presenta prima di qualche tornante.

giovedì 14 giugno 2012

Giro del Civetta

Imperdibile giro cicloturistico attorno ai maestosi massicci del Pelmo e del Civetta attraverso le verdi e soleggiate Val Fiorentina e Val di Zoldo. Si parte da Alleghe, ai piedi del Civetta, la prima parte è molto facile con la discesa fino a Cencenighe e giù lungo la valle del Cordevole fino ad Agordo. Superato il centro di Agordo si svolta a sinistra e si affronta la prima salita, il passo Duran (1605 m) che come ci fa intuire lo stesso nome è molto impegnativa ma allo stesso tempo altamente spettacolare. Una volta in cima diamo uno sguardo alla Moiazza e ci tuffiamo, senza prendere rischi, in una discesa tecnica e veloce fino al villaggio di Dont. Giriamo a sinistra e iniziamo a risalire la Val di Zoldo puntando verso il Passo Staulanza (1773 m). Mentre saliamo possiamo ammirare in tutto il loro splendore alla nostra sinistra il Civetta e a destra il Pelmo, chiamato per la sua forma “el caregon del Padreterno”. In cima allo Staulanza la fatica è finita, si scende fino a Selva di Cadore, si gira a sinistra e si continua a scendere fino a Caprile. Da qui costeggiando le quiete acque del lago rientriamo su Alleghe ammirando di fronte a noi l’imponente parete del Civetta.
Lunghezza percorso: 70 km - Dislivello: 1820 mt

Sagra del brodetto

La sagra del brodetto alla portocorsinese ripropone sapori perduti. La Pro Loco di Porto Corsini  organizza per sabato 23 giugno - la Sagra del brodetto che ha come protagonista assoluto proprio il brodetto di pesce.
Il brodetto è stato per lungo tempo la specialità gastronomica dei ristoranti di Porto Corsini ( questo era il nome originario di Marina di Ravenna, rimasto oggi a indicare solo la località di sinistra Candiano), ma è stato via via abbandonato probabilmente perchè troppo laborioso. Eppure si tratta di uno dei pochi piatti della nostra tradizione, particolarmente gustoso e in grado di competere con le migliori scuole culinarie di pesce. Le prime trattorie che proponevano il famoso piatto (venivano da ogni parte della Romagna per gustarlo) si affacciavano sulla riva del canale già a metà ottocento, ma la fama venne più tardi con la mitica “Foca Monica” (la Capanna Gotica di Erminia Dirani) che aprì i battenti per quattro decenni nella prima metà del Novecento, poi con il “Sole” della leggendaria Neva e quindi il Miramare. L'iniziativa della Pro Loco  per un ritorno alla grande di un protagonista storico delle nostre tavole.
Fonte: www.piunotizie.it

mercoledì 13 giugno 2012

La Carpegna "non" ci basta

SABATO 16 GIUGNO
Ritrovo: Bar Briko ore 6,45
Partenza: Sarsina ore 8,00 (P. campo sportivo)
Note: Attenzione previsto caldo
Distanza km 99 - Disliv. 2.689

Ritorniamo in Carpegna, ritroviamo questo splendido luogo appenninico per circumnavigare il Monte Carpegna (1415 mt) godendo delle viste del parco del Sasso Simone e Simoncello fino alle terre dell'Urbinate.
La partenza di questo nostro appuntamento è fissata a Sarsina, facilmente raggiungibile, e da qui saliamo verso la Sella della Rocchetta, una ascesa costante di circa 9 km, con un dislivello medio del 8%, che percorre un stretta strada che fiancheggia inizialmente il costone della collina e poi si slancia su 10 tornati per giungere ad una quota di 795 mt di altitudine.Un percorso ombreggiato e senza alcuna traccia di autoveicoli, che ci condurrà lungo strade pastorali ad oltrepassare piccoli borghi, quali Tavolicci, Capanne, svalicando alle Balze del Verghereto per discendere nella valle del Marecchia.
Ora si entra nel cuore della Carpegna e lo facciamo dal Passo della Cantoniera, una strada che si snoda nel pittoresco paesaggio del Montefeltro tra verdi colline e montagne boscose su cui sorgono antichi borghi fortificati, rocche e torrioni. Salita impegnativa, suggestiva, panoramica di ben 10 km .  Il percorso si arrampica sul fianco del Monte Carpegna, fra una rigogliosa vegetazione fatta di querce secolari che fanno da cornice a verdi prati e campi coltivati che cambiano notevolmente colore a seconda della stagione. La strada sale con una pendenza piuttosto costante attorno al 8% con punte massime al 10% e sul finire un buon tratto in falso piano vi permetterà di spingere rapporti lunghi per guadagnare velocemente l'arrivo al Passo della Cantoniera (1007 mt). E' il momento di conquistare la vetta del Monte Carpegna(1370) ma non lo facciamo sfidando l'ardua salita (quella che parte dal paese di Carpegna) dove il Pantani ne aveva fatto un campo di allenamento e dove le pendenze sono veramente hard... preferendo il versante con i 5 km meno impegnativi, che partendo dalla Cantoniera ci regalaranno ugualmente il sapore dell'impresa.
Sulla cima invertiamo la rotta scendendo nuovamente verso la Marecchiese.
Ci rimane uno ultimo sforzo per far ritorno a Sarsina oltrepassando il Monte Benedetto (6,7 km) e giungere a Sant'Agata Feltria: una salita quest'ultima che parte da Ponte Messa in ascesa costante ed agevole, con pendenze che difficilmente superano il 10%. Da notare in questo versante il piccolo borgo fortificato di Petrella Guidi, che conserva i resti di un antico borgo militare del XIII secolo. Discesi con attenzione a Sant'Agata Feltria con la sua pittoresca Rocca datata 1474 e la sua cittadella medioevale, non ci rimane che pedalare per 10 km in dolce discesa fino a giungere alla nostra base di partenza ed ora di "invocato" arrivo: Sarsina.

martedì 12 giugno 2012

A proposito di terremoti....

Carpegna

La storia di Carpegna è molto antica ed è legata a quella della gloriosa famiglia che porta il suo stesso nome: i Conti, poi Principi di Carpegna Falconieri. Il casato Carpegna aveva da tempi remoti la propria residenza nell’antica Rocca (XI-XII sec.) situata alle falde del monte su di uno sperone roccioso, dal quale dominava a ventaglio l’intera vallata. Da questo imprendibile baluardo i Carpegna estesero gradualmente i propri domini nelle terre feretrane. Sul finire del Seicento, in sostituzione della vetusta e fatiscente fortezza il cardinale Gaspare di Carpegna promosse l’edificazione di una nuova residenza signorile: il Palazzo dei Principi di Carpegna. Venne progettato nel 1675 dall’architteto romano G.Antonio De Rossiche ne fece dimora simbolo della casata Carpegna ispirandosi ai palazzi fortezza tardo rinascimentali. Il palazzo sorge al centro dell’abitato, si affaccia su Piazza Conti e domina maestoso sul resto degli edifici, sui borghi e  sull’intera conca verde di Carpegna. L’edificio si articola su quattro livelli. Presenta al primo piano un vasto e suggestivo atrio scandito da massicci pilastri. In questa cornice si svolge nel periodo estivo la mostra d’arte collettiva “Artisti della Carpegna”. Lungo lo scalone d'onore che conduce al secondo piano si trovano tre lapidi che riportano i versi di Dante Alighieri dedicati a Guido Da Montefeltro (Inf. XXVII), Bonconte da Montefeltro (Purg. VI) e Guido da Carpegna (Purg. XIV). Salendo al livello nobile si arriva nella sala del trono dominata dal grande baldacchino ornato da un raffinato arazzo con lo stemma del cardinal Gaspare di Carpegna. Nello stesso piano si trovano le sale più importanti e rappresentative: la biblioteca privata custodita gelosamente dalla famiglia, la sala verde e la sala gialla, tutte ammobiliate con arredi d’epoca. I sotterranei erano adibiti a scuderie ed ambienti di servizio e attraverso le ampie e comode scalinate si poteva raggiungere l'atrio a cavallo. Sul retro del palazzo si estende un vasto giardino che ospita essenze arboree centenarie, una scenografica fontana e una torrecisterna- colombaia. Nei sotterranei vennero accolti, durante la Seconda Guerra Mondiale, numerosi e insigni capolavori dell'arte italiana, oltre 10.000 opere provenienti dalle più antiche città d'arte: Venezia Roma, Milano.

lunedì 11 giugno 2012

Variante di Grezzano

Pubblichiamo su richiesta e con piacere, l'inedita variante di Grezzano che consente di effettuare il passaggio da Ronta al Passo del Giogo evitando in primis l'abitato di Scarperia e per scoprire e pedalare in un contesto naturale indubbiamente "fuori dal mondo". L'itinerario proposto ha inizio appunto da Ronta oltrepassando il cavalcavia della ferrovia Faenza- Firenze e mantenendo la sx proseguire in direzione Luco; appena oltrepassato il cartello del paese mugellese (km 3) all'incrocio svoltare a sx ed entrando nel paese seguire le indicazioni per Grezzano e poco prima di giungervi (km 5,4) svoltate a sx ad un incrocio dove è locata la Chiesa di Santo Stefano, una costruzione (da visitare) in bozze di pietra a cui s'accede per una scalinata fiancheggiata da cipressi. Ora si fa sul serio e si pedala in salita in una fitta conifera di pini maestosi, la strada si restringe e il silenzio è d'obbligo: cinque chilometri di assoluta libidine cicloturistica con le sue salite e le altrettante corte discese, dal fondo stradale che soltanto nella seconda parte diventa poroso e meno sicuro ma che regala all'escursionista una vista emozionante su tutta la valle di Scarperia e del Mugello. Attenzione agli ultimi due strappi finali che con pendenze oltre il 10% rendono severo il passaggio sulla SP 503 che conduce fino al Passo del Giogo.

Su & giù per il Mugello

Trovarsi di prima mattina a Palazzuolo sul Senio e osservare l'imponente cima della Sambuca avvolta da grige nubi, non è certamente di buon presagio per riuscire a dare concretezza all'odierno Tour del Mugello e per di più con forti venti presenti provenienti da sud-ovest; l'intenzione di mettersi in sella e partire...  può essere solamente individuabile in ... azzardo oppure piena consapevolezza di quello spirito escursionistico che davanti a questi ostacoli metereologici li scavalca senza indugiare (... anche perchè equipaggiati di tutto punto per l'evenienza).
Si parte! Quest'anno non ci eravamo ancora sublimati nel percorrerla, ma la salita alla Sambuca è sempre bella e affascinante, tanto da essere riconosciuta come l'unica ascesa "alpina" del crinale Romagnolo, per la sua ampiezza di veduta e la media intensità della sua pendenza.
Sul Passo il vento è fortissimo e ci costringe ad accellerare i tempi di vestizione per scendere nella "buca" dove il freddo si fa come al solito sentire e risalire faticosamente fino alla cima di Prato all'Albero (1035 mt) e poi ancora giù al Passo della Colla: il cielo dal lato toscano è in piena evoluzione con squarci di azzurro che nutrono nuove speranze... si scende con
 attenzione fino a Ronta e... attraversato il cavalcavia della ferrovia, ci si apre a noi un'altro mondo, quello che ci auspicavamo di incontrare, il vero Mugello, un territorio con un paesaggio di grande pregio e di grande bellezza, fatto di strette vie che si interesecano in uliveti e ombrose conifere di pino neri e marittimo dall'alto fusto. Su & giù per arrivare a Luco del Mugello dove ci siamo indirizzati verso Grezzano (piccolo borgo a 3 km) per "esplorare" un inedito passaggio che si congiunge con la SP 503 del Passo del Giogo attraverso un strada pastorale che taglia una fascia collinare "illibata" quanto incredibile che esista veramente, difficoltosa per i suoi strappi improvvisi e impegnativi ma dal vero sapore toscano.
Ritorniamo alla realtà, percorriamo ora gli ultimi interminabili km che ci portano alla seconda asperità giornaliera... quella del Passo del Giogo; sulla vetta ... niente SOSTA-PANINO perchè sono forti le raffiche di vento e siamo molto umidicci, preferiamo optare per la meravigliosa variante della incantata Badia di Moscheta dove nessuno e niente si può oppore alla nostra voglia di mettere qualcosa di sostanzioso sotto i denti.
Fare ritorno sulla strada maestra che arriva fino a Firenzuola però è un supplizio.... le gambe ora sono inchiodate per la sosta prolungata e la strada, annunciata da qualcuno come uno strappo, si dimostra a noi con tutte le carte in regola per essere chiamata SALITA (e che salita!). Si pedala con buon ritmo oltrepassando il centro di Firenzuola e costeggiando, in lieve discesa, la valle del Santerno fino a Coniale... ci attende l'ultima.....
Il Passo del Paretaio è sempre stato nei nostri cuori (ciclisticamente parlando) come una di quelle salite preferite che almeno una volta all'anno sono da percorrere, per dare lustro alla gamba e affinare la resistenza allo sforzo, sia per la sua distanza (10,7 km) e sia per  la pendenza media che ti permette di spingere sui pedali... alzando il ritmo.
Il gruppo si è allungato e ognuno l'ha interpretata "alla sua maniera", per goliardare un pochino, per sentirci "campioncini per un giorno", insomma... per cazzeggiare, ma sempre ricompattandoci ancora una volta sul Passo e per chiudere ad Acquadalto questo circolare che consigliamo a tutti vivamente.
Percorsi 84 km / dislivello 2240 mt

sabato 9 giugno 2012

Pedalata Artusiana


Domenica 17 giugno 
Pellegrino Artusi nativo di Forlimpopoli, fu un grande gastronomo e letterato e scrisse un fondamento della cucina italiana quale è il manuale "L' arte la scienza in cucina e l' arte di mangiar bene": se a questi due elementi si fa aggiunta di una bicicletta, si può giungere ad un risultato complessivo di una incantevole pedalata gastronomica tutto intorno a Bertinoro e le sue bellezze che circondano questo "balcone" sulla Romagna. Questo progetto è naturalmente portato a realizzazione dai vari Enti locali nel contesto della Festa Artusiana  e che prevede un itinerario alla portata di molti, con visite alle varie Cantine dove saranno protagoniste le degustazioni dal sapore romagnolo.
Iscrizioni presso uffici Romagna Terra del Sangiovese - Forlimpopoli. 0543 742059

giovedì 7 giugno 2012

Badia di Moscheta

Il nome "Moscheta" deriva dalla pianta Ischio " Mons-ischetus" rappresentato sullo stemma della vecchia badia insieme al porcospino che richiama alla solitudine. L'antico stemma lo posiamo ancora vedere sopra l'antiporto dell'ingresso dell'eremo.
La Badia di Moscheta fu il primo insediamento dei monaci vallombrosiani del territorio. Il conte Anselmo di Pietramala fece dono a Giovanni Gualberto, della famiglia dei Visdomini, del territorio su cui poi il battagliero fiorentino fondò nel 1034 il monastero, in cui seguì sostanzialmente la Regola di San Benedetto. Successivamente più volte la Badia venne ricostruita in seguito alla distruzione per inondazioni e incendi; essa raggiunse un notevole splendore nel XIII secolo. In epoca lorenese (1788) l’Abbazia venne soppressa, i suoi cospicui beni furono venduti all’asta e, costituita in parrocchia, la si affidò alle cure del clero diocesano.

Un altro "duemila"

DOMENICA 10 GIUGNO
RITROVO ore 7.20 (IN AUTO) BRIKO Lugo
PARTENZA ore 8.30 Palazzuolo
Punto parcheggio Acquadalto (fronte Bar Quadalto)
P. DIFFICOLTA’ ***
DISTANZA KM 84 / 1984 mt. disl.

Prosegue il nostro percorso di "avvicinamento" e preparazione al weekend in Abruzzo con un panoramico circolare nelle terre del Mugello, con partenza e arrivo a Palazzuolo sul Senio; un tracciato complessivo di soli 84 km,   impegnativo per quanto concerne l'altimetria espressa totale di 2.000 mt, ma con salite pedalabili senza pendenze al limite.
Precisamente il nostro punto di RITROVO sarà ad Acquadalto, piccola frazione situata proprio ai piedi della nostra prima ascesa giornaliera di ben 10,7 km e un dislivello di 621 mt: il Passo della Sambuca  (un must che non abbiamo ancora percorso quest'anno e che non si può certo lasciar sfuggire) e dalla sua maestosa vetta scenderemo , via Passo della Colla, in direzione Toscana, in direzione Ronta.
Attraversando a Ronta il cavalcavia della ferrovia Faenza- Firenze, entreremo nel cuore delle terre mugellesi percorrendo una stretta via di collegamento con il paese di Luco (piccolo borgo per lo più conosciuto per la sagra dei tortelli di patate) al quale i cicloturisti associano mentalmente le due rasoiate, i due strappi al 20% di pendenza che si trovano all'interno del boschetto. Introducendo una piccola variante (o trabocchetto come qualcuno potrebbe pensare...) al classico percorso, indirizzato verso Scarperia, seguiremo da Luco le indicazioni di Grezzano (punto dove partì l'offensiva degli alleati alla Linea Gotica) e da qui ci attendono 5 km di saliscendi che sfoceranno sulla SP 503, quella che termina al Passo del Giogo.
La salita è abbastanza ombreggiata... restano soltanto 5 km abbastanza impegnativi per giungere a quota 802 mt e una magnifica veduta dell’Alto Mugello ci ripaga inoltre degli sforzi fatti. Sul Passo è presente un Bar Ristorante dove è d'obbligo la sosta ristoratrice a base di panino & prosciutto.
Si scende ora direttamente a Firenzuola e da qui si prosegue per circa 7 km costeggiando il torrente Santerno in un dolce pedalare fino a Coniale; ci rimane per concludere e chiudere il circolare programmato, l'ascesa al passo del Paretaio (10,5 km) e giungere al checkpoint conclusivo di Acquadalto.

mercoledì 6 giugno 2012

Ciclotour Mugello 2012

Puntuale come ormai da 5 anni accade, torna il Ciclotour Mugello in programma per l’edizione 2012 Domenica 17 Giugno. Confermata la sede storica di Scarperia che vedrà partenza ed arrivo della manifestazione oltre all’allestimento del villaggio hospitality nella magnifica cornice di Piazza dei Vicari. Un Ciclotour Mugello che quest’anno si tingerà di rosa, dedicando questa sua 5^ edizione al gentil sesso, con l’iscrizione gratuita per tutte le donne amanti del cicloturismo.
Confermata una delle maggiori attrattive della manifestazione ovvero il passaggio, per tutti i percorsi previsti dal programma, all’interno del Circuito Internazionale del Mugello. Aperto eccezionalmente anche per quest’anno il passaggio sulla dia del Lago di Bilancino; varieranno invece i percorsi proposti con il Comune di Dicomano che entra tra i Comuni toccati dal tracciato più breve e l’inserimento di nuovi passi rispetto alle passate edizioni per i cicloturisti più esperti. Tra le altre novità si segnala la collaborazione con l’Associazione “Bici d’Epoca” che porterà all’organizzazione di uno speciale tracciato, in parte sterrato, riservato alle biciclette d’epoca. Si formerà così una “Carovana d’altri tempi” per celebrare la

Una "Grappa" imbevibile

Il prospetto del mese di giugno prevedeva per il prox weekend l'ascesa del Monte Grappa, ma vista la variabilità meteo prevista sia per la giornata di sabato e domenica - per la zona prealpina (nubi sparse con qualche pioggia) - non rischiamo e riprogrammiamo l'appuntamento per il mese di luglio. 

martedì 5 giugno 2012

E' la volta della....

Ultima ma non ultima... la GF "Ercole Baldini" organizzata dalla soc. cicloturistica GS Massese, in quel di Massalombarda (RA), quinta e conclusiva prova del Circuito Romagnolo 2012. La partenza alla francese, è fissata per domenica 10 giugno dalle ore 6,30, dalla Piazza centrale della cittadina ravennate dove i partecipanti faranno ritorno dopo aver scelto e pedalato uno dei tre percorsi tracciati ( 142 - 110 - 60 ) dagli organizzatori. Nessuna novità degna di nota rispetto alle edizioni precedenti se non per il più fluido superamento della via Emilia grazie all'apertura del sottopasso sulla SP di Bagnara e che riporta il percorso sulla traccia originale. Il percorso GFondo non è da prendere sotto-gamba in quanto il caldo previsto e le salite programmate (Poggiolo - S. Ruffillo - Maddalena - Cima Gesso - Tre Monti) saranno sicuramente complici nel cercare di "complicare" la cavalcata dei numerosi partecipanti che risponderanno alla chiamata di questo ora mai storico appuntamento NO TIME.
All'arrivo Pasta -Party / Preiscrizione obbligatoria 7 euro.

lunedì 4 giugno 2012

Una bicicletta sartoriale

Veloci ed indomiti, i corridori del passato trovavano nella bicicletta un prolungamento naturale del loro corpo. Così nasce D'annata, telaio su misura, cerchi in legno rinforzati in fibra di carbonio, guarnitura d'epoca rivitalizzata e un manubrio che ti costringe a domare una bicicletta che rappresenta un mix perfetto di passato e presente. Colore pastello compreso.

SARTORIA CICLI via Marcona 48, Milano

Capita....


Durante il nostro perenne peregrinare.... capita anche di farsi superare (discesa Casera Razzo 2011) da qualcuno con gli sci ai piedi e con un manubrio in mano per impostare la direzione di marcia! Incredibile da crederci. Lo skiroll (detto anche sci a rotelle) è uno sport praticato soprattutto in estate su strade asfaltate, i prodotti attualmente in commercio consentono di praticare questo sport in entrambe le tecniche: la tecnica classica e il pattinato.

domenica 3 giugno 2012

No problems

No problems si potrebbe tradurre... senza problemi, ed è sicuramente questo lo stato d'animo che ci ha accompagnati durante l'appuntamento programmato, quello del Circolare della Val Serena: una giornata sui pedali incantevole, difficoltosa indubbiamente per le asperità incontrate ma che se interpretata nella giusta maniera - di chi si sente un vero "escursionista" sulle due ruote - allora ti rende, di conseguenza, il gusto della soddisfazione di avercela fatta e il piacere di aver trascorso piacevoli momenti insieme ai molti "friends" che hanno aderito a questa iniziativa Ad Maiora. Partire da Fontanelice con 25° di temperatura e poi ritrovarsi nel bel mezzo di nuvole basse e umide che nascondevano il Passo della Raticosa e della Futa (16°), non è certo entusiasmante, ma la volontà e la determinazione non sono certamente mancati  per proseguire, impazienti di affrontare la salita alla Val Serena... una immersione totale di mente e corpo in un area boschiva incredibilmente affascinante: le abetaie di Pian di Balestra (1031 mt).
La discesa al borgo di Madonna dei fornelli già Madonna della neve (798 mt) con ri-focillante ristoro al negozio di alimentari (sforna panini di dimensioni super), proseguendo poi verso Castel dell'Alpi e il suo pittoresco lago formatosi nel 1951 per una frana gigantesca che inghiottì il vecchio borgo sulla sponda sinistra del torrente, risparmiando solo la chiesa e il campanile che ancora si stagliano solitari nel paesaggio lacustre. Non ci rimane ora che dimenticare la stanchezza che ora mai ci attanaglia... ci attende la salita di Montefreddi (1100 mt).... e che salita! con i suoi 6 km e le sue pendenze (7% media) che non lasciano tregua all'ignaro avventore. Dalla cima si scende a Pietramala e ripercorrendo il percorso a ritroso, via Passo della Raticosa, abbiamo concluso il nostro percorso a Fontanelice percorrendo 2305 mt di dislivello su 105 km... anzi, rettifico, abbiamo concluso il nostro appuntamento in una locale trattoria a suo di caraffe e affettati, raccontandoci nuovamente la nostra giornata pedalata insieme.

venerdì 1 giugno 2012

Ri-partiamo da qui

Si riparte proprio dalle maestose Alpi Giulie.... quelle che ci hanno entusiasmato nel pedalarle la scorsa estate durante il Tour Ad Maiora 2011, quelle che ci hanno fatto scoprire ancora una volta il vero senso del cicloturismo escursionistico, quelle che hanno dato valore alla fatica espressa sui pedali, affrontandole con il giusto spirito di coloro che pedalano con passione.
Ma ora ci attende una ennesima avventura ciclistica proprio sul versante opposto delle Alpi, dove le cime delle montagne"toccano il cielo": dalla Maurienne alla Valle dell'Ubaye superando salite leggendarie, paesaggi alpini ricchi di un patrimonio naturale di eccezionale bellezza e momenti da trascorrere che difficilmente si potranno dimenticare.
Per questo Tour "francese" 2012, quindici sono i "friends" che hanno aderito alla nostra proposta e a loro rivolgiamo - con impazienza - un arrivederci al 31 luglio. Ad Maiora a voi !


Long way....

Per gli appassionati dei viaggi-spedizione su percorsi prevalentemente sterrati, e che necessitano di maggiore capacità di carico e ruote necessariamente 26" (che oltre ad essere più adatte sono maggiormente reperibili in molti paesi del mondo), questa bicicletta che presentiamo è indubbiamente uno dei TOP di gamma: la Koga Miyata World Traveller. Dotazione completa Shimano XT, portapacchi Tubus e sellino in pelle Brooks. Chi l’ha provata ne è rimasto estasiato per la stabilità e la maneggevolezza anche nelle salite in cui si procede molto lentamente e carichi di bagagli. Quello presentato è il modello Signature da 2209 euro. L’ultimo modello ha la novità delle 29 pollici ma la Koga è una bici per viaggi e le ’29 sono ancora difficili da trovare in molte parti del mondo. Prezzo della Koga World Traveller 2012: 1999 euro.
Le caratteristiche necessarie e indispensabili per poter selezionare una bicicletta adatta soprattutto per viaggi lunghi e impegnativi, si possono così riassumere:
1) Telaio in acciaio (L’acciaio sebbene più pesante, è più robusto e facile da riparare dell’alluminio). 2) Componenti di facile reperimento e manutenzione. 3) Manubrio più comodo rispetto a quello tradizionale. 4) Sella confortevole. 5) Portapacchi robusti.
Fonte:www.amicoinviaggio.it