martedì 17 luglio 2012
lunedì 16 luglio 2012
Spirito Rando
21-22-23 luglio.
Non si poteva NON affibiare un titolo differente a questa interessante iniziativa dell'Alfredo "Bagi" e della Cicloturistica Baracca, tutti pronti ed entusiasti nell'affrontare questa nuova avventura, una diversa escursione cicloturistica dal vero gusto di Randonnèe. Dentro a questa tre giorni di pedalate sulla specialissima c'è tutta la passione e la voglia di pedalare su nuovi itinerari senza l'assillo del tempo, una filosofia pedalatoria che l'Alfredo da anni cerca di promuovere nell'ambiente ciclistico locale.
Approfittando della manifestazione Rando, La Verona - Passo Resia interamente su pista ciclabile, si è pensato di non concludere qui questo impegnativo appuntamento (300 km!!!), ma dare seguito e sfogo ai 14 partecipanti che hanno risposto alla chiamata , aggiungendo due tappe dal sapore escursionistico e che chiudono il circolare programmato sempre a Verona, ma transitando dalla Val d'Ultimo, Lago di S. Giustina, Tuenno e nella ultima giornata da Andalo, Lago di Molveno, il Passo Ballino, Lago di Tenno, Riva del Garda e costeggiando il grande lago giungere alla meta conclusiva. Niente male!!!. 580 km e 6534 mt di dislivello!. Una vera avventura sui pedali e con zaino in spalla! Fantastico.
Quindi non ci rimane che fare i nostri "in bocca al lupo"... con un pizzico di sana invidia.
La mappa cartacea
Non sempre l’innovazione è digitale. Lo dimostra il recentissimo brevetto depositato dalla Provincia di Ferrara che trasforma un semplice cartoncino in un comodo strumento per escursioni in bicicletta. Tutto improntato su una cartografia chiara e dettagliata, abbinata ad un comodissimo road book con l’indicazione passo passo del percorso e la relativa chilometrica. Oltre ai caratteristici fori che consentono alla bike map di essere installata in qualsiasi manubrio, lo strumento è completato dall’elenco dei punti di ristoro e strutture di servizio posizionati lungo il percorso, compreso i noleggiatori e riparatori di biciclette. Una prima mappa da manubrio è stata realizzata con il percorso che dal centro storico di Ferrara, conduce, attraverso un itinerario di circa
L’iniziativa ha subito attratto l’attenzione di altri territori limitrofi, che hanno chiesto la concessione d’uso del brevetto per replicare l’idea nelle realtà di Bologna, Modena, Parma, Piacenza, Faenza e Forlì.
Fonte: http://ferraraeventi.com
Ferrara... esempio di città ciclabile
Ferrara ha 132 222 abitanti e... 100 000 biciclette.
Più del 30 % degli spostamenti verso la scuola o il posto di lavoro avviene in
bicicletta. La città continua però i suoi sforzi per mantenere e addirittura
aumentare l'uso della bicicletta e ridurre quello dell'automobile. Il centro (
Tratto da: Città in bicicletta, pedalando verso l’avvenire.
Comunità Europea
domenica 15 luglio 2012
Missione compiuta....
Quale compito a me ingrato nel ricercare le giuste parole per descrivere l'entusiasmante escursione al Monte Grappa? Una imperiosa ascesa, così differente ed unica nei tre tratti che la compongono e che certamente è da catalogarsi come una "hors categoriè", che esalta le doti del cicloescursionista che con grande soddisfazione mette il "piede a terra" soltanto al Rifugio Bassano a quota 1750 mt, dopo 20 interminabili quanto impegnativi chilometri. La salita che stiamo prendendo in osservazione è quella del Monte Grappa affrontata dal versante di Semonzo considerata da molti la più dura delle 5 scalate; é un’affermazione condivisibile, se pensiamo che sono 19 km all’ 8% di media con punte al 15.
Partenza in auto all'alba (ore 6) da Lugo, arrivo a Romano d'Ezzellino alle 8,20.
La giornata è serena e non troppo calda... ma è ancora presto per cantar vittoria.
Alla rotonda di Romano d'Ezzellino (200 mt altitudine), dove si imbocca il versante Cadorna, abbiamo svoltato a dx in direzione Semonzo e giunti a questa piccola borgata (circa 3 km ) il Monte Grappa ci ha presentato immediatamente il suo biglietto da visita con una serie di ubriacanti 18 tornanti che ci hanno guidato verticalmente per 9 km al 9-10 % di pendenza fino a quota 1.000 mt... per dominare dall'alto tutta la pianura veneta: una vista paradisiaca!.
Raggiunto Campo Croce si entra nel cuore del Massiccio del Grappa; una piacevole e leggera contropendenza di 500 mt ci trasporta fino al bivio per Camposolagna seguendo le indicazioni per Baita Camol: 2,3 km all’10,8%. Un po’ di discesa lascia spazio per recuperare, non ve ne saranno altri. Il clima è mutato e pedaliamo dentro a nuvole minacciose e umide e con scarsa visibilità. Si sale ancora con strappi ad oltre il 10% di pendenza fino al ricongiungimento con la Strada delle Malghe (congiunzione con il versante temuto del Salto della Capra) proseguendo con pendenze che si mantengono tra il 9 e il 10% per un paio di km, quando ci si innesta con la Cadorna e manca meno di 1 km al sospirato Rifugio Bassano, meta del nostro primo ristoro. Un vero peccato non aver potuto godere sulla cima del Grappa di quella vista panoramica che arriva fino alla costa Adriatica, ma ugualmente tutti soddisfatti per essere stati ugualmente protagonisti di questa innesima "impresa".
Break ristoratore a suon di strudel e birra... fa freddo (15°), indossiamo i giubbotti antipoggia e rimettiamo in moto le gambe intirizzite, ci attende ancora molto per concludere il circolare programmato.
Si scende ora per 27 km lungo il versante opposto da dove siamo partiti, quello di Caupo, tutto immerso nel bosco.... interminabile!. Siamo ora nei pressi di Feltre pedalando sulla ciclabile in direzione ovest, in direzione della Val Sugana. Una ciclabile contornata dai splendidi panorami delle Vette Feltrine, la conca di Arsié e quella di Cismon e il lago del Corlo: le strade lungo il lago attraversano i paesi di Rocca e di Incino, superando il Col del Gallo, per scendere lungo l'impressionante stradina verso Cismon, fatta di stretti e pericolosi tornanti scavati nella roccia.
Facciamo ingresso a Cismon del Grappa... nella Valle del Brenta.
Ci spostiamo sul lato destro orografico del fiume superando una lunga passarella in legno, e ci immettiamo sulla Ciclopista del Brenta, quella che ci condurrà fino a Bassano senza percorrere la pericolosa e carica di traffico veloce, la SS47 della Valsugana. Il tratto tra Cismon e Bassano (25 km) è su strada secondaria a traffico promiscuo, ben praticabile e percorso da molti ciclisti, in leggera discesa ma con dei ripetuti rilanci in salita che ci impegnano ugualmente.
Il passaggio dal centro di Bassano è... un passaggio obbligato, ancor di più è d'obbligo percorrere il Ponte degli Alpini e.... fermarsi ancora un attimo ad osservare le vette circostanti.
Abbiamo percorso 117 km / 2045 mt dislivello.
venerdì 13 luglio 2012
La tela Romagnola
Collocate storicamente nell'ambito dell'artigianato
povero, legato agli strumenti dell'essenziale creatività contadina, ossia
stampi in legno di pero, colori ottenuti dalla ruggine, canapa coltivata nei
campi e tessuta dai telai casalinghi, le tele romagnole stampate a mano hanno,
però, una data di nascita incerta ed antenati e consimili ancora più vaghi. Gli
storici hanno trovato riferimenti molto lontani a tessuti "battuti":
è certo che l'arte della stampa con blocchi fosse nota agli egizi. Per quanto i
documenti più antichi in nostro possesso non vadano oltre i primi decenni
dell'800, si può accreditare l'ipotesi che l'attività delle tele romagnole
stampate a mano sia precedente. Infatti tale arte risulta diffusa nello Stato
Pontificio, di cui la Romagna fece parte fino all'Unità d'Italia, sin dal XVII
secolo. Appare realistico dunque, collocare le botteghe romagnole come le ultime
sopravvissute di un gruppo operante nello Stato Pontificio e nella stessa Roma
sino alla fine del '700.E' limitativo, comunque, relegare le tele stampate
nell'alveo della tradizione contadine, è evidente, infatti, soprattutto analizzando
la scelta di alcuni disegni (non tutti si ispirano al mondo agreste),
l'intenzione di "copiare", con metodi semplici e di lieve impegno economico,
tessuti pregiati, decori e ricami delle stoffe e degli ornamenti dei ricchi. Di
certo l'ornato romagnolo ottenuto attraverso la stampa ebbe una sua discreta
fortuna, oltreché come gualdrappa dei buoi, come abbellimento di coperte,
asciugamani, grembiuli, cuscini, trapunte, tende e tovaglie, soluzioni ancora
oggi tra le più apprezzate. Le tele romagnole stampate ebbero una notevole
dffusione fino agli inizi del '900. Ma (corsi e ricorsi della moda che è tale
proprio perché dimentica e poi riscopre) come scrive Aldo Spallicci, insigne
poeta ed appassionato sostenitore delle tradizioni romagnole: " Nel
1910, distratta dalle mode d'Oltre Alpe, l'industria languiva. Giacevano alla rinfusa
in oscure bottegucce dei tintori, i legni annosi così profondamente incisi
dalla sgorbia e dallo scalpello degli avi". Al successo dei nostri
giorni, che associa le tele stampate all'immagine stessa della tradizione
romagnola, hanno dato un contributo determinante l'impegno e la passione delle
poche stamperie (una decina in tutto) che non derogano al metodo tradizionale
in favore di quello serigrafico, più comodo e produttivo, ma decisamente poco
fedele allo spirito vero della tradizione di stampa su tela.
Fonte: www.teleromagnole.com
Quale foca.....
In merito al cartello stradale posizionato sul porto di Marina di Ravenna “VIA
DELLA FOCA MONICA” vi allego quanto scritto nello Stradario Comunale
"Erminia Dirani, immigrata a Ravenna da Bagnacavallo, dove era nata nel
1856, aprì nel 1882 una trattoria nel borgo S. Biagio dove cucinava, alla
presenza dei clienti, carni e pesce su un enorme braciere. Nei pressi del
locale, a quel tempo, una compagnia di artisti di strada presentava uno
spettacolo di foche monache ammaestrate, richiamando un gran numero di
spettatori che divennero ben presto clienti abituali del vicino ristorante. La
caratteristica andatura dondolante di Erminia e la facilità dei romagnoli nel
dare soprannomi, le procurò l'appellativo di 'Focamonica' che le rimase per
sempre. Pur lavorando molto, l'osteria non garantiva grandi guadagni, dato il
genere di clientela poco abbiente, per cui la 'Focamonica' decise di prendere
in affitto un locale a Porto Corsini, lungo la via d'Alaggio, e nel 1893 vi
aprì un nuovo esercizio. Grazie alla sua collaudata esperienza in cucina e a
una innata capacità nell'accattivarsi la simpatia dei clienti, seppe apprestare
una trattoria che faceva anche servizio di pensione per i pochi villeggianti
che allora frequentavano la località. In occasione delle annuali esercitazioni
militari nel poligono, allestiva la mensa per gli ufficiali, procurandosi elogi
e una fama che cominciò a varcare i ristretti confini della zona. Donna di non
comune intelligenza, imparò direttamente dai pescatori le varie maniere di
cucinare il pesce, rielaborandole con particolare inventiva, tanto che il
popolare brodetto dei chioggiotti fu trasformato in una sua personale
specialità, da molti imitata ma mai perfettamente copiata.
Fonte: www.ravennanotizie.it
giovedì 12 luglio 2012
Ad Maiora UBAYE
Siamo agli sgoccioli! Ancora pochi giorni e una nuova avventura escursionistica avrà inizio. Ci attendono le Alpi francesi, dal Galibier alle Alpi marittime: che avventura ragazzi!.
Per affinare gli ultimi dettagli del viaggio e per la consegna delle nuove divise, come da consuetudine venerdì 20 luglio alle ore 20,30 ci ritroviamo presso la Trattoria "La Zambra" via villa 63 Lugo per ritrovarci attorno ad una tavola imbandita e trascorrere una piacevole serata in compagnia. Oltre ai partecipanti al Tour 2012 sono invitati tutti gli amici di Ad Maiora.
E' assolutamente indispensabile inviare una mail di conferma.
Monitorare la pedalata
Sfruttate al massimo ogni pedalata con GARMIN Edge® 800 - il primo Bike GPS touchscreen. Ideale per il ciclismo agonistico, amatoriale e turistico, su strada e mountain bike, dispone di una mappa di base integrata mondiale (slot per microSD) e tiene traccia della distanza percorsa, della velocità e della posizione in tempo reale. Usatelo con la fascia cardio in bundle o opzionale, il sensore di velocità/cadenza o un sensore di potenza compatibile ANT+ per una analisi dettagliata della tua corsa. Il display touchscreen dell' Edge 800 è resistente agli elementi atmosferici e agli urti, e molto sensibile per rispondere velocemente al tocco del vostro dito, anche con i guanti, per cambiare le schermate di allenamento o per fare lo zoom della mappa con un semplice "tap". E' luminoso, a colori, ed è leggibile alla luce diurna e in qualsiasi condizione di illuminazione. L'Edge 800 è impermeabile fino allo standard IPX7. Edge 800 monitorizza la tua corsa e fornisce i dati in tempo reale, e ti consente di personalizzarne la visualizzazione in modo da poter vedere solamente le informazioni desiderate. L'altimetro barometrico fornisce inoltre, con estrema precisione, i dati di salita e discesa e i cambiamenti di temperatura, e da non dimenticare, la velocità ascensionale media (VAM). Prezzo differnti modelli e opzioni può variare da 360 euro a 600.
Info: http://www.garmin.com/
mercoledì 11 luglio 2012
Sabato 14 luglio
Monte Grappa ☺ Semonzo
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 6,00
Partenza: Romano d'Ezzellino (Campo sportivo) ore 8,30
(Km 90 / 2.177 mt. disl.)
Percorso: Percorso: partenza da Romano d’Erzellino, Semonzo, Campo Croce, Rifugio Bassano (1745), Caupo, Seren del Grappa, Arsiè, Rocca, Incino, Cismon, Pove, Bassano, Romano d’Erzellino.
Si potrebbe anche dire "provaci ancora Sam" intendendo l'ennesimo tentativo di scalare il mitico Monte Grappa dopo i numerosi tentativi andati a fallimento per colpa delle pessime condizioni meteo. Quindi ora non ci rimane che conquistare sabato prossimo questa mitica vetta!
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 6,00
Partenza: Romano d'Ezzellino (Campo sportivo) ore 8,30
(Km 90 / 2.177 mt. disl.)
Percorso: Percorso: partenza da Romano d’Erzellino, Semonzo, Campo Croce, Rifugio Bassano (1745), Caupo, Seren del Grappa, Arsiè, Rocca, Incino, Cismon, Pove, Bassano, Romano d’Erzellino.
Si potrebbe anche dire "provaci ancora Sam" intendendo l'ennesimo tentativo di scalare il mitico Monte Grappa dopo i numerosi tentativi andati a fallimento per colpa delle pessime condizioni meteo. Quindi ora non ci rimane che conquistare sabato prossimo questa mitica vetta!
Il ritrovo, il parcheggio e la partenza avviene dagli impianti sportivi di San Giacomo di Romano d'Ezzelino, in Via Benedetto Marcello. Ci si dirige verso Romano d’Ezzelino, puntando verso Nord e, soprattutto, verso il Monte Grappa. Alla rotonda di Romano d’Ezzelino si svolta a destra, in Via Dante Alighieri. Siamo sulla SP74, che diventerà SP26 dopo poco più di un km, quando entriamo in provincia di Treviso. Giungiamo a Semonzo. La salita di Semonzo (SP140) è considerata da molti la più dura delle 5 scalate. E’ un’affermazione condivisibile, se pensiamo che sono 19km all’ 8% medio. Tuttavia la pendenza massima è intorno al 15%, non ci sono le punte “estreme” che abbiamo trovato nella prima ascesa. Ne consegue che la difficoltà è nel suo essere sempre dura e regolare. Un’altra difficoltà potrebbe essere dovuta alla sua esposizione a Sud e alla protezione offerta dalle piante: scarsa quella offerta dai cipressi della prima parte, inesistente nella seconda. La prima parte (21 tornanti, 8,5% medio, partendo dalla Chiesa di Semonzo), ci porta a Campo Croce. A Campo Croce c’è più di un km dove possiamo recuperare energie per la seconda parte, più dura della prima. Al bivio per Camposolagna teniamo la destra seguendo le indicazioni per Baita Camol: 2,3 km all’10,8%. Un po’ di discesa lascia spazio per recuperare, non ve ne saranno altri. Si sale ancora con strappi ad oltre il 10% di pendenza fino al ricongiungimento con la Strada delle Malghe. Al bivio con la strada che sale da Possagno si riprende a salire con pendenze che si mantengono tra il 9 e il 10% per un paio di km, quando ci si ricongiunge con la Cadorna e manca meno di 1 km al Rifugio Bassano, meta finale della nostra ascesa.
La discesa verso Caupo è lunga, molto lunga. Sono più di 28 km, contrassegnati anche dalla presenza di 2 contropendenze. La prima inizia all’incrocio con la SP148 dopo 2,4 km. Mentre in precedenza, svoltando a sinistra, si è scesi a Romano d’Ezzelino, ora si svolta a destra, in direzione Feltre. Per un paio di km si procede in leggera salita, lasciando alla propria sinistra il Rifugio Scarpon. Dopo aver superato una breve galleria (che non necessita di dispositivi di illuminazione), ci si lancia in discesa sul Monte Pertica, fino a raggiungere la località Forcelletto, dove inizia un’altra contropendenza di circa 1,6 km. Successivamente la strada non presenta difficoltà: dapprima si mantiene irregolare, poi si spinge decisamente in discesa per alcuni km, lungo una strada piuttosto stretta, fino a quota 1000 slm, dove inizia un tratto di oltre 4 km con pendenze tenui. Gli ultimi 8km di discesa sono senz’altro i più facili. Lunghi rettilinei, carreggiata molto ampia, asfalto in buone condizioni. A Caupo c’è la possibilità di fare rifornimento d’acqua. Una volta raggiunto Caupo e l’Hosteria al Menta (Ristoro e ritrovo), ripartiamo in direzione Arten e Fonzaso. Frassenè, Agana, Soras, per giungere a Arsiè. All’inizio del paese seguire le indicazioni per Rocca: mantenere sempre la strada principale costeggiando il Lago del Corlo fino ad arrivare ad Incino, da visitare il vecchio Ponte delle Catene (molto suggestivo), non più percorribile. Seguire le indicazioni per Cismon (visibile a fondo Valle). Attenzione è una strada esposta, anche se protetta con paracarri e reti è comunque consigliabile affrontarla con cautela; una volta arrivati alla fine della discesa ci si trova a Cismon in località Vannini.
La pista ciclabile ora si imbocca dove finisce la vecchia strada Campesana, quella che corre sulla sponda opposta del Brenta rispetto alla statale Valsugana, nei pressi della birreria "Cornale". Tra Cismon e Bassano non c'è pista ciclabile, ma la vecchia strada Campesana che comunque presenta un traffico davvero scarso.
Valstagna, Campolongo, Pove, Bassano e siamo ritornati al punto di partenza.
martedì 10 luglio 2012
Un versante inedito...
I tanti versanti che "scalano" il monte Grappa si arricchiscono di una nuova ed inedita PRESA (vedi Montello) che è quella che ha inizio da Cismon del Grappa.
La salita parte poche centinaia di metri dopo quella che porta alla Rocca di
Incino, non vi è nessun cartello ma del resto nemmeno nessun'altra strada,
quindi non c'è possibilità di sbagliare. Dopo un paio di tornanti si gira sul
costone della montagna dalla parte opposta rispetto alla salita della Rocca, per
poi addentrarsi nel cuore del Monte Grappa. Superato un tratto piuttosto ripido
(vedi foto tornante) la strada diventa sterrata ( ora asfaltata ) e lo rimarrà
per quasi 10km. Il fondo è perfetto (terra compattata e liscia, pochissimi
sassi) fino al km 9, dove ad un bivio si prende a destra in discesa. Questo è
forse il tratto peggiore, il fondo peggiora leggermente anche se perfettamente
percorribile in bici da corsa senza difficoltà; avendo una MTB si potrebbe
correre parecchio, mentre con la bici da corsa si è costretti a limitare la
velocità e si ha la sensazione di prendere quota, mentre come si vede dal
grafico la pendenza di questo tratto di strada è quasi nullo. Come sterrato
finisce la strada prende a salire in prossimità del bivio per il Finestron,
mentre proseguendo a sinistra ci aspettano 3km davvero impegnativi che terminano
in corrispondenza di un capitello; svoltando a sinistra si esce dal bosco e si
pedala tra i pascoli, salendo ancora di qualche chilometro (ci aspettano ancora
2 tratti di sterrato in ottimo stato) fino a congiungersi con la s.s. Cadorna
circa 800 metri dopo il rifugio Forcelletto. Da qui alla cima la strada è la
classica ascesa da Seren e da Caupo.
Nel complessivo una salita bella ed impegnativa, interessante alternativa alla già
note salite "classiche". La si può fare senza problemi in bici da corsa, peccato
il lungo falsopiano centrale che ne altera inevitabilmente i tempi di
percorrenza.
Fonte: www.bici.135.it
Quale bike-zaino scegliere?
Un ottimo zaino, idoneo e conforme all'esigenze del ciclo-escursionista, è senza dubbio il Baja 20 Marsupio; un prodotto super tecnico studiato appositamente per Bike, con dorso FREEDOM AIR per una maggiore aerazione della schiena, presenta spallacci e cintura a vita regolabili, cinturino pettorale scorrevole e nastri di compressione laterali. Comodo accesso grazie allo scomparto suddivisibile sul fondo, tasche laterali in rete porta borraccia e banda catarifrangente. Compatibile con sistemi d'idratazione, utilissimo porta casco frontale e il copri zaino inserito sul fondo. Un venti litri che consente il trasporto del necessaire (vestiario accessori) per trascorrere anche alcune giornate in indipendenza totale con una copertura impermeabile full, estraibile dal fondo dello zaino.
Caratteristiche
Litri :20
Peso :1030 gr
Materiale :MAR-TEX POLYESTER 600/RIPSTOP
Dimensioni :41 x 32 x 19
lunedì 9 luglio 2012
Sagra della trippa e dello strozzaprete
Monte Colombo (RN)
In
Romagna la pasta fresca per eccellenza sono gli strozzapreti, nome che
sembrerebbe ricalcare una tradizione anticlericale di una regione da
sempre bonariamente pagana negli usi e nei costumi. In realtà, sebbene
questa spiegazione potrebbe risultare in qualche modo affascinante, va
approfondita. Lo strozzaprete, pasta povera per antonomasia fatta di acqua e
farina e nient’altro, nasce nel Seicento in Romagna e viene così chiamata per
l’avversione dei romagnoli verso gli esattori del Papato (i preti appunto) che
passavano di casa in casa a riscuotere tasse e gabelle e spesso, se i soldi
erano finiti, pretendevano le uova in pagamento. Da qui la geniale idea di
realizzare una pasta fresca senza uova e di chiamarla, con ritorsione
tipicamente romagnola, strozzaprete. E allora una incredibile occasione da non perdere è gustare questa pasta o "minestra" per dirla alla Romagnola, in questa Sagra di Monte Colombo che oltre alla degustazione del piatto
in questione offre ai visitatori un'offerta di stand gastronomici, musica folkloristica, ballo su
pista, giochi popolari e un mercatino dei prodotti dell'agricoltura. Ma
anche un'interessante mostra della civiltà contadina con esposizione di macchine
ed utensili che rievocano il tempo passato, divertimento per giovani con
discoteca all'aria aperta, teatrino dei burattini per i bambini e una mostra di
moto d'epoca.
giovedì 5 luglio 2012
Passo della Calla
Una delle salite maggiormente ricercate ciclisticamente dell'appennino tosco-romagnolo sia per la sua imponenza (lunghezza e altimetria) sia per la sua bellezza in quanto posizionata nel cuore delle Foreste Casentinesi. Collega la Valle dell'Arno a quella del Bidente (Stia - S. Sofia) e l'arrivo del Passo è situato a quota 1.296 mt; da qui si può ancora proseguire lungo una pastorale asfaltata di ben 4 km immersi nel bosco che porta fino a quota 1.500 mt... alla Burraia. Il versante toscano ha il suo inizio dalla cittadina di Stia e percorrendo 15 km abbastanza lineari come pendenza media (5,3%) supera un dislivello metrico di 835 mt. Buona parte del percorso è ombrato e nella parte conclusiva della salita ci si può rifornire d'acqua dalle fontane posizionate lungo la strada.
mercoledì 4 luglio 2012
Birravezzanen
Dopo
i grandiosi festeggiamenti dello scorso anno per il decennale, Birravezzanen
la
festa della birra di Villa Vezzano (Brisighella),
non molla e per l’edizione 2012 dal 18 al 21 luglio, oltre
all’ottima cucina romagnol-tedesca e la fantastica birra Haker-Pshorr sempre
fresca, ai coinvolgenti spettacoli, ai balli sfrenati e la staffetta 3x0.4,
rilancia con una doppia notte bionda, venerdì e sabato si balla fino a notte
fonda e con il Birrabus (navetta gratuita da e per Riolo Terme e Castel
Bolognese) attiva TUTTE le serate.
Circolare Fiumicello
Sabato 7 luglio
Ritrovo ore 6,00 Bar Briko Lugo
Partenza: Fiumicello (FC) ore 7,30
Percorso 104 km - 2.465 mt dislivello
Ritrovo ore 6,00 Bar Briko Lugo
Partenza: Fiumicello (FC) ore 7,30
Percorso 104 km - 2.465 mt dislivello
Ultimi fondamentali appuntamenti per prepararsi in modo adeguato al nostro Tour di agosto nell'UBAYE; indubbiamente impegnativi per il dislivello ma progettati su ascese lunghe, con giuste pendenze e con tratti ombreggiati per cercare di evitare l'impatto con la calura che per il prox weekend dovrebbe concedere una tregua.
Fiumicello è situato in uno splendido scenario appenninico a 555 m. di altitudine, immerso nei boschi, nelle verdi e quiete montagne premilcuoresi, bagnato dalle acque dell'omonimo torrente, lontano da tutto ciò che rappresenta rumore, stress, inquinamento, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. E' qui che ha inizio questo percorso circolare veramente unico, ideale per coloro che sono affascinati dalle lunghe salite e dal disturbo del traffico automobilistico. Si sale per 9 km fino a giungere al Valico dei Tre Faggi (991 mt) e "picchiare" nel versante toscano fino alla cittadina di Dicomano; si prosegue in direzione di Firenze e dopo circa 1 km (fraz. Contea) si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Stia. Qui ha inizio un tratto in falsopiano di circa 3 km che supera i borghi di Londa e Recine per poi iniziare l'anonima quanto bellissima e lunga (km 14) ascesa del Valico della Croce a Mori (955 mt). Si ridiscende a Stia cittadina dall'impronta architettonica medicea che sorge ai piedi del monte Falterona, nei pressi della confluenza del torrente Staggia e del fiume Arno; la sosta al bar per un caffè break è d'obbligo!. Si prosegue senza un attimo di tregua e di pianura... ci attende ora l'ascesa al Passo della Calla con i suoi 16 km e i 900 mt di dislivello che ci portano sulla vetta del valico. Ora non ci rimane che una lunga discesa passando per Campigna, Lago e infine Corniolo ove svolteremo per l'ultima fatica del Passo della Braccina che con i suoi 5,8 km sembrerebbe una passeggiata viste le precedenti.... ma sarà proprio in questo punto che ci sarà lottare per superare i suoi 950 mt di altitudine e in discesa fare ritorno al punto di partenza a Fiumicello.
Fiumicello è situato in uno splendido scenario appenninico a 555 m. di altitudine, immerso nei boschi, nelle verdi e quiete montagne premilcuoresi, bagnato dalle acque dell'omonimo torrente, lontano da tutto ciò che rappresenta rumore, stress, inquinamento, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. E' qui che ha inizio questo percorso circolare veramente unico, ideale per coloro che sono affascinati dalle lunghe salite e dal disturbo del traffico automobilistico. Si sale per 9 km fino a giungere al Valico dei Tre Faggi (991 mt) e "picchiare" nel versante toscano fino alla cittadina di Dicomano; si prosegue in direzione di Firenze e dopo circa 1 km (fraz. Contea) si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Stia. Qui ha inizio un tratto in falsopiano di circa 3 km che supera i borghi di Londa e Recine per poi iniziare l'anonima quanto bellissima e lunga (km 14) ascesa del Valico della Croce a Mori (955 mt). Si ridiscende a Stia cittadina dall'impronta architettonica medicea che sorge ai piedi del monte Falterona, nei pressi della confluenza del torrente Staggia e del fiume Arno; la sosta al bar per un caffè break è d'obbligo!. Si prosegue senza un attimo di tregua e di pianura... ci attende ora l'ascesa al Passo della Calla con i suoi 16 km e i 900 mt di dislivello che ci portano sulla vetta del valico. Ora non ci rimane che una lunga discesa passando per Campigna, Lago e infine Corniolo ove svolteremo per l'ultima fatica del Passo della Braccina che con i suoi 5,8 km sembrerebbe una passeggiata viste le precedenti.... ma sarà proprio in questo punto che ci sarà lottare per superare i suoi 950 mt di altitudine e in discesa fare ritorno al punto di partenza a Fiumicello.
A Fiumicello c'è un ottimo ristorante e consigliarlo è d'obbligo per un ristoro meritato.
martedì 3 luglio 2012
Stravaganti ma... non troppo!
Fonte:
www.provincia.fc.it (Romagna tipica
terra)
domenica 1 luglio 2012
La calura non ci ferma !!!!
![]() |
| Tramazzo Via Isola |
Sebbene
la giornata di sabato abbia espresso temperature molte elevate attorno ai 40
gradi, ci siamo permessi ugualmente un splendido quanto impegnativo percorso in
MTB senza dover eccessivamente sopportare la cappa di caldo che
"Caronte" ci ha traghettato in questi giorni sulla nostra cara
Italia. Partendo alla giusta ora (8) da Modigliana abbiamo immediatamente preso
quota salendo alla Casetta dei Frati fino alla Passo della Collina e lasciando
l'incantevole crinale, via singletrack, per discende a Tredozio e nella Valle
del Tramazzo, nostra meta giornaliera. Pedalando su strada asfaltata, superata
la chiesa di Ottignana, abbiamo optato per salire al Colle del Tramazzo
attraverso la strada forestale che si imbocca seguendo le indicazioni Isola
(bivio a sx km3 da Tredozio). La salita va affrontata nella giusta maniera e
ritmo essendo particolarmente lunga (9 km ) e con punte di pendenza che impegnano
indubbiamente l'escursionista; è interamente all'ombra tranne il tratto finale
(ma ora mai in quota... e quindi senza alcuna sofferenza per le temperature
eccessive), inizialmente in asfalto e successivamente diventa un ottimo
sterrato. Arrivati in cima al Monte Collina (950 mt) si mantiene la destra per
giungere dopo circa 800
metri alla Fonte del Bepi (ristoro idrico). Il percorso
prosegue lungo tutto il crinale (sempre su strada forestale) con dei
sali-scendi che ti portano in vetta al Colle del Tramazzo (1029) dove il
sentiero si congiunge con la SP forestale 86, quella che congiunge Tredozio con
il Passo del Peschiera. Siamo al punto di ritorno... però optando come da
nostra "sana" abitudine, di fare sosta al Lago di Ponte dove al
Rifugio abbiamo goduto, all'ombra del bosco, della fresca temperatura offerta e
della prelibatezze che la cucina del Circolo ci ha sfornato a go-go. Al ritorno
fino a Modigliana... si sono spalancate le porte dell'inferno... fortunatamente
in discesa, fortunatamente per un tratto non troppo lungo.
Percorsi
km 46 - dislivello 1.111 mt
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