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lunedì 5 marzo 2012

A spasso con gusto


Una curiosa iniziativa è quella delle Cicloguide di Lugo, che in occasione del Romagna Bike  che si terrà a Faenza il 17/18 marzo, in quel grande contenitore di idee che ruota attorno attorno alla Gf Cassani, propongono una pedalata CICLOGASTRONOMICA. Una gita adatta a tutti coloro che dispongono semplicemente di un mezzo a due ruote e che hanno voglia di viaggiare a velocità controllata, pedalando lungo un percorso disegnato sulle prime colline faentine alla ricerca di soste godereccie e sapori romagnoli.

Una nuova energia "pulita"

Dopo tre anni di funzionamento sotto sorveglianza per poterne valutare l’efficienza e l’impatto ambientale, il primo impianto operativo di turbine sottomarine SeaGen non ha mostrato difetti nè conseguenze negative sull’ecosistema. Foche e delfini vi nuotano intorno, i fondali rivivono, le correnti non cambiano. L’impianto genera energia elettrica dal moto ondoso e dalle correnti. Si tratta del primo impianto di questo tipo e sta “girando” sperimentalmente nelle acque dell’Irlanda del Nord, costantemente monitorato. Funziona come un mulino sottomarino con due rotori da 1,2 Megawatt. Sono ancora invece in fase sperimentale le “Marine Solar Cells”, generatori galleggianti ibridi dove l’energia solare incontra la forza del moto ondoso. Si tratta di un generatore elettrico galleggiante in grado di sfruttare sia l’energia del sole che quella delle onde. Le celle fotovoltaiche sono installate su superficie convessa, sfruttando anche la luce naturale riflessa dall’oceano per aumentare la captazione luminosa del 20%. 
Fonti: Lifegate, Rinnovabili.it

sabato 3 marzo 2012

Segnali di primavera

Una giornata perfetta sotto tutti i punti di vista, climatico e del buon umore tra i partecipanti. La voglia di pedalare è ciò che ha determinato in primo luogo il successo di questa nostra gita al Monte Trebbio, un appuntamento propizio che ogni anno programmiamo, proprio in questa stagione di fine inverno, per aprire le porte alla primavera (l'equinozio di primavera cade il 20 di marzo) e cacciare quella "sindrome da letargo" provocato dal passaggio invernale. E così è stato, le porte erano veramente aperte e un piacevole tepore (22°) ci ha accompagnato sulle impegnative rampe che portano alla cima del mitico Monte Trebbio.
Non sazi, abbiamo proseguito via Samoggia, evitando così la pericolosa SP Modiglianese, per gustare dall'alto un panorama unico di tutta cresta confinante dell'appennino forlivese fino addirittura all'innevato Monte Carpegna. Insomma una escursione indubbiamente impegnativa con i suoi 104 km  e 900 mt disl. ma ne valeva la pena soltanto per quel pizzico di soddisfazione di avercela fatta anche se provati. Bye

giovedì 1 marzo 2012

Podere Pantaleone

A pochi chilometri dal centro di Bagnacavallo (RA), si trova il Podere Pantaleone che è un vero e proprio museo didattico all'aperto: un'area di riequilibrio ecologico e ambientale che si estende per sei ettari e in cui l'intervento dell'uomo è limitato alla zona prospiciente l'ingresso. Nell'area si sono sviluppate liberamente la flora e la fauna tipiche delle zone di pianura, dando vita ad un habitat di grande interesse ambientale. Fino agli anni '50, il Podere Pantaleone era in tutto simile agli appezzamenti che lo circondavano, con vecchi filari sostenuti e dominati dai grandi alberi capitozzati, e tra un filare e l'altro lunghe strisce di terra coltivate a grano, mais, barbabietole da zucchero, erba medica. Il proprietario si rifiutò di passare alle nuove tecniche di coltivazione, ed il podere non fu mai toccato da fitofarmaci e concimi chimici. Dopo anni di incuria, in cui flora e fauna si sono sviluppati liberamente senza alcun intervento umano, il podere è stato acquistato dal Comune di Bagnacavallo e trasformato, nel 1987, in oasi naturalistica affidata alla "Società per gli Studi Naturalistici della Romagna". Al suo interno sono visibili la flora e la fauna tipiche della pianura padana: il pioppo nero e quello bianco, l'olmo, il salice, la farnia, l'acero campestre, il gelso e i vari arbusti come biancospino, sambuco nero, sanguinella, rosa canina. Durante l'inverno e la migrazione, il podere diventa rifugio per molte specie di uccelli tra cui l'usignolo, l'upupa, la gazza, l'assiolo, la civetta, il gufo, il barbagianni.
Per visite didattiche: turismo@comune.bagnacavallo.ra.it

Una "Tre Fiumi" primaverile?

Gli amici della Baracca sono tenaci e non mollano.... dopo il primo spostamento di data e poi l'annullo della manifestazione a causa delle copiose nevicate di inizio febbraio, ci ripensano e ripropongono a tutti i bikers romagnoli un nuovo appuntamento, fissato per domenica 18 marzo, con il tradizionale appuntamento in MTB, pedalando sugli argini dei fiumi. Quindi la "Tre fiumi di Romagna" non segnerà il passo per il 2012, ma sarà probabilmente diversa e più piacevole con questa inedito "fuori stagione".

mercoledì 29 febbraio 2012

Sabato 3 marzo

Escursione al Monte Trebbio
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 9.00
Percorso: 110 km - circa 5 ore
Ristoro: Modigliana
Riprendiamo le nostre escursioni settimanali con il mitico Monte Trebbio, un appuntamento quasi propiziatorio per i nostri inizi stagione: Il Trebbio, dal versante di Dovadola, è indubbiamente una salita ostica soprattutto se affrontata in questo periodo di fuoriforma ma pur sempre piacevolissima nei suoi 6,3 km / 6.1% per le sue viste panoramiche e per l’andamento di una ascesa a 3 gradoni che aiutano, anche l’ignaro pedalatore, a riguadagnare il fiato a causa delle pendenze pungenti che arrivano fino al 13-14%.
Ma chi lo conosce…. non lo evita (come si potrebbe pensare) anzi !!! lo affronta nel modo e nella maniera più consona al suo stato di preparazione se si vuole gustare a pieno tutte le prelibatezze visive che ci dona.


Monte Matajur

Partenza: Savogna (UD)
Quota massima: Rifugio Pelizzo 1320 mt
Sviluppo: 12.1 km
Dislivello: 1.108 mt
Pendenza media: 9,1 %
Pendenza media: 20 %

E' la salita più conosciuta in Friuli.
Tutti gli appassionati di ciclismo della regione l'hanno percorsa almeno una volta.
La sua fama è sicuramente legata alla vicinanza alla pianura, al rifugio Pelizzo che si trova proprio alla fine della salita e al tratto da Montemaggiore alla vetta con i sui interminabili rettilinei completamente assolati.  Fino a Montemaggiore la strada è particolarmente bella, dopo il tratto iniziale si supera un piccolo albergo e si inizia a salire quasi sempre nel bosco. Il fondo è ben tenuto, le pendenze, pur notevoli (8 km 10%), sono mitigate da molti tornati. Si entra a Montemaggiore, dove si può prendere una scorciatoia sulla sinistra (un vero muro, uno strappetto al 20% ma di appena 50 mt) oppure attraversare il paese e ricongiungersi con la strada nuova che sale da Cepletischis.  Da qui in poi non c'è più respiro, circa quattro Km con lunghi rettilinei che non finiscono mai, la vegetazione arborea è scomparsa e il sole si fa sentire.  Alla fine la tenacia viene premiata al rifugio Pelizzo, aperto quasi tutto l'anno, dove si può ristorarsi e godere il magnifico panorama sulle valli del Natisone.
Fonte: http://spazioinwind.libero.it/teledirain/salite/m_matajur_old.htm

Ciclofficine Popolari



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Sono un luogo dove è possibile AUTO-riparare, recuperare, immaginare biciclette, e soprattutto è un luogo dove questa attività è il punto di partenza di un percorso di riflessione sul consumo e sugli stili di vita, sulla mobilità e sui trasporti, sull'intero sistema/mondo, prigioniero della logica capitalistica di potere, petrolio, guerre,inquinamento, impoverimento e sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta. Le Ciclofficine Popolari sono autogestite e senza scopo di lucro e nascono dall'iniziativa di volenterosi ciclisti urbani che hanno fatto dell'uso e della riparazione della bicicletta il mezzo di un diverso stile di vita, basato sulla necessità del recupero e del riciclo dei materiali, sull'efficacia della lentezza,sul rispetto delle diversità e sullo scambio di conoscenze all'interno di strutture orizzontali. La bicicletta è il nostro mezzo, la bandiera di questo impegno quotidiano. La diffusione l'utilizzo di massa delle biciclette può liberare la metropoli dalla dittatura dell'automobile e per questo in una Ciclofficina Popolare si può mantenere efficiente il nostro mezzo di trasporto, attraverso la condivisione di semplici conoscenze meccaniche e e l'uso comune di spazi e di attrezzi, il recupero e il riutilizzo di bici e dei loro componenti altrimenti destinati alle discariche, secondo la logica del consumista del comprare/consumare/buttare/ricomprare. Nelle Ciclofficine Popolari viene dimostrato che con piccoli cambiamenti personali, come l'uso quotidiano della bicicletta, si può mutare la qualità della vita di tutti e rendere più vivibili le nostre città: la bicicletta libera e nostre città dallo smog, dal traffico, dal rumore; è un'attività fisica quindi produce endorfine, che fanno bene al corpo e all'umore, è economica e quindi popolare. L'automobile è un mezzo ormai obsoleto. Entra anche tu in una ciclofficina e vivi la tua veloruzione!
Nella zona Romagna:  Ciclofficina Capolinea, via Volta 9 Faenza.
Fonte: www.zoes.it

martedì 28 febbraio 2012

lunedì 27 febbraio 2012

Vagabondi sempre e comunque

Una fase di passaggio obbligata nella vita di qualunque ciclo-escursionista è quella in cui si è finito di esplorare il territorio intorno a casa propria e si inizia a sentire il richiamo di luoghi differenti e lontani, si prova un desiderio irrefrenabile di salire in sella alla propria bicicletta e scoprire lentamente il mondo là fuori.

domenica 26 febbraio 2012

Finalmente !!!

Certamente la giornata di sabato è rientrata nelle anomalie meteo stagionali con la sua punta di temperatura massima di 19 gradi, cielo sereno, terso.... l'ideale per noi cicloturisti, che non ci siamo certo fatti sfuggire una occasione così "ghiotta" per ri-salire sulla bicicletta specialissima e rimettere in moto i muscoli arrugginiti. Pertanto il gruppo Ad Maiora si è diretto verso Palazzuolo per salire al Monte Carnevale, ancora imbiancato dalla neve presente: 128 km che in questa stagione sono pesanti da smaltire soprattutto dopo il letargo "stradale" invernale ma che oramai fa parte di quel allenamento consuetudinario che ti permette poi di poter aggiungere gradualmente ulteriori gradi difficoltà nel proseguo dell'anno.
La giornata successiva è stata invece interpretata a piacere tra coloro che hanno preferito "sgambare" in una pedalata a ritmi blandi e rilassatori sul Torranello per poi far rientro a Lugo e altri che hanno allungato il percorso, proseguendo per la sempre incantevole costiera Via dell'Amore e svalicando sul Monte Albano.
Niente male come primo weekend ! ... e attenti al programma del prossimo. Bye

giovedì 23 febbraio 2012

Una vera passione per la FIXED

Mozzo fisso contropedale
Ultimamente mi sono molto appassionato a questo “Scatto Fisso” e ho incominciato a leggere qua e là per informarmi e approfondirne la conoscenza, scoprendo con sorpresa un sacco di appassionati. In effetti la parola appassionati è molto appropriata rispetto a un qualsiasi sostantivo connesso “a colui che usa la bicicletta” perché è solamente la passione che muove tutte quelle energie protese a scegliere i particolari e costruirsi il mezzo a due ruote che è al centro della nostra discussione. Comunque la mia curiosità ha radici lontane e identificate ad un utilizzo in gioventù di una Torpado 28” nera con contropedale (di mio padre) che purtroppo mi è stata rubata; quindi … mi è ritornata la voglia di ri-farmi una bicicletta similare e mi sto documentando. Leggendo in un specifico blog dedicato alla Fissa (www.ciclistica.it) ho intanto appreso che, ruotalibera, contropedale e fissa sono le tre interpretazioni molto differenti dello stesso concetto, in cui però giocano predisposizione, indole, abilità e desiderio. Prima di scegliere una delle tre "scuole" è necessario avere ben presenti quali sono i pro e i contro di ognuna.
RUOTA LIBERA: i pro sono quelli di guidare una bicicletta nella concezione più classica e conosciuta di tutte. Questo si trasforma in facilità di guida (probabilmente è la bici su cui da bambino hai imparato ad andare), reperibilità dei pezzi di ricambio, possibilità di customizzazione tecnica (puoi scegliere se farla singlespeed, con il cambio, con le leve da corsa o da mtb, ecc…). I contro sono una maggiore manutenzione (+ pezzi in gioco) e una peggiore estetica (questo nel caso in cui ti piacciano piacciono le biciclette nude e semplici).
CONTROPEDALE: Il giusto compromesso tra estetica e sfruttabilità: lo stile è quello di una fissa e la ruotalibera non ti fa rimpiangere la tua vecchia bici. Ma con dei limiti.
FISSA: esteticamente impagabile, meccanicamente semplicissima: tutto ciò si traduce in una minore manutenzione, ma occorre abituarsi ad un nuovo concetto di bicicletta ed andatura, che può piacere o meno “ La ruota gira e i pedali anche…”. A mio avviso, il classico esempio di "o si ama o si odia".
Poi esistono interessanti varianti come ad esempio il mozzo flip-flop,un mozzo con la filettature su entrambe i lati in modo da poter montare 2 pignoni diversi e utilizzare l'uno o l'altro semplicemente smontando ed invertendo la ruota e in più a seconda del tipo di mozzo si possono montare 2 pignoni fissi, 2 ruote libere o un fisso e una libera. E tante altre varianti….
Fonte: www.ciclistica.it post morze81

Condividere per risparmiare


Il BIKE SHARING è un mezzo di trasporto alternativo, non inquinante e che non provoca problemi di parcheggio .’ un sistema innovativo di noleggio gratuito di biciclette che consente di spostarsi da un punto all'altro con la bicicletta, in modo agevole e favorendo l'integrazione con i differenti mezzi di trasporto. Per gli spostamenti sulle piccole e medie distanze nell’ambito cittadino, il Bike Sharing è una concreta alternativa all’utilizzo dell’automobile, con conseguenze positive in termini di traffico e ambiente. La massima parte degli spostamenti in città, infatti, avviene in un raggio di pochi km, per i quali la bici è il mezzo ideale di spostamento, perché il più conveniente in termini di velocità di spostamento, impatto ambientale, energia globalmente spesa. By Bike risponde alle esigenze dei Comuni che vogliono essere all’avanguardia nel settore della mobilità sostenibile e che vogliano accostarsi alla novità del bike sharing al fine di promuovere l’uso della bicicletta in città. Il sistema comprende, oltre alla fornitura di biciclette, un’adeguata campagna di comunicazione. Il sistema di prelievo delle bici è meccanizzato, con l’utilizzo di una chiave codificata e non duplicabile. By Bike permette l’utilizzo della bicicletta in ogni città che adotta lo stesso sistema con la stessa chiave. Una buona idea di civiltà!.

mercoledì 22 febbraio 2012

A pensarci bene....


"L'uomo.. Per trasportare un grammo del proprio peso per un chilometro in dieci minuti, consuma 0.75 calorie.. è una macchina termodinamica più efficiente di qualunque veicolo a motore.. L'uomo in bicicletta può andare tre o quattro volte più svelto del pedone, consumando però un quinto dell'energia".
IVAN ILLICH "ENERGIE ET ÉQUITÉ" Le Monde 1975

Salvataggio in extremis


The Times Cities fit for cycling
La scorso mese il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito. Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times che potrete trovare a questo link: 

Un "nobile" olio

"A BRISIGHELLA LI ULIVI DANNO FRUTTI SEMPRE COSI' PERFETTI CHE NE STILLA DA ESSI UN OLIO FINISSIMO...." Lo scriveva Antonio Metelli, storico dell'800, nelle sue cronache. Molto prima, nel 1594, Andrea Giovanni Callegari, Vescovo di Bertinoro, riferendosi alla Valle del Lamone, in una lettera inviata a Mercuriali, medico del Granduca di Toscana, affermava che: "L'aria, l'acqua, li vini e l'olio e i frutti sono cosi' buoni e saporiti che non hanno invidia a qualsiasi altra regione". Se si retrocede ancora alla ricerca di riferimenti, a testimonianza di quanto sia radicata la coltivazione dell'ulivo nella valle del Lamone, arriviamo addirittura al II secolo d.C. Risale, infatti, a questo periodo il rudimentale frantoio familiare per olive rinvenuto negli scavi di Pieve del Tho'. Dalla storia antica a quella recente. La millenaria coltivazione dell'olivo a Brisighella, sui bei poggi esposti e protetti dai venti freddi fanno di questa zona, posta ai limiti dell'aerale della coltivazione dell'olivo sul versante Adriatico, un unicum estremamente interessante. La varietà predominante coltivata é la "Nostrana di Brisighella". Gli oliveti, in predominanza a coltura promiscua, coprono una superficie di circa 300 ettari con 70.000 piante d'olivo. Le olive si raccolgono al giusto punto di maturazione, la raccolta avviene a mano per brucatura e la consegna al frantoio in piccole cassette avviene giornalmente. L'estrazione si effettua con il metodo Sinolea (per percolamento), a temperatura controllata. Dal 1996 l'Unione Europea ha concesso il riconoscimento della DOP (Denominazione di Origine Protetta) all'Olio Extra Vergine di oliva di Brisighella con la denominazione "BRISIGHELLA DOP". Il pregiatissimo Olio extravergine di oliva di Brisighella Dop, nelle varietà Brisighello, Pieve Tho, Nobil Drupa ha come zona di produzione i comuni di Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Modigliana

Il Piatto Verde

"Il Piatto Verde" è l'imperdibile rassegna gastronomica che avrà luogo a Riolo Terme dal 12 al 16 marzo. Si tratta della XX edizione e per l'occasione sono state chiamate all'appello ben due stelle Michelin: Philippe Léveillé e Gianni D’Amato.
Le Terre di Faenza è un comprensorio turistico dall'eccellenza enogastronomica incomparabile. Siamo in quella parte di Romagna in cui primeggiano aziende vinicole osannate dalle guide di settore che non hanno risparmiato elogi e massimi riconoscimenti. Tra le tentazioni culinarie locali, qui si trovano prodotti gastronomici fondamentali per la preparazione di piatti del territorio: lo Scalogno di Romagna IGP, l'olio di Brisighella DOP, il Carciofo moretto e i “frutti dimenticati”. A Casola Valsenio, inoltre, si trova l’importante Giardino delle Erbe officinali “Augusto Rinaldi Ceroni”, mentre la città di Riolo Terme ospita l’IPSSAR “Pellegrino Artusi”, Istituto Alberghiero custode della lunga tradizione culinaria ereditata e trasmessa con particolare cura e attenzione verso i prodotti locali. Riolo Terme sarà la sede della rassegna Il piatto Verde, con un programma allettante che annovera cene e corsi di cucina per imparare i segreti di famosi chef “stellati”. I più temerari avranno la possibilità di partecipare ad un concorso aperto a chiunque voglia divertirsi e cimentarsi con le fiamme dei fornelli. I professionisti del settore ne troveranno uno riservato agli Istituti alberghieri di tutta Italia e d’Europa. In particolare, i partecipanti che studiano per diventare cuochi provetti potranno gareggiare creando ricette a base di erbe, la migliore verrà premiata da un'apposita giuria che suddividerà i piatti in due categorie. cerfoglio, finocchio, noce moscata, menta, dragoncello, aneto, rosmarino, calendula, ruta, ortica, salvia, malva, lavanda, camomilla, levistico, alchechengi.

martedì 21 febbraio 2012

Passo Pennes

Partenza: Vipiteno
Quota massima: Passo 2211 mt
Sviluppo: 14.5 km
Dislivello: 1.263 mt
Pendenza media: 8,7 %
Periodo consigliato: da maggio a settembre
La scalata del Passo Pennes dal lato vipitenese rappresenta un itinerario ciclistico di difficoltà medio-alta, con pochi respiri, in cui gli strappi più decisi si condensano nei primi 2 Km (> 11%) e proprio prima di raggiungere il valico (>14%), senza mai, peraltro, scendere sotto il 7%. Allo stesso tempo, questa salita di oltre 1.200 m di dislivello regala vedute panoramiche tra le più vaste di cui si possa godere in Alto Adige attraversando paesaggi rurali tra i più tipici e meglio conservati.
Partendo da Pruno (frazione di Campo di Trens), la prima salita si attesta subito sul 7% ma, già nel 2° Km, supera
il 14% per scavalcare lo zoccolo montano anticamente modellato dal ghiacciaio della Val d'isarco, ora addomesticato da un continuo susseguirsi di radure e lembi di foresta. Al Km 2,3 la strada volge a S per superare un profondo canalone che scende verso la Val d'Isarco e per un brevissimo tratto è possibile usare rapporti più duri (4%), ma il canalone, la cui vegetazione testimonia la severità delle valanghe che vi si abbattono in inverno, chiede subito un tributo con una rampa che supera il 15%. Si attraversa un lungo tratto di foresta fino al Km 5,2 (9,7%) dove improvvisamente la selva lascia spazio a vasti prati sospesi sulla valle che scende verso Novale Basso.
Al Km 5,6 si raggiunge un tornante marcato in corrispondenza dell'abitato di Dosso (1.498 m; 9,1%) e poi un altro tornante con cui si guadagna il limite altimetrico superiore dei prati. Senza concedersi altri tornanti, la strada continua ad inseguire il valico al ritmo del 9% per curvare leggermente a dx al Km 7 e portarsi su un versante in cui il bosco si fa più rado. Il tracciato continua a farsi irrequieto, raggiungendo al Km 8 la quota 1.720 m ed inoltrandosi ora in terreno prettamente alpino con frequenti canaloni che scendono attraverso un versante sempre più diradato e ricco di arbusti alpini cui l'asfalto ha dovuto fare qualche concessione mantenendosi oltre il 12%. Il tornante a quota 1.844 m è ormai quasi in territorio spoglio (Km 9,4) e di lì si vede già il passo, ma il tratto a seguire è destinato a durare e a non regalare soddisfazioni anticipate. Al Km 11 si raggiunge quota 2000 m sul nastro asfaltato che avanza in mezzo alle praterie d'alta quota con pendenze a tratti al 15% e mai inferiore al 10%. Il paesaggio è spettacolare e ricorda lande subartiche, in cui la bicicletta si perde come un puntino nella vastità. Al Km 13 l'ultima rampa di 600 m al 11% che conduce alla luce e all'adrenalina di una scalata epica.

lunedì 20 febbraio 2012

Quando si dice... bella!

Foto: www.biascagne-cicli.it
La bici a ruota fissa è la sublimazione del ciclista: nessun rapporto e niente cambio, ma solamente scatto fisso, pignone fisso. Ha un solo rapporto possibile e nessun meccanismo di "ruota libera", per cui se girano le ruote, girano anche i pedali e con essi le gambe di chi monta in sella. Molto di più di un mezzo di trasporto, la "fissa" incarna una filosofia "no frills" (senza fronzoli), condivisa dalla maggior parte dei suoi cultori: al bando tutto ciò che non è strettamente necessario. I padri spirituali sono i bike messengers di Londra, New York e San Francisco (adesso attivi anche a Milano), corrieri su due ruote che sfrecciano nel traffico e che hanno importato nelle vie urbane una dimensione ciclistica che apparteneva esclusivamente alla pista: la ruota fissa. Ora è moda… concentrata soprattutto nelle città e tra i giovani “undergroung”, e in Italia diventa anche tendenziale per chi vuol farsi notare e far notare un mezzo a due ruote particolare e splendido; e allora questo restyling diventa una ossessionante ricerca di Vintage ciclistico con pezzi e particolari unici che rendono unico il prodotto a due ruote. Sapete cos’è un mozzo con freno a contropedale oppure che ne sapete di una ruota che si può invertire disponendo di differenti e contrapposti pignoni a scatto fisso oppure vi siete mai fermati ad ammirare una sella Brooks dal fiammante cuoio? Noooo… allora è il momento di informarsi!

domenica 19 febbraio 2012

Presentazione programmi 2012


Per chi ancora nutrisse dei dubbi sullo "status" di Ad Maiora Bike, è bene chiarire che NON è una società cicloturistica, ma soltanto un movimento che promuove l'azione escursionistica praticata in bicicletta in tutte le sue varianti: una grande risorsa e un utile contenitore di idee a disposizione di tutti coloro che apprezzano questo sport inteso come passatempo e come fenomeno turistico.
Da circa 11 anni abbiamo pedalato a spasso per l'Europa alpina e pirenaica con il solo obiettivo di divertirci e condividere delle giornate uniche e indimenticabili sulla nostra "specialissima", ed è per questo che siamo nuovamente ad invitarvi all'appuntamento annuale di presentazione dei programmi escursionistici 2012.
Venerdì 9 marzo alle ore 21, presso la Sala Conferenze -Banca di Romagna - Via Manfredi 10 Lugo, avremo modo di incontrarci per parlare esclusivamente di cicloturismo: ci sono ancora tantissimi "angoli di paradiso" da scoprire....