Una curiosa iniziativa è quella delle Cicloguide di Lugo, che in occasione del Romagna Bike che si terrà a Faenza il 17/18 marzo, in quel grande contenitore di idee che ruota attorno attorno alla Gf Cassani, propongono una pedalata CICLOGASTRONOMICA. Una gita adatta a tutti coloro che dispongono semplicemente di un mezzo a due ruote e che hanno voglia di viaggiare a velocità controllata, pedalando lungo un percorso disegnato sulle prime colline faentine alla ricerca di soste godereccie e sapori romagnoli.
lunedì 5 marzo 2012
Una nuova energia "pulita"
Dopo
tre anni di funzionamento sotto sorveglianza per poterne valutare l’efficienza
e l’impatto ambientale, il primo impianto operativo di turbine sottomarine
SeaGen non ha mostrato difetti nè conseguenze negative sull’ecosistema. Foche e
delfini vi nuotano intorno, i fondali rivivono, le correnti non cambiano.
L’impianto genera energia elettrica dal moto ondoso e dalle correnti. Si tratta
del primo impianto di questo tipo e sta “girando” sperimentalmente nelle acque dell’Irlanda
del Nord, costantemente monitorato. Funziona come un mulino sottomarino con due
rotori da 1,2 Megawatt. Sono ancora invece in fase sperimentale le “Marine
Solar Cells”, generatori galleggianti ibridi
dove l’energia solare incontra la forza del moto ondoso. Si tratta di un
generatore elettrico galleggiante in grado di sfruttare sia l’energia del sole
che quella delle onde. Le celle fotovoltaiche sono installate su superficie
convessa, sfruttando anche la luce naturale riflessa dall’oceano per aumentare la
captazione luminosa del 20%.
Fonti:
Lifegate, Rinnovabili.it
sabato 3 marzo 2012
Segnali di primavera
Una giornata perfetta sotto tutti i punti di vista, climatico e del buon umore tra i partecipanti. La voglia di pedalare è ciò che ha determinato in primo luogo il successo di questa nostra gita al Monte Trebbio, un appuntamento propizio che ogni anno programmiamo, proprio in questa stagione di fine inverno, per aprire le porte alla primavera (l'equinozio di primavera cade il 20 di marzo) e cacciare quella "sindrome da letargo" provocato dal passaggio invernale. E così è stato, le porte erano veramente aperte e un piacevole tepore (22°) ci ha accompagnato sulle impegnative rampe che portano alla cima del mitico Monte Trebbio.
Non sazi, abbiamo proseguito via Samoggia, evitando così la pericolosa SP Modiglianese, per gustare dall'alto un panorama unico di tutta cresta confinante dell'appennino forlivese fino addirittura all'innevato Monte Carpegna. Insomma una escursione indubbiamente impegnativa con i suoi 104 km e 900 mt disl. ma ne valeva la pena soltanto per quel pizzico di soddisfazione di avercela fatta anche se provati. Bye
giovedì 1 marzo 2012
Podere Pantaleone
A pochi chilometri dal centro di Bagnacavallo (RA), si trova il Podere Pantaleone che è un vero e proprio museo didattico all'aperto: un'area di riequilibrio ecologico e ambientale che si estende per sei ettari e in cui l'intervento dell'uomo è limitato alla zona prospiciente l'ingresso. Nell'area si sono sviluppate liberamente la flora e la fauna tipiche delle zone di pianura, dando vita ad un habitat di grande interesse ambientale. Fino agli anni '50, il Podere Pantaleone era in tutto simile agli appezzamenti che lo circondavano, con vecchi filari sostenuti e dominati dai grandi alberi capitozzati, e tra un filare e l'altro lunghe strisce di terra coltivate a grano, mais, barbabietole da zucchero, erba medica. Il proprietario si rifiutò di passare alle nuove tecniche di coltivazione, ed il podere non fu mai toccato da fitofarmaci e concimi chimici. Dopo anni di incuria, in cui flora e fauna si sono sviluppati liberamente senza alcun intervento umano, il podere è stato acquistato dal Comune di Bagnacavallo e trasformato, nel 1987, in oasi naturalistica affidata alla "Società per gli Studi Naturalistici della Romagna". Al suo interno sono visibili la flora e la fauna tipiche della pianura padana: il pioppo nero e quello bianco, l'olmo, il salice, la farnia, l'acero campestre, il gelso e i vari arbusti come biancospino, sambuco nero, sanguinella, rosa canina. Durante l'inverno e la migrazione, il podere diventa rifugio per molte specie di uccelli tra cui l'usignolo, l'upupa, la gazza, l'assiolo, la civetta, il gufo, il barbagianni.
Per visite didattiche: turismo@comune.bagnacavallo.ra.it
Una "Tre Fiumi" primaverile?
Gli amici della Baracca sono tenaci e non mollano.... dopo il primo spostamento di data e poi l'annullo della manifestazione a causa delle copiose nevicate di inizio febbraio, ci ripensano e ripropongono a tutti i bikers romagnoli un nuovo appuntamento, fissato per domenica 18 marzo, con il tradizionale appuntamento in MTB, pedalando sugli argini dei fiumi. Quindi la "Tre fiumi di Romagna" non segnerà il passo per il 2012, ma sarà probabilmente diversa e più piacevole con questa inedito "fuori stagione".
mercoledì 29 febbraio 2012
Sabato 3 marzo
Escursione al Monte Trebbio
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 9.00
Percorso: 110 km - circa 5 ore
Ristoro: Modigliana
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 9.00
Percorso: 110 km - circa 5 ore
Ristoro: Modigliana
Riprendiamo le nostre escursioni settimanali con il mitico Monte Trebbio, un appuntamento quasi propiziatorio per i nostri inizi stagione: Il Trebbio, dal versante di Dovadola, è indubbiamente una salita ostica soprattutto se affrontata in questo periodo di fuoriforma ma pur sempre piacevolissima nei suoi 6,3 km / 6.1% per le sue viste panoramiche e per l’andamento di una ascesa a 3 gradoni che aiutano, anche l’ignaro pedalatore, a riguadagnare il fiato a causa delle pendenze pungenti che arrivano fino al 13-14%.
Ma chi lo conosce…. non lo evita (come si potrebbe pensare) anzi !!! lo affronta nel modo e nella maniera più consona al suo stato di preparazione se si vuole gustare a pieno tutte le prelibatezze visive che ci dona.
Monte Matajur
Partenza: Savogna (UD)
Quota massima: Rifugio Pelizzo 1320 mt
Sviluppo: 12.1 km
Dislivello: 1.108 mt
Pendenza media: 9,1 %
Pendenza media: 20 %
E' la salita più conosciuta in Friuli.
Tutti gli appassionati di ciclismo della regione l'hanno percorsa almeno una volta.
La sua fama è sicuramente legata alla vicinanza alla pianura, al rifugio Pelizzo che si trova proprio alla fine della salita e al tratto da Montemaggiore alla vetta con i sui interminabili rettilinei completamente assolati. Fino a Montemaggiore la strada è particolarmente bella, dopo il tratto iniziale si supera un piccolo albergo e si inizia a salire quasi sempre nel bosco. Il fondo è ben tenuto, le pendenze, pur notevoli (8 km 10%), sono mitigate da molti tornati. Si entra a Montemaggiore, dove si può prendere una scorciatoia sulla sinistra (un vero muro, uno strappetto al 20% ma di appena 50 mt) oppure attraversare il paese e ricongiungersi con la strada nuova che sale da Cepletischis. Da qui in poi non c'è più respiro, circa quattro Km con lunghi rettilinei che non finiscono mai, la vegetazione arborea è scomparsa e il sole si fa sentire. Alla fine la tenacia viene premiata al rifugio Pelizzo, aperto quasi tutto l'anno, dove si può ristorarsi e godere il magnifico panorama sulle valli del Natisone.
Fonte: http://spazioinwind.libero.it/teledirain/salite/m_matajur_old.htm
Quota massima: Rifugio Pelizzo 1320 mt
Sviluppo: 12
Pendenza media: 9,1 %
Pendenza media: 20 %
E' la salita più conosciuta in Friuli.
Tutti gli appassionati di ciclismo della regione l'hanno percorsa almeno una volta.
La sua fama è sicuramente legata alla vicinanza alla pianura, al rifugio Pelizzo che si trova proprio alla fine della salita e al tratto da Montemaggiore alla vetta con i sui interminabili rettilinei completamente assolati. Fino a Montemaggiore la strada è particolarmente bella, dopo il tratto iniziale si supera un piccolo albergo e si inizia a salire quasi sempre nel bosco. Il fondo è ben tenuto, le pendenze, pur notevoli (8 km 10%), sono mitigate da molti tornati. Si entra a Montemaggiore, dove si può prendere una scorciatoia sulla sinistra (un vero muro, uno strappetto al 20% ma di appena 50 mt) oppure attraversare il paese e ricongiungersi con la strada nuova che sale da Cepletischis. Da qui in poi non c'è più respiro, circa quattro Km con lunghi rettilinei che non finiscono mai, la vegetazione arborea è scomparsa e il sole si fa sentire. Alla fine la tenacia viene premiata al rifugio Pelizzo, aperto quasi tutto l'anno, dove si può ristorarsi e godere il magnifico panorama sulle valli del Natisone.
Fonte: http://spazioinwind.libero.it/teledirain/salite/m_matajur_old.htm
Ciclofficine Popolari
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Sono un luogo dove è possibile AUTO-riparare, recuperare, immaginare biciclette, e soprattutto è un luogo dove questa attività è il punto di partenza di un percorso di riflessione sul consumo e sugli stili di vita, sulla mobilità e sui trasporti, sull'intero sistema/mondo, prigioniero della logica capitalistica di potere, petrolio, guerre,inquinamento, impoverimento e sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta. Le Ciclofficine Popolari sono autogestite e senza scopo di lucro e nascono dall'iniziativa di volenterosi ciclisti urbani che hanno fatto dell'uso e della riparazione della bicicletta il mezzo di un diverso stile di vita, basato sulla necessità del recupero e del riciclo dei materiali, sull'efficacia della lentezza,sul rispetto delle diversità e sullo scambio di conoscenze all'interno di strutture orizzontali. La bicicletta è il nostro mezzo, la bandiera di questo impegno quotidiano. La diffusione l'utilizzo di massa delle biciclette può liberare la metropoli dalla dittatura dell'automobile e per questo in una Ciclofficina Popolare si può mantenere efficiente il nostro mezzo di trasporto, attraverso la condivisione di semplici conoscenze meccaniche e e l'uso comune di spazi e di attrezzi, il recupero e il riutilizzo di bici e dei loro componenti altrimenti destinati alle discariche, secondo la logica del consumista del comprare/consumare/buttare/ricomprare. Nelle Ciclofficine Popolari viene dimostrato che con piccoli cambiamenti personali, come l'uso quotidiano della bicicletta, si può mutare la qualità della vita di tutti e rendere più vivibili le nostre città: la bicicletta libera e nostre città dallo smog, dal traffico, dal rumore; è un'attività fisica quindi produce endorfine, che fanno bene al corpo e all'umore, è economica e quindi popolare. L'automobile è un mezzo ormai obsoleto. Entra anche tu in una ciclofficina e vivi la tua veloruzione!
Nella zona Romagna: Ciclofficina Capolinea, via Volta 9 Faenza.
Fonte: www.zoes.it
martedì 28 febbraio 2012
Little Switzerland
Questo video di Rapha Rides mi ricorda immensamente i nostri viaggi.....
Rapha Rides Little Switzerland from RAPHA on Vimeo.
Rapha Rides Little Switzerland from RAPHA on Vimeo.
lunedì 27 febbraio 2012
Vagabondi sempre e comunque
Una fase di passaggio obbligata
nella vita di qualunque ciclo-escursionista è quella in cui si è finito di
esplorare il territorio intorno a casa propria e si inizia a sentire il
richiamo di luoghi differenti e lontani, si prova un desiderio irrefrenabile di
salire in sella alla propria bicicletta e scoprire lentamente il mondo là fuori.
domenica 26 febbraio 2012
Finalmente !!!
Certamente la giornata di sabato è rientrata nelle anomalie meteo stagionali con la sua punta di temperatura massima di 19 gradi, cielo sereno, terso.... l'ideale per noi cicloturisti, che non ci siamo certo fatti sfuggire una occasione così "ghiotta" per ri-salire sulla bicicletta specialissima e rimettere in moto i muscoli arrugginiti. Pertanto il gruppo Ad Maiora si è diretto verso Palazzuolo per salire al Monte Carnevale, ancora imbiancato dalla neve presente: 128 km che in questa stagione sono pesanti da smaltire soprattutto dopo il letargo "stradale" invernale ma che oramai fa parte di quel allenamento consuetudinario che ti permette poi di poter aggiungere gradualmente ulteriori gradi difficoltà nel proseguo dell'anno.
La giornata successiva è stata invece interpretata a piacere tra coloro che hanno preferito "sgambare" in una pedalata a ritmi blandi e rilassatori sul Torranello per poi far rientro a Lugo e altri che hanno allungato il percorso, proseguendo per la sempre incantevole costiera Via dell'Amore e svalicando sul Monte Albano.
Niente male come primo weekend ! ... e attenti al programma del prossimo. Bye
giovedì 23 febbraio 2012
Una vera passione per la FIXED
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| Mozzo fisso contropedale |
Ultimamente mi sono molto appassionato a questo “Scatto Fisso”
e ho incominciato a leggere qua e là per informarmi e approfondirne la
conoscenza, scoprendo con sorpresa un sacco di appassionati. In effetti la parola appassionati è molto appropriata
rispetto a un qualsiasi sostantivo connesso “a colui che usa la bicicletta” perché
è solamente la passione che muove tutte quelle energie protese a scegliere i
particolari e costruirsi il mezzo a due ruote che è al centro della nostra discussione. Comunque la mia curiosità ha radici lontane e identificate
ad un utilizzo in gioventù di una Torpado 28” nera con contropedale (di mio padre) che
purtroppo mi è stata rubata; quindi … mi è ritornata la voglia di ri-farmi una
bicicletta similare e mi sto documentando. Leggendo in un specifico blog
dedicato alla Fissa (www.ciclistica.it) ho intanto appreso che, ruotalibera, contropedale e
fissa sono le tre interpretazioni molto differenti dello stesso concetto, in
cui però giocano predisposizione, indole, abilità e desiderio. Prima di
scegliere una delle tre "scuole" è necessario avere ben presenti
quali sono i pro e i contro di ognuna.
RUOTA LIBERA: i pro sono quelli di guidare una bicicletta
nella concezione più classica e conosciuta di tutte. Questo si trasforma in
facilità di guida (probabilmente è la bici su cui da bambino hai imparato ad
andare), reperibilità dei pezzi di ricambio, possibilità di customizzazione
tecnica (puoi scegliere se farla singlespeed, con il cambio, con le leve da
corsa o da mtb, ecc…). I contro sono una maggiore manutenzione (+ pezzi in
gioco) e una peggiore estetica (questo nel caso in cui ti piacciano piacciono
le biciclette nude e semplici).
CONTROPEDALE: Il giusto compromesso tra estetica e
sfruttabilità: lo stile è quello di una fissa e la ruotalibera non ti fa
rimpiangere la tua vecchia bici. Ma con dei limiti.
FISSA: esteticamente impagabile, meccanicamente
semplicissima: tutto ciò si traduce in una minore manutenzione, ma occorre
abituarsi ad un nuovo concetto di bicicletta ed andatura, che può piacere o
meno “ La ruota gira e i pedali anche…”. A mio avviso, il classico esempio di
"o si ama o si odia".
Poi esistono interessanti varianti come ad esempio il
mozzo flip-flop,un mozzo con la filettature su entrambe i lati in modo da poter
montare 2 pignoni diversi e utilizzare l'uno o l'altro semplicemente smontando
ed invertendo la ruota e in più a seconda del tipo di mozzo si possono montare
2 pignoni fissi, 2 ruote libere o un fisso e una libera. E tante altre varianti….
Fonte: www.ciclistica.it
post morze81
Condividere per risparmiare
Il BIKE SHARING è un mezzo di trasporto
alternativo, non inquinante e che non provoca problemi di
parcheggio .’ un sistema innovativo di noleggio gratuito di biciclette che
consente di spostarsi da un punto all'altro con la bicicletta, in modo agevole
e favorendo l'integrazione con i differenti mezzi di trasporto. Per gli
spostamenti sulle piccole e medie distanze nell’ambito cittadino, il Bike
Sharing è una concreta alternativa all’utilizzo dell’automobile, con
conseguenze positive in termini di traffico e ambiente. La massima parte degli
spostamenti in città, infatti, avviene in un raggio di pochi km, per i quali la
bici è il mezzo ideale di spostamento, perché il più conveniente in termini di velocità
di spostamento, impatto ambientale, energia globalmente spesa. By Bike
risponde alle esigenze dei Comuni che vogliono essere all’avanguardia nel
settore della mobilità sostenibile e che vogliano accostarsi alla novità del
bike sharing al fine di promuovere l’uso della bicicletta in città. Il sistema
comprende, oltre alla fornitura di biciclette, un’adeguata campagna di
comunicazione. Il sistema di prelievo delle bici è meccanizzato, con l’utilizzo
di una chiave codificata e non duplicabile. By Bike permette l’utilizzo della
bicicletta in ogni città che adotta lo stesso sistema con la stessa chiave. Una
buona idea di civiltà!.
Fonte: www.bybikesharing.it/
mercoledì 22 febbraio 2012
A pensarci bene....
"L'uomo.. Per trasportare un grammo del proprio peso
per un chilometro in dieci minuti, consuma 0.75 calorie.. è una macchina
termodinamica più efficiente di qualunque veicolo a motore.. L'uomo in
bicicletta può andare tre o quattro volte più svelto del pedone, consumando
però un quinto dell'energia".
IVAN ILLICH "ENERGIE ET ÉQUITÉ" Le Monde 1975
Salvataggio in extremis
La scorso mese il
Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza
dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000
adesioni in soli 5 giorni).In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e
di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275
ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in
Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle
del Regno Unito. Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni
altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo
ed è per questo motivo chiediamo che anche in Italia vengano adottati
gli 8 punti del manifesto del Times che potrete trovare a questo
link:
Un "nobile" olio
"A BRISIGHELLA LI ULIVI DANNO FRUTTI SEMPRE COSI'
PERFETTI CHE NE STILLA DA ESSI UN OLIO FINISSIMO...." Lo scriveva Antonio
Metelli, storico dell'800, nelle sue cronache. Molto prima, nel 1594, Andrea
Giovanni Callegari, Vescovo di Bertinoro, riferendosi alla Valle del Lamone, in
una lettera inviata a Mercuriali, medico del Granduca di Toscana, affermava
che: "L'aria, l'acqua, li vini e l'olio e i frutti sono cosi' buoni e
saporiti che non hanno invidia a qualsiasi altra regione". Se si retrocede
ancora alla ricerca di riferimenti, a testimonianza di quanto sia radicata la coltivazione
dell'ulivo nella valle del Lamone, arriviamo addirittura al II secolo d.C.
Risale, infatti, a questo periodo il rudimentale frantoio familiare per olive
rinvenuto negli scavi di Pieve del Tho'. Dalla storia antica a quella recente.
La millenaria coltivazione dell'olivo a Brisighella, sui bei poggi esposti e
protetti dai venti freddi fanno di questa zona, posta ai limiti dell'aerale
della coltivazione dell'olivo sul versante Adriatico, un unicum estremamente
interessante. La varietà predominante coltivata é la "Nostrana di
Brisighella". Gli oliveti, in predominanza a coltura promiscua, coprono
una superficie di circa
Fonte: www.brisighello.net
Il Piatto Verde
"Il Piatto Verde" è l'imperdibile rassegna gastronomica
che avrà luogo a Riolo Terme dal
12 al 16 marzo. Si tratta della XX edizione e per l'occasione sono
state chiamate all'appello ben due stelle Michelin: Philippe Léveillé e
Gianni D’Amato.
martedì 21 febbraio 2012
Passo Pennes
Partenza: Vipiteno
Quota massima: Passo 2211 mt
Sviluppo: 14.5 km
Dislivello: 1.263 mt
Pendenza media: 8,7 %
Periodo consigliato: da maggio a settembre
Quota massima: Passo 2211 mt
Sviluppo: 14.5 km
Dislivello: 1.263 mt
Pendenza media: 8,7 %
Periodo consigliato: da maggio a settembre
La scalata del Passo Pennes dal lato vipitenese rappresenta un itinerario ciclistico di difficoltà medio-alta, con pochi respiri, in cui gli strappi più decisi si condensano nei primi Partendo da Pruno (frazione di Campo di Trens), la prima salita si attesta subito sul 7% ma, già nel 2° Km, supera il 14% per scavalcare lo zoccolo montano anticamente modellato dal ghiacciaio della Val d'isarco, ora addomesticato da un continuo susseguirsi di radure e lembi di foresta. Al Km 2,3 la strada volge a S per superare un profondo canalone che scende verso la Val d'Isarco e per un brevissimo tratto è possibile usare rapporti più duri (4%), ma il canalone, la cui vegetazione testimonia la severità delle valanghe che vi si abbattono in inverno, chiede subito un tributo con una rampa che supera il 15%. Si attraversa un lungo tratto di foresta fino al Km 5,2 (9,7%) dove improvvisamente la selva lascia spazio a vasti prati sospesi sulla valle che scende verso Novale Basso.
Al Km 5,6 si raggiunge un tornante marcato in corrispondenza dell'abitato di Dosso (lunedì 20 febbraio 2012
Quando si dice... bella!
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| Foto: www.biascagne-cicli.it |
La bici a ruota fissa è la sublimazione del ciclista: nessun rapporto e niente cambio, ma solamente scatto fisso, pignone fisso. Ha un solo rapporto possibile e nessun meccanismo di "ruota libera", per cui se girano le ruote, girano anche i pedali e con essi le gambe di chi monta in sella. Molto di più di un mezzo di trasporto, la "fissa" incarna una filosofia "no frills" (senza fronzoli), condivisa dalla maggior parte dei suoi cultori: al bando tutto ciò che non è strettamente necessario. I padri spirituali sono i bike messengers di Londra, New York e San Francisco (adesso attivi anche a Milano), corrieri su due ruote che sfrecciano nel traffico e che hanno importato nelle vie urbane una dimensione ciclistica che apparteneva esclusivamente alla pista: la ruota fissa. Ora è moda… concentrata soprattutto nelle città e tra i giovani “undergroung”, e in Italia diventa anche tendenziale per chi vuol farsi notare e far notare un mezzo a due ruote particolare e splendido; e allora questo restyling diventa una ossessionante ricerca di Vintage ciclistico con pezzi e particolari unici che rendono unico il prodotto a due ruote. Sapete cos’è un mozzo con freno a contropedale oppure che ne sapete di una ruota che si può invertire disponendo di differenti e contrapposti pignoni a scatto fisso oppure vi siete mai fermati ad ammirare una sella Brooks dal fiammante cuoio? Noooo… allora è il momento di informarsi!
domenica 19 febbraio 2012
Presentazione programmi 2012
Per chi ancora nutrisse dei dubbi sullo
"status" di Ad
Maiora Bike , è bene chiarire che NON è una società
cicloturistica, ma soltanto un movimento che promuove l'azione escursionistica
praticata in bicicletta in tutte le sue varianti: una grande risorsa e un utile
contenitore di idee a disposizione di tutti coloro che apprezzano questo sport
inteso come passatempo e come fenomeno turistico.
Da circa 11 anni abbiamo pedalato a spasso per
l'Europa alpina e pirenaica con il solo obiettivo di divertirci e condividere
delle giornate uniche e indimenticabili sulla nostra "specialissima",
ed è per questo che siamo nuovamente ad invitarvi all'appuntamento annuale di
presentazione dei programmi escursionistici 2012.
Venerdì 9 marzo alle ore 21, presso la Sala Conferenze
-Banca di Romagna - Via Manfredi 10 Lugo, avremo modo di incontrarci per
parlare esclusivamente di cicloturismo: ci sono ancora tantissimi "angoli
di paradiso" da scoprire....
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