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domenica 13 giugno 2010

TRE PASSI MUGELLANI

"Se l'Italia è il giardino d'Europa, la Toscana è il giardino d'Italia" osservava il Goldoni nelle sue Memorie, ammaliato dall'incanto del territorio toscano.... e se domenica scorsa, nel Chianti, ne abbiamo potuto gustare una sua tipica rapprentazione paesaggistica pedalando tra ulivi e cipressi, oggi nel Mugello abbiamo assaporato una differente veste, più rude, meno romantica ma incredibilmente vera.
Partire all'alba (ore 7,15) da Acquadalto e affrontare damblè la mitica Sambuca è, senza alcun dubbio, un lento, piacevole, risveglio ciclistico... i muscoli sono ancora intorpiditi, le chiacchere sono più rarefatte, donandoci un punto d'osservazione differente e più attento del  paesaggio circostante.... oggi limpido alla vista che può spaziare in lontananza.
Il meteo ci ha allertato di una probabile nuvolosità con scrosci imprevisti a macchia di leopardo e la corona di nubi che avvolge il Passo ci mette un pò di apprensione: ci siamo cautelati portandoci appresso il giubbotto antiacqua ma comunque non ci vogliamo pensare per il momento o meglio affrontiamo la giornata al grido di "armatevi e partite".... si vedrà strada facendo.
E infatti dal valico fino al Passo della Colla una coltre di nubi basse ci ha fatto tremare, non dal freddo (stranamente neanche nella buca), ma dal timore che potesse scrosciare da un momento all'altro: niente di tutto questo! e già dai primi km di discesa la giornata è ritornata ad essere serena ed ideale.
A Ronta abbiamo svoltato per quella incredibile, deliziosa variante che porta a Luco del Mugello e poi a Scarperia, conosciuta dal popolo dei pedalatori per la sua "pettata" come direbbero i toscani... per il suo micidiale strappo al 20% quando la percorri nel senso inverso: una stretta carreggiata tra ulivi e casolari, un andirivieni di discese e successivi rilanci.
A Scarperia, una visita al centro storico (grazie Achille!) e la sua Piazza, dove vi troneggia il palazzo dei Vicari dalla facciata impreziosita dagli stemmi e oggi curiosamente piena di bancarelle di un originale Fiera del Coltello.
Ci attende ora il Giogo, una salita quasi identica alla precedente in lunghezza e pendenza, il cui panorama è quello tipico dei valichi Tosco Romagnoli, dominati da boschi di faggio, castagni e querce, a volte interrotti da vaste rocce superficiali. Bella, non c'è che dire e soprattutto fortemente ombreggiata.
Sulla vetta è d'obbligo il mitico panino al prosciutto toscano, vanto del Rifugio e meta obbligata di ogni sano cicloturista viandante e dei tanti-troppi motociclisti in transito.
Lunga la discesa fino a Firenzuola, ma il fondo stradale è buono e non stanca: accompagnamo la pedalata fino Coniale osservando dall'alto la moltitudine di bagnanti domenicali sulle rive del fiume Santerno, e poi di nuovo su per la terza ascesa del Paretaio che si inerpica fino ai 900 mt di altitudine del Monte Faggiola. Prima di giungere a Tirli la salita ti fa un po impazzire per la sua pendenza ma poi si stende e rende più dolce la fatica di questi ultimi chilometri ora mai sotto ad un sole di mezzodì che ora si fa sentire.
Alla fontana di Palazzuolo ci ritroviamo.... è il punto d'arrivo degli otto "Caballeros", dove i ringraziamenti reciproci per aver trascorso insieme una simpatica pedalata, regalano quel tocco in più a questa domenica firmata Ad Maiora.

13 giugno / 86 km percorsi / 2.180 mt dislivello / Tempo di percorrenza 5.30 ore
Temperatura rilevata a Passo Sambuca 18°. Salite: Sambuca, Giogo, Paretaio.
Partecipanti n°8

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