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giovedì 17 novembre 2011

Il "duemila" Sloveno

Se volete scoprire una salita Hors “panoramica” e poco affollata ecco a voi la Forcella del Mangart: l’unico “duemila” sloveno con accesso possibile solo dal versante sloveno mediante una strada asfaltata, a pedaggio per i veicoli motorizzati. Il punto di partenza dell’ascesa è situato ad un bivio (segnalato) per il Mangart, sulla direttrice che dal Passo del Predil porta verso l’abitato di Log Pod Mangartom  e che prosegue in direzione Bovec nella Soca-Valley.
Da questo punto si sviluppa una incredibile strada tipicamente alpina scavata nella roccia con 4 corte gallerie più una quinta molto buia, con una carreggiata molto stretta  e una  pendenza media dell'8.6% con molti tratti sempre sopra al 10% , che in poco piu' di 11 km, porta a superare un dislivello di 950 m fino a quota 2055 circa. Nel primo tratto la strada risale il torrente seguendo la linea di massima pendenza, salvo un breve intermezzo nel bosco, oltre il quale occorre superare un duro rettilineo al 15%; seguono 3 chilometri circa con  incantevoli passaggi all’interno di boschi di faggio che poi fanno posto alla nuda roccia.
Ora la strada si apre alla visuale con ripidi tornanti alternati a tunnel scavati nella roccia, la vista va sempre più allargandosi sulla Valle di Riofreddo, cinta a meridione dal gruppo del Canin ed a settentrione dalla cresta del Montasio.
La strada priva di protezioni laterali giunge sino al rifugio situato sotto la sella. Poco oltre inizia un percorso asfaltato ad anello a senso unico di percorribilità che raggiunge l’altitudine di 2055.

Una volta in cima ed ammirato da un lato l'imponente mole del Mangart  e dall’altro un panorama grandioso che dall’alto si staglia sui laghi di Fusine, con la bici non si puo' fare altro che tornare sui propri passi e ridiscendere fino al bivio per Bovec.
(percorsa il 05/08/2011)

mercoledì 16 novembre 2011

Scala di difficoltà dei percorsi MTB

Al fine di uniformare le indicazioni relative ai percorsi e fornire maggiori dettagli i praticanti MTB, il Club Alpino Italiano sezione Cicloescursionismo, ha approvato la seguente scala di difficoltà:


Per descrivere l'aspetto di impegno fisico:

dislivello in m.
lunghezza in km
.
per descrivere l'aspetto di impegno tecnico:

sigla/sigla
 

Per descrivere l'aspetto tecnico, si definiscono le seguenti sigle:

TC - MC - BC - OC - EC

si deve indicare una sigla per la salita e una per la discesa, separate da una barra (/)

Definizione delle sigle per la descrizione della difficoltà tecnica il criterio per individuare una sigla è il tipo di fondo prevalente, secondo la seguente didascalia:

TC
(turistico) percorso su strade sterrate dal fondo compatto e scorrevole, di tipo carrozzabile
MC
(per cicloescursionisti di media capacità tecnica) percorso su sterrate con fondo poco sconnesso o poco irregolare (tratturi, carrarecce…) o su sentieri con fondo compatto e scorrevole
BC
(per cicloescursionisti di buone capacità tecniche) percorso su sterrate molto sconnesse o su mulattiere e sentieri dal fondo piuttosto sconnesso ma abbastanza scorrevole oppure compatto ma irregolare, con qualche ostacolo naturale (per es. gradini di roccia o radici)
OC
(per cicloescursionisti di ottime capacità tecniche) come sopra ma su sentieri dal fondo molto sconnesso e/o molto irregolare, con presenza significativa di ostacoli

EC
(massimo livello per il cicloescursionista... estremo!) percorso su sentieri molto irregolari, caratterizzati da gradoni e ostacoli in continua successione, che richiedono tecniche di tipo trialistico

Esempio:
Colle della Battagliola (2285 m)
Dislivello: 1000 m;
Lunghezza: 22 km;
Difficoltà tecnica: MC/BC+
 

Fontanelice "the best"

E' indubbiamente vero che in questo blog siamo particolarmente critici e attenti ad ogni sfaccettatura di mala-organizzazione ma il tutto è proteso ad evidenziare punti deboli delle manifestazioni alle quali partecipiamo e con la finalità di dare spunti per poterle correggere nelle edizioni future. E proprio a conferma di ciò, in merito all'appuntamento MTB che si è svolto lo scorso weekend a Fontanelice, non possiamo che tessere lodi: bravi e attenti gli organizzatori a mappare un percorso incredibilmente piacevole, panoramico e alla portata di molti (con un grado basso di difficoltà tecnica) che hanno potuto optare su i due percorsi di 29 e 20 km. Da segnalare la bellisam discesa dalla Bordona.
Ottimo il ristoro di metà percorso e ben posizionato e altrettanti complimenti per il pasta-party conclusivo.... a suo di garganelli al ragù e buon sangiovese. Al prossimo anno!

lunedì 14 novembre 2011

Quali scarpe scegliere?

In inverno mantenere al caldo i nostri piedi mentre si pedala è un bel problema e in MTB lo è ancora di più in quanto i tradizionali copriscarpe non sono la soluzione più idonea in presenza di fango, pozze d'acqua e terreno argilloso mollo: si inzuppano e il piede si bagna!. Ripeto, in MTB il problema è sentito maggiormente rispetto alla "strada" in quanto è frequente il piede a terra o percorrere a piedi con bici al seguito, lunghi tratti impraticabili o extreme; pertanto a risoluzione l'industria ci viene incontro proponendo scarponcini invernali imbottiti. Mi piace molto questa proposta della Northwave modello Gran Canyon 2 con membrana Goretex impermeabile e traspirante. Materiale esterno: poliuretano resistente, all'interno vi è un'imbottitura invernale. Plantare GTX ergonomico. Allacciatura rapida e cinturino con fascia velcrata e grazie alle suola Vibram Allmountain profilata, le scarpe sono adatte anche alla camminata ed ai pedali MTB (SPD) anche senza l'innesto rapido. Insomma una scarpa per tutti gli usi che ci consente di pedalare anche con temperature rigide... soffrendo meno!

domenica 13 novembre 2011

In ricordo di un amico

Poesia di Emilio Tasca
Mille colori
volano,
s'inseguono
sull'asfalto
iridandolo.
Ed insieme
alla strada
sale la fatica.
Il dolore attanaglia i muscoli,
annebbia la vista,
espande il cuore.
In piedi,
sui pedali,
lo sguardo in alto
a cercare la fine della salita.
Spingi
al ritmo del tuo cuore
quella bici
che sembra
non voler salire.
E in quel momento
lui,
ti passa vicino,
ti guarda,
si gira,
ti sorride,
ti incita,
ti sprona
e se ne va.
Veloce
s'invola.
Così veloce,
così in alto,
che non potranno
mai più raggiungerlo.
Adesso
quel cielo azzurro
oltre il traguardo
lo accoglie.


venerdì 11 novembre 2011

Valle dei Mocheni

Pergine Valsugana, attivo borgo rinascimentale di interesse storico, che si trova a pochi chilometri da Trento. È capoluogo dell’alta Valsugana e ormai popolosa cittadina con un’ampia offerta commerciale e di tipicità. Dominata dalle antiche torri del castello medievale, Pergine è anche un ottimo punto di partenza per gite nei dintorni e per molte attività sportive, dal golf al dragon boat (antica imbarcazione cinese entrata nella pratica sportiva locale). Un insieme che appassiona i visitatori di cultura, natura, sport, spettacolo . Scorci suggestivi accolgono in centro, come la Via Maier, una tra le più belle contrade rinascimentali, ricca di testimonianze artistiche, dalle case patrizie alle antiche chiese. Intorno alla cittadina le colline, le coltivazioni dei piccoli frutti e i laghi: Pudro, Madrano e Canzolino, e i più grandi Caldonazzo e Levico. Soltanto pochi chilometri separano Pergine Valsugana dalla originale Valle dei Mocheni, isola etnica e luogo di antiche tradizioni tutte da scoprire all’interno di un impervio e fiabesco scenario naturale. Dalla periferia di Pergine in pochi chilometri si raggiungono Canezza ed un bivio dal quale si deve imboccare la strada provinciale nr. 8, sul versante orografico destro della Valle dei Mocheni. L’ascesa si presenta impegnativa fin dai primi tratti, con pendenze regolari ma accentuate, ampi tratti lungo i quali c’è poco respiro. Nell’ultimo tratto, poco prima dell’abitato di Sant’Orsola (bivio a sinistra) per Passo Redebus, la salita è davvero severa.
Un valico in mezzo ai boschi, sulle pendici della catena dei Lagorai, collegamento fra la Valle abitata dalla minoranza etnica dei Mocheni e quella di Pinè. Un importante ritrovamento archeologico ha consentito lo studio delle abitudini delle popolazioni di nomadi-cacciatori dell’era mesolitica che qui avevano installato un accampamento. La zona venne frequentata nei secoli scorsi anche dai “canopi” i minatori che cavavano l’argento da queste montagne. A Palù del Fersina, pochi chilometri dal Passo, è interessante una visita all’Istituto Culturale Mocheno Cimbro dedicato alla cultura, alle tradizioni ed all’identità di questa popolazione minoranza etnica delle Alpi.
Partenza: Pergine Valsugana (480m) / Arrivo: Passo Redebus (1453m)
Sviluppo totale: 16,1 Km  / P. Media: 6%

Dedicato a....

La Cima Fauniera – valico alpino situato nelle Alpi Cozie in Piemonte – si chiamerà Colle Pantani. La decisione è stata presa dal Consiglio Comunale di Castelmagno che comunicherà all'Istituto Geografico Militare la variazione del nome.
Presto potremo così leggere su tutte le cartine il nome di Pantani, che ha legato il suo nome a questa durissima salita nel 1999 quando il Giro d’Italia transito per la prima volta su questo colle. Pantani in quell’occasione scattò sulle sue rampe e transitò per primo sul valico: a testimonianza di ciò è stato realizzato un busto in marmo nero dedicato al ciclista e ora il grande riconoscimento – unico nel suo genere nella storia e nella leggenda del ciclismo.

mercoledì 9 novembre 2011

Domenica 13 novembre

Il prossimo appuntamento settimanale del Challenger UISP è quello organizzato dalla società locale Ciclistica Fontanelice: una Medio Fondo escursionistica non competitiva di mountain-bike su tracciato di 29 km con 1150 mt di dislivello (percorso corto 23 km); con ristoro previsto a 17 km dalla partenza e pasta party conclusivo. 




RITROVO: Bar Briko Lugo ore 7,45
PARTENZA: ore 8,45 presso la nuova Bocciofila di Fontanelice
ISCRIZIONI:  dalle ore 7.30 alle ore 9.30, 
QUOTA ISCRIZIONE: euro 4,00

Tour for Kids 2012

Dopo la prima grande avventura dell´estate scorso, anche nel 2012 si ripeterà il Tour for Kids, l´evento ciclistico di beneficenza NON COMPETITIVO a favore dei " Drachenkinder" (bambini "DRAGO" con malattie incurabili) e noi li sosterremo: asssieme ai nostri partner e sponsor raccoglieremo denari per giovani meno fortunati. Si tratta qui di un´evento NON STOP per ciclisti (su strada) ben allenati che amano le distanze lunghe. Seguito da numerosi media, il gruppo partirà all´alba di sabato 11 agosto da Bolzano (Alto Adige) per giungere nella stessa giornata e dopo ca 380 km in Germania, esattamente a Ravensburg, situato a nord del lago di Costanza (Bodensee). Il percorso pasererà l´Alto Adige e la Val d´Isarco prima di arrivare al valico del Brennero, dopodichè si entra in Austria in direzione Innsbruck; dopo Landeck si supera il passo dell´Arlberg e si và verso Bregenz, sullo splendido lago di Costanza; a Lindau si entra in Germania e da lí manca poco fino a Ravensburg. Grande highlight sarà l´arrivo del Tour for Kids 2012 nellla piazza principale, la Marienplatz, dove ci sarà una grande festa con musica realizzata da Radio 7 ("Sun and Fun Tour 2012"), un´emittente locale.
Cos´è il Tour for Kids 2012 ?

• è un Charity-Event a favore dei "Radio 7 Drachenkinder"
• si terrà sabato 11 agosto 2012
• cicilsti pedaleranno non-stop da Bozen (ITA) a Ravensburg (GER)
• Distanza: ca. 380 km, ca. 3.200 metri di dislivello, durata evento ca. 15 ore
Fonte; http://www.bikeandmore.it/


Un giardino "nascosto"

Nel cuore di Tredozio, paese di frontiera, in bilico tra Romagna e Toscana che vive ancora di quella sua natura appartata, lontana dalle frenesie contemporanee, in un panorama di boschi e strade tortuose si trova Palazzo Fantini. Signorile e defilato, opulento e modesto, sospeso tra i ritmi di una passata civiltà contadina e il privilegio di un'erudita agiatezza. Palazzo Fantini raccoglie la storia di un'unica famiglia che lo abita da quasi tre secoli. L'elegante ma severissima facciata settecentesca nulla lascia presagire dell'accogliente segretezza del giardino. Dalla strada nessun indizio; dopo il portale a volta la prima corte accoglie con un gioco di bossi intagliati, salvia splendens e una vasca con piante acquatiche. D'intorno gli ingressi privati e una serie di edifici un tempo pertinenze agricole. Poi la sorpresa, un giardino all'italiana sopraelevato rispetto al piano della casa e accessibile solo da una gradinata lungo un'ampia muratura di sostegno. Esso si compone di vari settori che si adagiano sulla collina ed in salita. Progettato nell'800 riprende i temi classici dell'epoca: i vialetti segreti, la fontana con le ninfee, le geometrie precise delle siepi, i bossi topiati, le aiuole di rose antiche con stachis lanata e bordure di fiori “fuori moda” come dalie e begonie, iris e lantane.
Il giardino roccioso: più in alto, il parco di alberi secolari come cedri del Libano, lecci, ippocastani acacie, tigli, querce e sottostanti prati con fiori spontanei, quali margherite, viole, primule e ciclamini. Questa parte va misteriosamente a perdersi nel giardino roccioso con scalinate e muri secondo uno stile ottocentesco e romantico, con vialetti riservati.
Le erbe aromatiche: Di recente progettazione e realizzazione è invece l'angolo dedicato alle erbe aromatiche. Un'aiuola nuova a forma trapezoidale che non era nella originaria struttura del giardino, con bordure di bosso per raccogliere erbe aromatiche locali quali la vinca,la nepeta, il camedrio, la menta variegata, il timo, l'alloro, il dragoncello, la ruta, la santoreggia, il rafano, l'achillea etc...
Il verde cupo dei bossi fronteggia il rosso e giallo dipinti a strisce sul muro interno. Nella tradizione locale infatti gli edifici agricoli venivano dipinti con il tipico motivo a bande bicolori. L'allegra limonaia fa da cornice all'aiuola centrale.
Visite su appuntamento al giardino e al museo della civiltà contadina da Aprile a Settembre.
Fonte: www.palazzofantini.net

martedì 8 novembre 2011

E noi cosa facciamo?

La vergogna corre sul video: l’alluvione dei giorni scorsi ha provocato una vera e propria esondazione di rifiuti di plastica lungo il lagno Rosario nei pressi di Nola suscitando sdegno in tutta l’opinione pubblica mondiale. Ma i rimpalli di responsabilità e le vere ragioni di questa “catastrofe” sono da ricercarsi soltanto nella mancanza del senso civico, della educazione e nel rispetto degli altri. Pensate quanto poco basterebbe per risolvere questo attuale problema dei rifiuti, adottando quella unica soluzione disponibile che è quella della raccolta differenziata e responsabile da parte di ogni cittadino. Tra le ragioni che spingono a fare la raccolta differenziata della plastica si può, senz'altro, annoverare la sua lenta degradabilità. I contenitori in polietilene o in cloruro di polivinile abbandonati nell'ambiente impiegano dai 100 ai 1000 anni per essere degradati, mentre per oggetti apparentemente più inconsistenti, come le carte telefoniche ed i sacchetti, il tempo necessario è almeno 1000 anni. E noi cosa facciamo per adottare nella nostra quotidianità uno stile di vita maggiormente ECO?
Visto che trattiamo di cicloturismo... in questa piccolissima "finestra" quale è questo Blog, come possiamo contribuire per essere ECO-coerenti anche quando pedaliamo:
1) Non lasciate lungo la carreggiata o nei fossi adiacenti, le camere d'aria sostituite/forate e le relative ricariche d'aria usate per il gonfiaggio delle stesse.
2) Non gettare "al vento" le confezioni delle barrette energetiche o gli stick degli integratori dolcificanti: basta riporle nelle proprie tasche e poi giunti a casa, immetterle nel contenitori dei rifiuti.
3) Avere rispetto del territorio che tanto adoriamo.

Fossa, Tartufo e Cerere

Mondaino, terra di confine tra Romagna e Marche, nella terza e quarta domenica di novembre, torna a presentarsi come il “paese dei ghiottoni”; al centro di due giorni di eventi volti alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale e dei prodotti agro-silvo-pastorali del territorio, si tiene la mostra mercato del tartufo bianco pregiato delle colline riminesi e la Festa della sfossatura del formaggio di fossa.Musica da palato è una manifestazione in cui a farla da padroni è il gusto di vivere da ghiottoni, termine inteso non solo in senso strettamente gastronomico, ma anche come propensione al rispettoso consumo di tutte le cose buone della vita. Domenica 20 è la giornata dedicata al prezioso Tuber Magnatum, mentre domenica 27 a vestire i panni del protagonista, è il formaggio di fossa con la festa della sfossatura. Contemporaneamente si svolge la mostra mercato dei prodotti tipici locali secondo la logica del km-zero: olio extra vergine di oliva, mieli dorati, salumi, farine e vini provenienti dalle produzioni locali. Altra ospite delle vie del paese è la mostra mercato dei prodotti dell’artigianato artistico, mentre nella piazza centrale e nella piazzole minori si tengono concerti e spettacoli della tradizione e della contemporaneità, saggiamente distribuiti per offrire divertimento agli intervenuti, sia ai grandi che ai piccini; non mancano momenti di riflessione e approfondimento legati ai prodotti tipici e alla loro valorizzazione con convegni e seminari a tema. Infine le Osterie offrono menù particolarmente gustosi che, non solo avranno come primi attori tartufo e formaggio di fossa, ma andranno ad utilizzare i prodotti del territorio, quindi un consumo a km zero.

lunedì 7 novembre 2011

Val d'Arc













Col de l'Iseran
_________________________
Distanza: 32,9 km
Dislivello: 1.371 mt
Pendenza media: 4,2% 

L'altissimo valico alpino collega la valle dell'Isère con quella dell'Arc, affluente dello stesso Isère, attraverso un fantastico scenario di grandi cime montuose e superbi ghiacciai, all'interno del Parco nazionale della Vanoise. Il passo era già frequentato nei secoli scorsi per i traffici locali, ma la strada è stata inaugurata solo il 10 luglio 1937.
Al momento della sua apertura ha sottratto lo scettro di passo più alto d'Europa al Passo dello Stelvio, prima di essere a sua volta detronizzato nel 1964 dal connazionale Col de la Bonette (2802m). La strada è interamente asfaltata, anche se il fondo della carreggiata risulta abbastanza rovinato nella parte più elevata, soggetta ad innevamento per molti mesi all'anno; le pendenze non sono mai estremamente ripide, ma la lunghezza del percorso con il consistente dislivello e le difficoltà climatiche legate alla quota rendono molto duro l'impegno per il ciclista; su entrambi i versanti la salita è divisa in due tratti separati da una fase centrale in falsopiano. Considernado l’ascesa dal versante meridionale il percorso prende l'avvio a Lanslebourg-Mont-Cenis (1399m), dove comincia anche la strada per il Colle del Moncenisio (2084m); si sale dolcemente a Lanslevillard (1479m) e con severa pendenza alla cappella della Magdeleine (1750m), affrontando successivamente un tratto di discesa ed il lungo pianoro che conduce a Bessans (1720m), stazione turistica che conserva l'antica tradizione del legno intagliato; la vecchia strada attraversa il paese mentre il tracciato moderno percorre la scorrevole circonvallazione. Si procede senza difficoltà fino a Bonneval-sur-Arc (1819m), base per numerose escursioni, dove si abbandona il fondovalle ed il fiume Arc che nasce dal ghiacciaio ai piedi della Levanna, sul confine con l'Italia.
Si affronta la dura salita finale che supera con ampi tornanti la parete montuosa che chiude la valle verso nord; dopo aver attraversato lo stretto passaggio delle Gorges de la Lenta si toccano le isolate località di Lenta e Pied-Montet (2270m); dopo un tornante a quota 2360m ed una breve galleria si attraversa il torrente Lenta al Pont de la Neige (2503m) e si percorre in costa con forte pendenza tutta la parete sotto la Pointe des Lessières (3041m); dopo un ulteriore tornante si affronta l'ultimo ripido tratto fino al passo posto a quota 2770 mt.
Fonte: www.massimoperlabici.eu
Foto: Emiliano De Angeli

domenica 6 novembre 2011

Cent'anni e non li dimostra.

Proprio cento anni fa, il Col de Galibier ha fatto la sua prima apparizione nel Tour de France, quindi quest’anno ricade l’anniversario che è stato celebrato con l’ascesa e l’arrivo posto sulla cima di questa storica salita. Il nome Col du Galibier deriva da Le Grand Galibier la cima montuosa che con i suoi 3.228 mt sovrasta il passo; una salita inserita ben 57 volte nelle edizioni del Tour e è considerata una delle più difficoltose sia per l’altitudine di 2.645 mt, la lunghezza e la pendenza.
La strada che porta al Passo, fu costruita per scopi militari nel 1879 con il nome “ Strada delle Grandi Comunicazioni n° 14” e per semplificarne l’attraversamento fu anche costruito un tunnel di circa 90 mt sotto la sommità. Il Col du Galibier è spartiacque tra la regione della Savoia (lato nord) e le Haute Alpes (lato sud).
L’ascesa completa del versante nord (quello storico e più caratterizzante) comincia a Saint Michel de Maurienne (quota 710), nell’omonima valle, e include il Col du Télégraphe. Misura
 in tutto 35 chilometri, compresa la discesa, poco meno di 5 chilometri, che dalla cima del Télégraphe porta fino a Valloire, da dove la strada riprende a salire verso il passo del Galibier. L’intera ascesa è assai impegnativa: molto lunga e dura (soprattutto negli ultimi chilometri), supera un dislivello complessivo di oltre 2000 metri, per concludersi a quota 2645. Il Col du Télégraphe già di per sé costituisce una salita di tutto rispetto; pur non essendo mai proibitiva richiede una certa cautela nell’affrontarla. Oltre alla lunghezza ragguardevole (sono poco meno di 12 chilometri) presenta una pendenza media già impegnativa, superiore al 7%; ma è soprattutto l’abbinamento con il Galibier a renderla più

venerdì 4 novembre 2011

Gole del saggitario

Le Gole del Sagittario, spettacolare e suggestivo canyon scavato dalla millenaria erosione delle impetuose acque del fiume omonimo (oggi captate da una centrale idroelettrica), rappresentano una delle aree naturalistiche più importanti d'Europa. La Riserva Naturale Regionale delle Gole del Sagittario (Oasi WWF dal 1991) si trova nel comune di Anversa degli Abruzzi - piccolo centro in provincia dell'Aquila inserito nel Club de "I Borghi più belli d'Italia" -, ad una altitudine tra i 500 e i 1.500 m..  L'area protetta, situata ai margini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a pochissimi chilometri dalla celebre località turistica di Scanno, anch'essa annoverata tra "I Borghi più belli d'Italia", presenta una flora ricca e diversificata (salici, luppolo, pioppi, rari esemplari di rovere, faggi secolari, fiordaliso del Sagittario, etc.) e una fauna che comprende tutti i principali mammiferi del Parco Nazionale d'Abruzzo, ad eccezione del Camoscio. Sono abitanti di queste Gole, infatti, l'Orso Bruno Marsicano, il Lupo Appenninico, il Cervo, la Lince, il Capriolo e numerose specie di uccelli tra cui l'Aquila Reale, il Falco Pellegrino e il Picchio, simbolo della Riserva. A ridosso del lago artificiale di S. Domenico, in territorio di Villalago (altro meraviglioso borgo di questo incantevole angolo d'Abruzzo inserito anch'esso tra "I Borghi più belli d'Italia"), si trova il suggestivo Eremo di S. Domenico.

Utili da sapere ( ...e applicare)

Le abitazioni producono il 27% delle emissioni di gas serra nazionali. Ecco qualche accorgimento per evitare onerosi sprechi. Il comfort in inverno si considera ottimale a 22°, con una umidità relativa del 45%. Durante la notte invece 18° C.
Evitiamo di far raffreddare troppo la casa altrimenti l'impennata d'energia pewr riscaldarla nuovamente annullerà i risparmi. se ci assenta per pochi giorni, regolare il termostato a 12°. Non sbarrare la strada al caldo: divani e tende davanti i termosifoni ostacolano la diffusione del calore. Di notte, tenere chiuse le tende, persiane e tapparelle evita grandi perdite. La mattina aerare la casa in modo intelligente affinchè le pareti non abbiano il tempo di raffreddarsi. Si potrebbe applicare dietro i caloriferi un pannello adesivo termoriflettente, acquistabile nei centri di bricolage, per non disperdere il calore sulle pareti e irradiarlo verso l'interno. Con il riscaldamento condominiale, per regolare la temperatura di ogni stanza si può installare nel calorifero una valvola termostatica.
La Caldaia: la revisione annuale obbligatoria non è solo un costo. Pulizia dei tubi e regolazioni del bruciatore concorrono ad aumentare i rendimenti. In caso di sostituzione consideriamo i modelli a condensazione: recuparano il calore dei fumi di combustione permettendo notevoli risparmi.
Fonte : Corriere della sera.

giovedì 3 novembre 2011

Era ora!


Ci siamo quasi… ecco un primo telaio in fibra di carbonio, corsa – strada (anche se diretto alla gamma del ciclocross) equipaggiato da freni a disco anteriori posteriori. Si tratta del prototipo Cannondale SuperX con Avid BB7, con un disco da 135 mm. Peso ed ingombro oggi non sono più un problema e quindi viste le maggiori performance di frenata offerte dalla tecnologia a frenata su disco, crediamo che il passo sia breve....

Un weekend "difficile"

L'appuntamento prossimo  in MTB - programmato per domenica 06/11 - subisce variazione a causa delle pessime condizioni meteo previste: pesante instabilità e piogge copiose nel giornate precedenti di venerdì e sabato. Pertanto optiamo per una programma "a vista" e su fondo "percorribile"  e quindi.... con precipitazioni assenti, domenica mattina ritrovo al solito check-point per proseguire in auto alla volta di Modigliana. Percorso: Modigliana, Casetta dei Frati, crinale Collina, Tredozio, Valle del Tramazzo e ritorno.





Ritrovo: BarBriko Lugo ore 7,45
Partenza: Modigliana (P. Campo Sportivo) ore 9
Distanza 51 km - Dislivello 1.243 mt
Diff. Fisica: Media - Diff. Tecnica: Media - Bassa

mercoledì 2 novembre 2011

La strada dei cannoni


Col termine “strade dei cannoni” si è spesso indicato in maniera impropria quel reticolo di carreggiabili, mulattiere o semplici sentieri che serviva a garantire il collegamento tra le opere fortificate che costellavano il confine tra Italia e Francia. Poiché era necessario garantire la massima velocità possibile per lo spostamento di truppe e armamenti lungo le direttrici difensive di confine, furono intrapresi, fin da epoche passate, lavori di ammodernamento di percorsi pre-esistenti o costruzione di nuove strade che permettessero tali spostamenti. Di quelle strade spesso oggi si è persa la memoria, anche se alcune di esse sono ancora percorse da migliaia di veicoli al giorno o sono meta di escursioni per i camminatori di ogni età.  "La strada dei cannoni" si pone come obiettivo quello di far ripercorre in maniera consapevole tali strade, valorizzando le opere fortificate che si trovano nelle loro vicinanze, creando un itinerario culturale che, quando sia giunto a piena operatività, animi questi luoghi con iniziative di diverso genere, coinvolgendo le popolazioni locali e attirando turisti per percorrerlo. "La strada dei cannoni" si sviluppa per circa 420 km, attraversando tre Regioni (Piemonte, Savoia e Valle d'Aosta) in due Paesi (Italia e Francia). L'itinerario valica 5 colli alpini (3 dei quali siti oltre i 2.000 metri di quota) e percorre 5 vallate alpine (Chisone, Susa, Maurienne, Tarenteise, Aosta). L'itinerario congiunge 40 forti di epoca compresa tra il XVII e il XIX secolo e altre decine di piccole fortificazioni. Alcune di queste opere sono aperte e completamente restaurate. Partendo dalle opere comprese nell'itinerario darà possibile svolgere delle camminate di tutti i livelli, da percorrere in famiglia o con gli amici e sarà possibile scoprire l'eccellente offerta enogastronomica che i territori attraversati offrono al visitatore. Obiettivo finale del progetto è l'inserimento de "La strada dei cannoni" all'interno del'elenco degli Itinerari europei della cultura del Consiglio d'Europa. Il progetto de "La strada dei cannoni" è stato ideato e sviluppato da medAlp.
Per informazioni dettagliate: http://lastradadeicannoni.medalp.eu

martedì 1 novembre 2011

Nei dintorni di Lozzole

Sono incazzato..... o meglio, non riesco proprio a capire il perchè si organizzino raduni MTB nell'ambito del challenger UISP, in cui lo spirito principale dovrebbe essere quello di far godere ogni partecipante nel trascorre una piacevole giornata cicloturistica e poi si vanno a introdurre dei percorsi EXTREME, non assolutamente indicati e fattibili da neofiti del mezzo offroad ma soltanto da ciclo-esperti: si potrebbe giustificare questa scelta se fosse stato soltanto un tratto esclusivo per coloro che hanno optato il Percorso Lungo ma NON è stato così, essendo quello che dalla chiesa di Lozzole portava fin al 2° ristoro sulla strada del M. Carnevale e quindi comune a tutti i partecipanti. Risultato: una fila di pedoni... ripeto pedoni con bici al seguito!!!! E poi giungere a entrambi i  ristori e trovare soltanto del te'.... mi dispiace ma è meglio farne uno unico ma ben rifornito... tutto il resto sono chiacchere, soprattutto quando si incassano 4 euro per l'iscrizione.
Un vero peccato perchè da questo incantevole posto quale è Palazzuolo, con la cornice di imponenti vette che si ritrova, ci si attende ben altro e in tanti momenti ne abbiamo avuto la conferma, con dei panorami mozzafiato oppure immersi in quell'incanto che sono i castagneti in questo periodo dell'anno. Se vi dovessi descrivere la nostra mattinata pedalatoria tralasciando le critiche... vi potrei raccontare che abbiamo pedalato per 32 km con un dislivello di 1000, mt passando dalla Sambuca al Carnevale sugli aridi crinali di roccia sfogliata, abbiamo lasciato scorrere la nostra bicicletta lungo prati dal sapore dolomitico, abbiamo pedalato silenziosamente su soffici cuscini di ricci spaccati di castagno, ci siamo saziati all'arrivo tra un bicchiere di rosso, pasta al ragù, bruschette e tanto buon umore: e vi sembra poco?.
Siamo tutti programmati per strafare, ma la semplicità... premia sempre!.