Siamo partiti ieri sera dal porto canale. partenze scaglionate a gruppi di 25 ciclisti. complessivamente eravamo circa 150. siamo arrivati oltre il tempo massimo per l'iscrizione ma la benevolenza degli organizzatori (vista la grandissima quantità di gente che ha invaso nel weekend Cesenatico con comprensibili problemi di intasamenti e parcheggio) ci ha ugualmente rilasciato la cartolina di viaggio per prendere il via. La prima oretta è passata velocemente per raggiungere Bertinoro, complici un fortissimo vento a favore ed un buon gruppo a cui ci siamo accodati sfruttandone la scia. Finalmente con il Polenta iniziano le danze del sali-scendi. abbiamo fatto tutti i colli più o meno assieme; in ogni caso ricompattandoci sempre in vetta. Ottimi i ristori e ben distribuiti da parte dell'air santarcangelo che ha organizzato il brevetto. ci siamo appena appena bagnati da fratta al bivio per meldola ma poca cosa. tutto sommato una nottata come temperatura buona per pedalare; un pò di freddo ma sopportabile se ben coperti nelle discese. dalla cima di pieve di Rivoschio abbiamo iniziato a raggiungere i podisti (che fenomeni... 208 km a piedi!) della 9 colli partiti alle 12 con i quali talvolta ci siamo inchiacchierati. abbiamo anche sfruttato i loro ristori per bere e mangiare! da menzionare, tra i fenomeni in questione, pure la nostra "baracca" alina, incontrata (o meglio: è stata lei che ha riconosciuto il gruppo baracca e ci ha chiamato) oltre lo scollinamento del barbotto. dopo quasi 100 km a piedi era ancora freschissima ed in forma, complimenti a lei!. l'arrivo di Cesenatico è stato conquistato alle 6.26 dopo 12 ore di bici, essendo il nostro scaglione partito alle 18.30.
..... in conclusione che dire: entusiasmante! da rifare e da consigliare per essere il prossimo anno un gruppo più numeroso!domenica 19 maggio 2013
Nove Colli in notturna
Pubblichiamo con infinito piacere la ciclocronaca, postata or-ora dagli amici Daniele e Bagi sulla loro experience alla Nove Colli in notturna 2013: grande impresa ragazzi!!!"!
venerdì 17 maggio 2013
Alla conquista del Calderaro
Sabato 18 maggio
Ritrovo: bar Briko ore 8.00
Km 100
Ritrovo: bar Briko ore 8.00
Km 100
E' il nostro cult, è il nostro metro di misura che verifica lo stato di forma durante la stagione primaverile, è il nostro spauracchio con i suoi ostici quattro versanti, è incredibilmente affascinante, è il Monte Calderaro.... e domani, sabato, è il giusto momento per salire sulla sua vetta dal versante che parte da Castel San Pietro. Quello di Liano è il versante più conosciuto e più frequentato dai cicloturisti in genere sia per il facile accesso provenendo dalla pianura e precisamente con inizio dalla splendida cittadina di Castel S. Pietro, ma anche perchè è abbordabile per le sue pendenze a portata di cicloturista. E' anche la più lunga... su uno sviluppo di 12 km ma è bene spiegare che tale ascesa è composta da tre tratti in salita intervallati da due che discendono e pertanto danno la possibilità di rifiatare. Spettacolare è il tratto che lambisce un calanco che ci regala una vista particolare di un grigio e unico panorama collinare fatto di guglie sabbiose, quelle che compongono queste creste appenniniche. Si fa ritorno da Monte Cerere per giungere a Lugo ben cotti alla brace........
Passo di Frassineto
Lunghezza: 9.3 km
Partenza: 400 m
Arrivo: 927 m
Dislivello: 527 m
Pendenza media: 5.7 %
Una bella salita collocata nella natura dell'Alpe della Luna, quasi al confine tra Toscana, Umbria e Romagna, precisamente nella provincia di Arezzo, con base di partenza in Val Tiberina e precisamente a Pieve Santo Stefano. Sulla cima non vi sono cartelli che indicano il Passo. proseguendo a dx sulla SP 50. del Marecchia si giunge dopo circa 3 km in ascesa al Passo di Viamaggio (983) valico più noto, conosciuto e molto frequentato fin dall'antichità, in epoca romana vi transitava l'importante via di comunicazione tra Arezzo e Rimini la Via Ariminensis. Sempre dal Passo del Frassineto, svoltando a sx si segue uno splendido percorso che si conclude dopo 15 km circa alle Balze del Verghereto.
Partenza: 400 m
Arrivo: 927 m
Dislivello: 527 m
Pendenza media: 5.7 %
Una bella salita collocata nella natura dell'Alpe della Luna, quasi al confine tra Toscana, Umbria e Romagna, precisamente nella provincia di Arezzo, con base di partenza in Val Tiberina e precisamente a Pieve Santo Stefano. Sulla cima non vi sono cartelli che indicano il Passo. proseguendo a dx sulla SP 50. del Marecchia si giunge dopo circa 3 km in ascesa al Passo di Viamaggio (983) valico più noto, conosciuto e molto frequentato fin dall'antichità, in epoca romana vi transitava l'importante via di comunicazione tra Arezzo e Rimini la Via Ariminensis. Sempre dal Passo del Frassineto, svoltando a sx si segue uno splendido percorso che si conclude dopo 15 km circa alle Balze del Verghereto.
giovedì 16 maggio 2013
Badia Prataglia
Badia Prataglia è un paese montano posto al centro del Parco
Nazionale, quasi a presidio di un valico appenninico, il Passo dei Mandrioli,
che la strada statale 71 raggiunge nella corsa che da Montefiascone la porta a
Ravenna. Badia deve molto a questa strada, voluta nello scorso secolo dal
Granduca Leopoldo II, che ha contribuito a fare del centro la stazione di
montagna più conosciuta di tutta la provincia aretina. La bellezza del posto è
indiscutibile. Le case, in stile quasi alpino, sono situate all'incontro di
una serie di vallecole che costituiscono la parte più alta del bacino del
torrente Archiano. Al centro si trova la chiesa romanica, ultimo resto
dell'abbazia benedettina fondata nel 989 e soppressa nel XIV secolo.
Il bosco circonda il paese offrendo un campionario quasi
completo di formazioni forestali. Proprio a ridosso delle case si trovano
boschi misti di latifoglie (acero, frassino, tiglio) e addirittura, inusuale a 900 metri di altitudine,
un vecchio castagneto da frutto ora abbandonato. In quella direzione si
raggiungono, con un ripido sentiero che parte proprio dalla piazza, il piano e
l'abetina di Campo all'Agio, secolare foresta di abete bianco. Risalendo invece l'Archiano d'Isola in direzione Capanno ci
inoltriamo in una vallecola dominata dalla faggeta. Sopra la strada, proprio in
mezzo ai faggi, il fosso del Pontone salta sui banchi di arenaria formando una
bella cascata. Il faggio era l'albero dal quale i 'badiani' traevano il legno
per i loro manufatti conosciuti in tutto il Granducato di Toscana. Proseguendo
in mezzo al bosco, poco prima del rifugio dei Fangacci, un sentiero sulla
destra conduce in breve al monte Penna (1333 m .) che domina il versante romagnolo, il
lago di Ridracoli e la riserva di Sassofratino.
Fonte: http://www.casentino.it
mercoledì 15 maggio 2013
La Verna: da riprogrammare
Purtroppo le previsioni meteo danno una situazione di instabilità per il prossimo weekend e pertanto abbiamo preso la decisione di rinviare a data da destinarsi il Circolare della Verna. Dispiace in quanto già pregustavamo il "sapore" della pedalata in quegli affascinanti e vergini luoghi, lontani dalle solite rotte cicloturistiche ma... non tutto è perduto e presto sarà di nuovo schedulato nell'agenda di Ad Maiora Bike. Rendiamo disponibile ugualmente per i più curiosi, il cicloracconto (La Verna) di presentazione, che potete visualizzare e scaricare dal menù.
800 anni della Verna
Ricorre quest’anno l’VIII centenario della donazione della Verna a S. Francesco da parte del conte Orlando di Chiusi, avvenuta nel 1213, dopo il loro incontro nel castello di San Leo, nel Montefeltro. Nelle Fonti Francescane si legge: “E infine disse questo messere Orlando a santo Francesco: ‘Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama il monte della Verna, lo quale è molto solitario e selvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalla gente, o a chi desidera vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri lo ti donerei a te e a’ tuoi compagni”. (FF 1898). Francesco accettò volentieri il dono e salì sulla montagna, ma nello stesso tempo si chiese se la volontà di Dio lo chiamava realmente lassù, padrone di una montagna, lui che aveva rifiutato di accettare l’offerta della Porziuncola. Frate Leone intuì il turbamento del suo penitente e stava per intervenire, quando un nuvolo di uccelli avvolse il santo in un’aureola festosa d’ali e di canti, facendogli capire che il suo arrivo alla Verna era gradito al “Signore Iddio”. Da allora si recò più volte alla Verna con i suoi Frati, fino al 1224, quando vi ricevette le Stimmate, mentre faceva la quaresima in preparazione alla festa dell’Arcangelo S. Michele. Da 800 anni, quindi, i Frati Minori della Toscana custodiscono gelosamente il luogo in cui il Poverello ebbe da Cristo “l’ultimo sigillo”, divenuto col tempo meta ambita dei pellegrinaggi ai santuari francescani.
martedì 14 maggio 2013
Noi c'eravamo !!!
I friends che sono stati protagonisti nei due Tour Ad Maiora Bike friulani... oggi, guardando le immagini televisive della Tappa al Giro d'Italia, certamente un tonfo al cuore lo hanno percepito: come potevamo scordare l'aspra ascesa al Cason di Lanza con i suoi impegnativi, e da noi temuti, tratti over 10% fino a giungere in mezzo ai prati della stupenda conca del passo dominata dalla Creta di Aip e dal monte Cavallo... come potevamo dimenticare!!!.
Ma ancor di più, immaginare di essere ancora lì nell'atto pedalatorio e di massima fatica quando si esce dalla fittissima abetaia e la salita può dirsi conclusa, in mezzo ai pascoli del verde altopiano del Montasio contornato dalle regali bastionate dello Jof di Montasio e dal Monte Canin, e si e' accolti da un maestoso panorama... come si può!!!. Non ci sono parole che possano descrivere quanto, ma solo vivendo.
lunedì 13 maggio 2013
... e smarì ‘d Catarnôn
![]() |
| Caterina Sforza |
...e smarì ‘d Catarnôn l’andeva a tartofla cu un bò, il tonto di Caterinona andava a trifola con un bue; Fé e smarì ‘d Catarnôn, fare il tonto di Caterinona cioè il finto tonto, sono due coloriti modi di dire romagnoli per descrivere una persona che finge d’essere un po’ ritardata per ricavarne notizie o vantaggi da sfruttare. Pare tuttavia provato che il modo di dire tragga la sua origine da una verità storica: si tramanda infatti di persone finte tonte inviate per le nostre campagne da Caterina Sforza le quali, proprio per il loro modo di fare, venivano accolte nelle case e provocavano i contadini a parlare del governo cittadino; costoro, vedendo il (finto) ritardo mentale della persona, si lasciavano di conseguenza scappare in libertà male parole che, puntualmente il (finto) tonto riferiva a Caterina. La scaltra signora di Imola e Forlì, vissuta alla fine del secolo XV, veniva così informata dell’umore dei cittadini e poteva pertanto prendere le opportune decisioni anche per reprimere i pericolosi oppositori.
Resta dunque da chiederci chi fossero queste persone che si prestavano a far da delatori; è probabile che tra questi, oltre ad alcuni italiani, probabilmente nei posti di comando, vi fossero anche degli stranieri che in tal modo univano, al fare il (finto) tonto, anche la difficoltà nel parlare dovuta alla lingua poco conosciuta, tutti comunque al soldo della bella Caterina. Quale miglior garanzia dunque, per il popolo scontento, poter sfogarsi con un povero (finto) scemo che neppure poteva capire ciò che gli si stava dicendo?
di Paolo Grandi
di Paolo Grandi
Tratto da: http://www.castelbolognese.org
domenica 12 maggio 2013
Attenzione Battaglione...
Attenzione ! Attenzione Battaglione...
Ecco i prossimi appuntamenti Ad Maiora Bike (strada):
Sabato 18 maggio / La Verna
Un fantastico percorso circolare escursionistico, con partenza e arrivo a Bagno di Romagna, per tutti coloro che non hanno mai pedalato fino all'incantevole e luogo di fede e preghiera, di devozione a San Francesco, quale è LA VERNA e il suo santuario immerso in boschi di faggio ed abete, transitando dal Passo Mandrioli e Badia Prataglia. Il ritorno sarà altrettanto unico e mappato sulle strade che conducono fino alle Balze del Verghereto e la cima del Monte Fumaiolo. Km 106 – 2.412 mt dislivello.
Un fantastico percorso circolare escursionistico, con partenza e arrivo a Bagno di Romagna, per tutti coloro che non hanno mai pedalato fino all'incantevole e luogo di fede e preghiera, di devozione a San Francesco, quale è LA VERNA e il suo santuario immerso in boschi di faggio ed abete, transitando dal Passo Mandrioli e Badia Prataglia. Il ritorno sarà altrettanto unico e mappato sulle strade che conducono fino alle Balze del Verghereto e la cima del Monte Fumaiolo. Km 106 – 2.412 mt dislivello.
Sab - Dom 1/2 giugno / Chianti Classic
Un piacevole ritorno in Toscana per riabbracciare la "schiettezza" cicloturistica che ancora la contraddistingue : se non avete mai partecipato a questa manifestazione "veramente" in stile cicloAMATORIALE (8 euro + pasta party) ecco l'occasione giusta per trascorrere due giornate a Castelnuovo Berardenga (SI) nel cuore delle terre senesi. Un appuntamento, naturamente NON competitivo, per scoprire pedalando una terra ancora genuina , considerando che alla base della manifestazione c’è l’esperienza dello storico gruppo dell’Eroica, la creatività di Bulletta Bike, i principi ideali degli animatori del parco Ciclistico del Chianti e non ultimo i paesaggi da cartolina del senese e le magnifiche strade che attraversano borghi, ville e castelli storici disseminati in un mare di silenzio e lontani dal traffico. Stiamo valutando alcune location per il pernotto e pertanto chi fosse interessato ad unirsi al gruppo ADM non deve fare altro che inviare una mail di interesse (admaiora2004@libero.it).
Programma: sabato 1 - visita in bicicletta di Siena (40 Km / domenica 2 - Percorso Chianti Classic: 131 km e 2.251 di dislivello.
venerdì 10 maggio 2013
Lo sapevate che...
Nel letto del Rio Sanguinario, all’altezza del podere "Costa", avendo alla destra del Rio la Serra e alla sinistra Bergullo, ci sono alcuni soffioni, o vulcanetti, che in dialetto sono detti "buldur" sono più o meno attivi e soggetti a spostamenti. Il nome "buldur" in romagnolo, "bollitori" in italiano, è stato dato a questo fenomeno naturale per il suo comportamento. Alcuni scrittori hanno chiamato questi bollitori vulcanetti ad aria, vulcanetti a fango, vulcanetti a freddo o fanghi aerati, ma il nome più antico è quello di bollitori; nelle carte dell’Istituto Geografico Militare essi sono indicati con il termine di "soffione". La scoperta di questi bollitori è lontana nel tempo. Vengono menzionati per la prima volta in un documento della metà del secolo XVII. Essi si presentano al visitatore come coni tronchi, alti circa venti centimetri, simili alla sommità dei vulcani; dal cratere scola, lungo il piano inclinato del tronco, una fanghiglia liquida. L’interno dei crateri è sempre umido; ogni minuto circa si alza dal fondo del cratere una bolla di fanghiglia grigiastra, che si eleva fino al culmine del cratere poi si rompe, lasciando sprigionare una bolla di gas con un rumore modesto, simile a quello provocato dallo stappo di una bottiglia di vino. Il fenomeno è simile a quello della marmellata o della polenta in ebollizione. L’agente del fenomeno è il gas metano; si può vederlo bruciare avvicinando una fiamma. La fanghiglia è fredda. Un tempo il fango fuoriuscito era utilizzato dall’uomo per sé e per gli animali, per curare forme artritiche e postumi di fratture o di traumi. Ora viene utilizzato a scopo terapeutico dalle Terme di Riolo.
Come arrivare: Per giungere ai vulcanetti, dal territorio di Castel Bolognese, occorre giungere al cimitero della Serra e percorrere una stradina verso destra e scendere al Rio Sanguinario.
Fonte: http://www.terredifaenza.it
Musica nelle AIE
A pochi chilometri da Faenza (RA), in una suggestiva località chiamata Castel Raniero immersa nel verde fra le colline e la campagna, dal 1999 prende vita un originale e quanto mai importante appuntamento musicale: La musica nelle Aie – Castel Raniero in festa. Musicale ma non solo. Infatti, l'evento rappresenta un momento di partecipazione, scambio, incontro e dialogo fra musicisti provenienti da tutta Italia e un pubblico eterogeneo che sulle note del folk scopre anche il territorio, il suo ambiente, il cibo e il vino. Il Festival si articola per quattro giornate, dal 9 al 12 maggio. Lungo un percorso panoramico ad anello di circa 5 km (da compiere a piedi o in bicicletta), facendo tappa lungo le strade, nei cortili e nelle aie delle case, all'ombra di un grande albero o sotto il caldo sole primaverile, sarà possibile ascoltare una moltitudine di piccoli e grandi concerti. Concerti, ovviamente, di musica folk, tradizionale o moderno, nella sua accezione più ampia.
L'atmosfera che si crea è davvero unica: dalla sensazione della festa rurale in un'aia tra balli e vino, alla meravigliosa dimensione solitaria della musica che riecheggia tra i vigneti e i campi di grano.
Il calendario dettagliato è on line sul sito www.musicanelleaie.it
Questi gli appuntamenti musicali principali:
giovedì 9 una serata tutta dedicata al ballo, quello folk, con i gruppi FERMENTO ETNICO, UVA GRISA e CAPA CUPA;
venerdì 10, saranno ospiti DANIELE RONDA E FOLKCLUB, uno dei nomi nuovi e importanti della scena folk italiana;
sabato 11 MALGHESETTI, che faranno ascoltare i brani del loro ultimo disco, e la grande GINEVRA DI MARCO;
domenica 12 LAME A FOGLIA D'OLTREMARE.
Oltre ai concerti, nei quattro giorni del Festival sono previste visite culturali e naturalistiche alle ville e ai boschetti di Castel Raniero, mostre, stage, mercatini di prodotti tipici e ovviamente lo stand gastronomico pronto a soddisfare tutti quelli che vorranno passare un fine settimana molto speciale.
giovedì 9 maggio 2013
MTB sabato 11 maggio
Ritrovo: Bar Briko Lugo ore 7,45
Partenza : Castel Raniero ore 8,30
La società TRIAL BIKE di Lugo in occasione della festa popolare "Musica nella AIE", che si svolgerà nel prossimo weekend a Castel Raniero, organizza un raduno OFFROAD con partenza e arrivo presso la chiesa di Castel Raniero. Due sono i percorsi segnaltai, di 30 e 40 km e al termine il consuetudinario pasta party oppure si può anche aderire all'offerta di un pranzo completo ad un prezzo specialissimo.
mercoledì 8 maggio 2013
L'Arte ciclistica
Telaio vintage da passeggio, Bottecchia, cromato e verniciato
Guarnitura sportiva Atala
Cerchi vintage Record, italiani e lucidati a specchio
Copertoni Schwalbe Delta Cruiser
Mozzi corsa Miche
Pignone fisso
Manubrio ad arco nastrato in pelle azzurra
Leva freno Weinmann
Freno anteriore Ursuss Lusso 20
Sella DAWES Olympian anni ’50
Concept creativo Biascagne
martedì 7 maggio 2013
Ciclo-Touring a Lugo
Dal primo al 5 maggio, a Lugo, in occasione del Giro della Romagna, si sono dedicati quattro giorni per il ciclismo e alla scoperta dell'Appennino tosco-emiliano
"Vivere il territorio in bicicletta". Questa, secondo Roberto Babini, presidente del Ciclo Guide Lugo, l'idea alla base del CicloRomagna-Tour, l'iniziativa che unisce sport e cultura promossa dalla Uisp e dall'Unione dei Comuni della bassa Romagna. Quattro giornate, dal primo al 4 maggio, dedicate alle due ruote e al turismo per la valorizzazione dei luoghi lontani dalle solite mete di vacanza. Il progetto, infatti, non si è rivolto unicamente agli appassionati della bicicletta ma coinvolge anche chi, da accompagnatore, ha desiderato scoprire i borghi e i paesaggi dell'Appennino tosco-emiliano.
L'iniziativa varata in occasione della trentaquattresima edizione del Giro della Romagna. Proprio in attesa della gara ha preso vita l'idea di una vacanza attiva che comprendesse proposte per ciclisti e non. Sono stati previsti anche escursioni a piedi che toccheranno oltre alla rocca e al museo di Lugo anche la caratteristica piazza ellittica di Bagnacavallo interamente circondata da portici. Anche in questo caso l'itinerario dipenderà dagli interessi dei partecipanti che saranno accompagnati da guide messe a disposizione dai comuni coinvolti. "Le istituzioni infatti - continua Babini - capendo l'importanza di manifestazioni simili per la promozione del territorio e per la valorizzazione delle strutture ricettive, sostengono attivamente le nostre proposte".
L'attività dell'asd Ciclo Guide di Lugo, nata nel 2004 in seguito a un corso di formazione Uisp per guide cicloturistiche ambientali, non si ferma però alla promozione del territorio ma si pone anche l'obiettivo di ripensare il modo di andare in bicicletta. "Vogliamo uscire - spiega Babini - dall'idea di competizione e fatica per ritrovare il semplice divertimento. Lo stesso cicloturismo, a volte, è 'paraprofessionismo' e gli amatori si sottopongono a un grande sforzo fisico. Per questo abbiamo ribaltato la parola in 'turismo in bici'. Impieghiamo molto più tempo per percorrere un tragitto perché al centro non dev'esserci la fatica o la prestazione ma il piacere di andare in bici".
lunedì 6 maggio 2013
Che Marathon MTB... !!!
Comunque una splendida iniziativa che come per tutte le nuove esperienze avrà modo di migliorarsi nelle prossime edizioni, per diventare, come lo è stato per la manifestazione "regina" Giro della Romagna su strada, un cult del cicloturismo... off-road.
domenica 5 maggio 2013
Randonnèe da brividi...
L'esperienza condivisa con Daniele e Alfredo nel "mettere in piedi" questo differente appuntamento ciclistico nel contesto della manifestazione Giro della Romagna 2013, è stata indubbiamente molto interessante e anche emozionante. Dal primo pomeriggio di sabato al clou serale dell'evento, concentrato sulla partenza "notturna" dei randonnèeur, si sono succeduti piacevoli momenti, emozioni, incontri con i tanti cittadini lughesi che si sono "affacciati" con la giusta curiosità all'area di accoglienza e al parco chiuso, allestiti all'ombra del monumento di Baracca, valorizzando ancor di più con la loro attenzione espressa, il gesto organizzativo al di là del senso prettamente sportivo. La cronaca è presto fatta con 56 partenti alle ore 18 per la RANDO 400 km per un primo tratto di 100 km che da Lugo giunge a Comacchio, timbro di controllo e ritorno per una nuova partenza alle ore 22 congiuntamente ai restanti iscritti alla RANDO 300 km e sempre dalla Piazza Baracca di Lugo. Le condizioni meteo previste con una probabile piovosità sul percorso, preoccupazioni soprattutto concentrate sul transito notturno sull'appennino tosco romagnolo, non hanno invece alcunchè inficiato sull'andamento e già dalla mattinata di domenica i primi "randagi-fast" hanno portato a termine la loro prova, gli ultimi arrivi nel tardo pomeriggio, ma con un denominatore comune di grande soddisfazione sul percorso mappato.
venerdì 3 maggio 2013
Tutti in piazza !!!!
Piazza Baracca - Lugo di Romagna
Sabato 4/05 alle ore 18 partenza Randonnèe 400 della Romagna
Sabato 4/05 alle ore 22 partenza Randonnèe 300 della Romagna
Se siete curiosi e volete osservare questi "randagi" della bicicletta che si accingono a partire in questa loro impresa di pedalare tutta la notte e il giorno seguente lungo interminabili percorsi di ben 300/400 km (dislivello 4.000 mt)... ecco questa è una buona occasione!!!!. Proprio davanti al nostro maestoso monumento cittadino dedicato a Francesco Baracca, verrà allestito il parco-chiuso per contenere i ciclomezzi dei partenti equipaggiati di attenti particolari meccanici, di potenti illuminazioni a led che consentono una visione a giorno nella notte più scura e differenti portapacchi ove "stivare" indumenti, alimentazione ed altro per muoversi in modo autonomo e mai supportati da alcuno: questo è lo stile del vero randonnèeur. L'organizzazione della UCF Baracca Lugo è pronta anche per questo varo "cittadino", organizzato sempre nel contesto del, ora mai storico, Giro della Romagna, che all'indomani prenderà il via invece dallo Stadio Comunale con le sue migliaia di partecipanti.
Una pietra nobile
La Pietra Serena è una pietra naturale di grana compatta e finissima dalla sostanza uniforme e omogenea, di colore grigio con tonalità tendente all'azzurro. Viene citata fin dal 1500 da Giorgio Vasari mentre pare che Dante la chiamasse macigno (Inferno, XV, 63). E' stata utilizzata nella costruzione di opere ed edifici famosi come gli Uffizi, la chiesa di San Lorenzo e la Basilica di Santo Spirito a Firenze, ma molto tempo prima era stata impiegata dagli Etruschi per costruire le mura di Fiesole.La pietra serena viene inoltre usata per la pavimentazione: Firenze, Siena ed Arezzo sono in gran parte pavimentate con lastre di pietra serena. La Pietra Serena estratta nel comprensorio di Firenzuola, è una roccia sedimentaria classica, denominata arenaria. Importantissime oggi sono le cave di Firenzuola, poichè è l'unico comparto industriale in Italia per la lavorazione e l'estrazione di questa roccia. I giacimenti di questa zona si sono formati circa 20 milioni di anni fa per accumulo di fondo marino. Circa 5-10 milioni di anni fa l'intera formazione si è sollevata, formando così le intere montagne del comprensorio. Questa materia prima ebbe subito molto successo grazie alla sua resistenza al tempo e all'usura, oltre che al suo facile abbinamento con altri materiali come il marmo e il legno.
giovedì 2 maggio 2013
Volere non è volare
"Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli": prendiamo spunto dalle rime dell'Alfieri come pensiero rappresentativo della nostra giornata cicloturistica, della prima escursione 2013 trascorsa ieri, quella che con il Tour della Crocetta ha consacrato un'altra pagina ... a cavallo della bicicletta. Il volere è la determinazione degli aderenti al nostro movimento Ad Maiora Bike, nel ricercare sempre nuove Cycling experiences, condividerle e soprattutto insieme pedalarle dedicando energie e risorse in quei sempre-meno ritagli di tempo che a fatica sottraiamo alla quotidianità . Un 10 e lode... a tutti!!.
Il cicloracconto dell'escursione Tour della Crocetta ha il suo vero inizio con lo svalico del Passo del Giogo planando nel Mugello, territorio collinare ricco di storia e di testimonianze artistiche, selvaggio e poco trafficato se si transita sulle quelle incantevoli strade secondarie che spesso vediamo rappresentate su riviste e/o video che raccontano - come fossero miraggi... - "luoghi da scoprire": cari friends... sono qui!! ... a un tiro di schioppo!!.
Da Barberino del Mugello l'ascesa al Valico della Crocetta si è presentata subito very strong, con un "muro" di 700 mt iniziali che ci ha tolto il respiro... ma una volta giunti alla sommità di questo tratto, la solitudine del pedalare in silenzio e con lo sguardo catturato al paesaggio circostante ci ha accompagnato fino alla sommità del Passo. La discesa breve a Montepiano, sosta ristoratrice in pieno stile toscano (pane & prosciutto) e su di nuovo per Monte Tavianella, e qui.... lo spettacolo ha avuto inizio. La caratteristica forse più apprezzabile è la fitta ed estesa boscosità dei suoi versanti, costituita prevalentemente da abeti: Cinque km (7% media costante) immersi nella oscura foresta delle Cottede. Dalla sommità del Tavianella ti trovi ad un tratto dal Santuario di Boccadirio, dove il 16 luglio 1480 due pastorelli di nome Donato Nutini e Cornelia Vangelisti, videro la Madonna. E' un luogo incantato...
Nuovamente in picchiata a valle e precisamente a Roncobilaccio, ora ci attende la quarta e ultima salita del percorso e cioè la risalita al Passo della Futa, niente male in questo momento di "stanchezza" per la sua pendenza spalmata in ben 9 km e che donano piacevolezza al pedalare e un massaggio muscolare in movimento!. Il circolare si conclude a Firenzuola dopo 90 km pedalati in 5,15 h e 2020 mt dislivello metrico.
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