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domenica 28 febbraio 2010

Croara

“Sfortuna, maledetta sfortuna” e questa è sicuramente la considerazione fatta da coloro che sabato non sono potuti salire sulla loro specialissima in una splendida prima giornata primaverile e altrettanto invece lo hanno fatto oggi in tutt’altra condizione meteo. Nubi alte e stratificate…. la sentenza.
Di positivo c’è solamente, che non ci siamo bagnati, la temperatura era accettabile e che il percorso tracciato, oltre che interessante paesaggisticamente, ha rispettato quella tabella di uscite-allenamenti che ci siamo prefissi per giungere nella giusta condizione agli appuntamenti del calendario 2010.
Lugo, Bagnara, Imola, ci dividiamo all’altezza di Zello dal gruppo del Bianconero che ha previsto un percorso più abbordabile via Grattugia/Tre Monti; sono in molti che ci hanno seguito anche perché il Team GranFondo ci fa compagnia (prima di sganciare la zavorra, che siamo NOI,  e andarsene), volti nuovi che hanno voglia di pedalare con Ad Maiora: un piacere anche per noi. Si rivede anche il Morozz dopo il letargo invernale… e i segni (del letargo) si vedono tutti nel cicloturista che ha poltrito nell’inverno a cominciare dalle ganascie ingrossate, cartina tornasole infallibile.
La strada stretta che ci conduce a Codrignano è sempre lunga… non si arriva mai , ma è sempre meglio della “Montanara” e il suo traffico strombazzante e allergico a qualsiasi forma di mezzo a due ruote.
Saliamo finalmente verso Casal Fiumanese, nella Piazza i soliti avventori del Bar cittadino incitano le donne a…. non so a che cosa ma li sento poi sghignazzare, segno che sono in allegria, evviva! si scende nel buco, 2 km di falsopiano che conducono ai piedi della Croara, una salita impegnativa (3,1 km / 6,7 % media) che non ti dà tregua fino alla cima posta a quota 330 mt, alternando lunghi tratti ad oltre il 10% di pendenza.
Però ci regala un panorama carsico di questa valle chiusa e calda quale è la Croara, presentandoci alla vista una delle formazioni a calanchi più vasta e spettacolare di tutta la Romagna, il “Rivone della Croara”

Solito appuntamento per il gruppo in cima e poi giù per la sporca e impegnativa discesa fino in Val Sellustra. Alcuni scelgono di rientrare a Lugo, i più svoltano a Sx in direzione Cima Gesso addentrandosi in uno dei paesaggi più selvaggi per completare il percorso stabilito. La salita della Val Sellustra ( 5,5 km  / 4,3% disl.) è sempre piacevole da pedalare, non strappa mai e con un lungo rettilineo centrale permette a chiunque un sano “riprendersi” che non fa mai male. In questo periodo è ottima in quanto nel periodo estivo è infestata da noiosi tafani residenti in quella zona a causa dell’allevamento dei Vitelloni Romagnoli ( padri genetici della nota razza Chianina) situato quasi sul finire della salita. Sulla sinistra si stagliano i Monti dell’Acqua Salata, da cui ha origine la Vena del Gesso Romagnola, oggi tutelata da un Parco Regionale.
A Cima Gesso svoltiamo a Sx in direzione di Fontanelice e per il consueto Caffè-break.
Non siamo brillanti come la domenica precedente…. Forse sarà il tempo.
Dekaman si mette alla testa del gruppo impartendo il giusto ritmo, da Borgo Tossignano fino a Imola, ultimo strappo sulla strada alta dell’Autodromo e i suoi noiosi rilanci in salita.
Una foratura (Berta) ci rallenta ma non ci divide, oramai tutti sanno qual è il comportamento del nostro gruppo e le poche regole (del saper stare insieme) da condividere ( e non da osservare), e poi si ripedala in direzione di Lugo nel viavai di piccole strade di campagna, fuori dal traffico. che ci regalano un’altra cavalcata domenicale marcata naturalmente … Ad Maiora.

28 febbraio / 98 km percorsi / 875 mt dislivello / Tempo di percorrenza 4,32 ore / Temperatura rilevata a Fontanelice 12°
Salite: Croara . Val Sellustra
Partecipanti n°26

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