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martedì 23 marzo 2010

CROCE DI FERRO

AD MAIORA TOUR 2006 - "HAUTE SAVOIE"

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Tappa n°3 - sabato 5 agosto 2006:

Brides les Bains, Col del la Madeleine (1.993), La Chambre, St. Jean de Maurienne, Col du Mollard (1.638), Col de la Croix de Fer (2.067), Le Bourg d’Oisans.
Km 142 dislivello 4.244 mt
 


Il Col della Madeleine è una ascesa molto conosciuta dai ciclisti anche perché percorsa spesso dal Tour de France, in quanto è il collegamento naturale tra le due valli della Maurienne e la Vanoise di Savoia: è lunga circa 28 km dal versante di Aigueblanche con una pendenza costante del 6,1% nel primo tratto, una discesa nel tratto centrale di 3,4 km e per concludere gli ultimi 12 km al di sopra di una costante media del 10%.
Insomma una salita anche questa catalogata come hors catégorie, una salita con gli attributi.
Dopo i primi 7 km la pioggia si è presentata puntuale così come nei giorni precedenti, accompagnandoci fino al passo dove fortunatamente è locata una baita, un ristoro per le nostre membra già inzuppate d’acqua; ci voleva… a quota 2.000 mt quando piove, anche se è il 5 di agosto, fa un freddo cane, si battono i denti, bisogna assolutamente cambiare la muta umida con una asciutta, bere qualcosa di caldo e poi ripartire rapidamente in discesa senza lasciarsi andare allo sconforto.
I primi km di discesa sono duri da affrontare ma non soltanto per la pioggia ma per la progressiva perdita di sensibilità delle mani dovuta al freddo e alla loro posizione in esposizione continua sulle leve dei freni: l’importante è che il freddo non ti “prenda” procurandoti un tremolio che ti porta a malgovernare la bicicletta soprattutto durante queste tappe alpine piene di tornati.
A circa metà della interminabile discesa, la comparsa di una tiepido sole ha mutato repentinamente volto al paesaggio, alla giornata e alle nostre intenzioni di abbandono.
La discesa è terminata, arriviamo al Check-point con il pulman, pronti per un nuovo cambio della muta ciclistica anche questa fradicia, un energizzante ristoro alimentare, ricominciamo un po’ a sorridere nella prospettiva di potercela a fare nel domare anche la Croix de Fer.
Rimontiamo in sella, mettiamo in moto le gambe arrugginite da quelle tre maledette ore bagnate in direzione St. Jean de Maurienne, ci separano una ventina di km di pianura ideale per rimettere in sesto il fisico e la mente prima di rimetterci a pedalare all’insu per ancora tante, troppe ore.
Il Col de la Croix de Fer ha quattro versanti:
a) da Barrage du Verney 27 km pendenza 4,7% grado di difficoltà 144 
b) via Col du Glandon da La Chambre 23,5 km pendenza media 6,9% grado di difficoltà 153
c) da Saint Jean de Maurienne 30 km pendenza 5,1 grado di difficoltà 150  
ed infine il più tosto e quello da noi prescelto:
d) da Saint Jean de Maurienne, via Col du Mollard
    40.9 km / pendenza  6,1 / grado di difficoltà 161 / 2.040 mt dislivello 
Quest’ultimo è un versante inedito e probabilmente il meno frequentato dai ciclisti, forse perché bisogna aggiungere anche la pendenza del Mollard (19 km / 5,5 %) e noi abbiamo scelto proprio questo versante… per farci male!!
La strada sale con tornanti stretti, dentro e fuori del bosco, fino a raggiungere le Collet d'en Bas, poi alla Cochette. Pochi km e giungiamo ad Albieux le Viexu, dove ha inizio la strada che sale al Col du Mollard. La salita non è costante ma alterna diagonali impegnative ad altre pedalabili. Il Col du Mollard è domato. Breve sosta, qualcuno mette la testa dentro ad una fontana di abbeveraggio, qualche foto e giù in discesa per circa 7 km fino a raggiungere la strada principale della Croix de Fer ad una altimetria di 1200 metri..
Ci rimangono ancora 16,4 km alla vetta della Col de la Croix de Fer e quasi 800 metri di dislivello, si è fatto caldo forse per colpa dell’alta umidità. Riprendiamo a salire con pendenze soft fino a St Sorlin d'Arves, ai piedi del Col de la Croix de Fer che si intravede di fronte a noi a circa 5 km per 500 metri di dislivello; questi ultimi sono i più duri, sia per la pendenza costante attorno al 9-10% sia per la stanchezza che affiora, ma alla fine siamo in cima; ristoro in un piccolo rifugio, la foto di rito di gruppo e …. ricomincia a piovere.
Fino alla diga un vero diluvio e di nuovo freddo: è tardi sono quasi le 19 e ancora mancano tanti km a Bourg d’Oisans. La strada non finisce più e il fisico è stremato dalla fatica.
Giungiamo in Hotel alle 20, è oramai buio… ma è fatta!

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